I libri di novembre

Non so bene se continuare con questi post di micro-recensioni di libri; alla fine mi rendo conto che sono in generale tra i meno letti e commentati di tutti – che rispetto alla già esigua media di questo blog significa il deserto del Gobi a Ferragosto durante una partita della nazionale. Magari arrivo fino ai libri di dicembre 2010 così facciamo 5 anni tondi e poi stop.
A ogni modo, in evidenza il titolo che più mi è piaciuto.

Io e te – Niccolò Ammaniti (Einaudi)
Prima o poi bisognerà fare qualcosa per questa mania delle case editrici di pubblicare racconti travestendoli da romanzi brevi. O forse no, perché in fondo per le case editrici è una soluzione decisamente profittevole (e che potrebbe pagare ancora di più in ottica ebook). A ogni modo. Questo è un racconto dell’Ammaniti meno cialtrone e parla di un ragazzino con un sacco di problemi che finge di andare in settimana bianca e si nasconde invece nella cantina di casa. Il campo è di quelli in cui Ammaniti si muove a suo agio, ma senza guizzi. A un certo punto, ho avuto quasi l’impressione che stesse riscrivendo a modo suo La solitudine dei numeri primi, come atmosfera. Si legge in un’oretta e lo si dimentica più o meno nelle due ore successive. Ah: la nuova grafica degli Stile Libero è immonda.

Ghiaccio-nove – Kurt Vonnegut (Feltrinelli)
L’abilità di Vonnegut di fare della gran fantascienza mentre fa finta di fare dell’altro è stupefacente. Ghiaccio-nove è la storia della ricerca di una sostanza capace di congelare all’istante l’acqua, condotta dal narratore attraverso la ricostruzione della vita del suo scopritore. E che permette a Vonnegut di dire un sacco di cose sulla natura umana, sulla scienza, sulla politica e, soprattutto, sulla religione: il bokononismo, una religione basata interamente e dichiaratamente sulla menzogna, è un’invenzione eccezionale. Il passo pacato e costante con cui Vonnegut racconta, la naturalezza e semplicità con cui parla di ogni cosa, apocalisse compresa, dando al libro un tono indefinibile, attraversato da squarci di umorismo appena abbozzato nella forma ma formidabile nel contenuto (Vonnegut non è uno che ti dice “oh, occhio che ‘sta roba qua che sto per scrivere fa ridere”, semplicemente scrive una roba che ti fa ridere e va avanti).

Il complotto contro l’America – Philip Roth (Einaudi)
L’ucronia, credo ormai lo sappiano anche i sassi, è quel genere letterario in cui si ipotizza che cosa sarebbe successo se determinati eventi storici si fossero svolti in modo diverso da quello registrato dalla storia. Nel caso del romanzo di Roth, Charles Lindbergh, l’aviatore, vince le elezioni presidenziali americane del 1940 per i repubblicani e, per via delle sue simpatie per il regime nazista, non solo tiene gli Stati Uniti fuori dalla guerra in Europa ma favorisce anche l’antisemitismo della società americana. In questo scenario, la famiglia Roth cerca di vivere la sua vita e resistere agli eventi storici che gli si abbattono contro. Ovviamente, in un romanzo di questo genere, il punto è non solo quanto sia credibile storicamente lo scenario alternativo (e su questo punto, Roth fornisce una robustissima appendice) ma anche quanto lo sia dal punto di vista delle conseguenze per i personaggi. E Roth è abile a non scadere nella macