Colei che canta

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È disponibile sul Kindle Store di Amazon Colei che canta, la seconda avventura dello Spadaccino, il personaggio già incontrato ne L’isola del Teschio.

La vicenda si svolge molti anni prima, nel 1530, nella Vienna scampata all’assedio turco. Qui lo Spadaccino incontrerà una compagna misteriosa e dovrà risolvere il mistero di una casa infestata, cercando di portare a casa la pelle.
Il racconto è un po’ più lungo del precedente, costa meno (sono riuscito a capire come calcolare i prezzi di Amazon per fare cifra tonda) e ha un tono molto diverso dal primo. Anche il personaggio, essendo un ragazzo di vent’anni, non è lo stesso incontrato molti anni dopo. Insomma, tutto quello che non andrebbe mai fatto in campo di serialità credo di averlo fatto.
L’idea era quella di scrivere una storia rocambolesca, dove ci fosse più spazio per dialoghi (spero) brillanti e allo stesso tempo un po’ di horror. Uno degli elementi della storia è il mio omaggio al racconto di Robert E. Howard Pigeons from Hell, che avevo tradotto un paio di anni fa.

L’anteprima scaricabile copre i primi due capitoletti e un pezzo del terzo; la si può leggere, senza scaricare niente, da amazon.com, cliccando sulla copertina del libro.
Qui sotto, il primo capitoletto: Continua a leggere

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L’isola del Teschio – ebook gratis fino a domenica

copertina1Per festeggiare Halloween, cosa c’è di meglio di leggere un ebook gratis?
L’isola del Teschio, di cui forse avete già letto qualcosa qua e qua, è gratis fino a domenica.
Dentro ci trovate anche l’incipit di Colei che canta, la seconda storia dello Spadaccino.

Per scaricare il testo ci vuole un account Amazon.
Il file non ha DRM, quindi può essere convertito in ePub per essere letto più o meno ovunque.

Sono una cinquantina di pagine, quelli a cui è piaciuto dicono che si legge abbastanza in fretta.
Se ti piace, parlane da qualche parte (su Amazon, ma anche su Goodreads, tipo).

Di seguito, un simpatico brano dei 3 Inches of Blood che fa parte del calderone delle fonti di ispirazione dell’Isola del Teschio.

Se vi interessano altre offerte su ebook di autori autopubblicati italiani, tenete d’occhio il gruppo Facebook De Ebook Mysteriis

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All you need is cash, o della parodia preventiva

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C’è un film in cui recitano Eric Idle, Micheal Palin, John Belushi, Dan Akroyd, Bill Murray, Mick Jagger, George Harrison, Ron Wood, Neil Innes, Paul Simon e Bianca Jagger.
Sul serio.
Si chiama All you need is cash ed è la prima parodia preventiva della storia del cinema, nel senso che è uscito prima del materiale che prende in giro. Continua a leggere

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L’isola del Teschio – backstage

L’isola del Teschio è da quasi un mese sul Kindle store.
Nell’immediatezza dell’uscita mi ha dato alcune soddisfazioni, tra cui un posizionamento inverosimile nella classifica dei “prodotti del momento” davanti alla Bender che quello stesso era tra i tre ebook dell’offerta lampo.Schermata 2014-09-01 alle 20.01.37Per non dire di alcuni piazzamenti inconsulti nella classifica horror generale, tipo quando mi sono trovato davanti a Edgar Allan Poe e alle spalle di una trilogia paranormal romance. Continua a leggere

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Il Giappone è proprio come lo disegnano, ep. 10: Non provocare la giusta ira della scimmia delle nevi! Le tue carni bolliranno nelle pozze della morte!

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Se non mi fossi imbarcato in questa cosa dei titoli da cartone animato, questo post si intitolerebbe “quella volta che una
scimmia voleva menarmi e aveva pure ragione”.
Come penso molti sappiano, in Giappone è possibile incontrare delle scimmie. Cartelli che spiegavano come comportarsi in caso di incontro con dei primati li avevamo visti a Inari, ma ci sono posti dove le scimmie si possono osservare da molto, molto vicino.
Per esempio al Jigokudani Yaen-Koen, nei pressi di Nagano.
Qui si trova una colonia di macachi delle nevi che, dagli anni sessanta, ha preso l’abitudine di andare a fare il bagno in una pozza termale, in quest’amena località chiamata “valle della morte” per le ripide pareti e le sorgenti vulcaniche (tanto che in paese dalle fontanelle esce acqua bollente).
Pagando un biglietto, si accede alla pozza e ai suoi dintorni.
Può capitare che si arrivi troppo presto e le scimmie siano ancora nel bosco impegnate nelle loro attività da scimmia, illustrate da alcuni cartelli nella baracchetta all’ingresso.

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Per esempio.

In quel caso hai tutto il tempo per familiarizzare con le regole sul comportamento da tenere in presenza delle scimmie: in pratica, il concetto è “guardare e non toccare”, non dare cibo (che sennò si abituano all’idea che gli esseri umani sono fonte di cibo ed è un casino), non cercare il contatto visivo, non avvicinarsi troppo e non fare rumori.
Ok.
Poi le scimmie arrivano ed è tutto bellissimo. Continua a leggere

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La rivoluzione nella testa

The Beatles met Muhammad Ali, 1964 (3)

Quest’estate per un paio d’ore ho creduto che Sir Perceval Reginard Deafon, esq., esistesse davvero. La sua biografia spicciola l’aveva fornita Leonardo in un post di inizio agosto:

Sir Perceval Reginald Deafon, Esq., è il critico musicale che durante il suo quarantennale servizio presso il blasonato Montly British Music Magazine conseguì un singolare record: riuscì a stroncare tutti i dischi dei Beatles. Pubblichiamo per la prima volta tradotte in italiano le sue brevi recensioni, che ci offrono un altro punto di vista su una delle più importanti avventure musicali del secolo scorso.

In fondo, ci ho creduto perché volevo crederci. Non è bellissima la storia di questo signore, che immagino come un gemello cattivo di George Martin? (non George R.R. Martin, lo scrittore; George Martin il compassato produttore dei Beatles) (di questi tempi tocca spiegare tutto) (una volta quando dieci anni fa ho iniziato a tenere un blog uno mi ha chiesto se Lansdale era lo stesso delle felpe, ma spero mi stesse trollando) 
Un disinto signore inglese che si trova incredibilmente per la prima volta dalla parte sbagliata delle opinioni, costretto ad assistere alla sua nazione prima e al mondo poi che cade preda di un’isteria collettiva per quattro ragazzotti con un accento spesso come porridge e le zazzere sempre meno decenti? Continua a leggere

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Cartoline da Istanbul

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Mentre i post sul Giappone ancora faticano ad arrivare alla conclusione (nuovo record dalla fine del viaggio), al volo, due parole sui tre giorni a mezzo a Istanbul di questa estate.

Il muezzin

La funzione del muezzin è la stessa delle campane per noi: richiamare i fedeli alla preghiera, ricordando allo stesso tempo “Attilio Lombardo pelato bastardo”. Ma laddove l’occidente cristiano ha elaborato una semplice melodia, nell’Islam la frase è attraversata da trilli, melismi, colpi di glottide e logorrea. Il tutto amplificato da altoparlanti gracchianti. E a botta e risposta. Che tipo se ti trovi tra Santa Sofia (che ha un minareto funzionante) e la Moschea Blu all’ora della preghiera improvvisamente rischi l’infarto. Poi inizi a domandarti quanto dura l’introduzione a questo pezzo metal e quando partono le chitarre.
Quando poi alle quattro ti sembra di avere un muezzin in camera di albergo, un pochino rivaluti certe cose della Fallaci. E le campane della chiesa vicino casa tua che tutto sommato sono molto discrete.

I dervisci rotanti

È inutile girarci attorno (battuta!), il potenziale comico dei dervisci rotanti è in una parola sola devastante. Non tanto quando sono impegnati a derviscioroteare, che sono una cosa troppo bella per fare pensare ad altro (a meno che tu non sia un idiota alticcio come lo spagnolo che avevo di fianco, che ha passato tutto il tempo a chiacchierare con la compagna, sbuffare e battere il ritmo fuori tempo agitando un depliant per farsi aria), ma prima. Quando si presentano con addosso una mantella scura appoggiata alle spalle, gli alti cappelli di feltro, alcuni la barba, sembrano usciti dritti dritti da quelle storie pazzesche in cui Rodolfo Cimino spediva Paperone e nipoti in improbabili paesi dell’Asia minore alla ricerca di tesori custoditi da personaggi del genere.

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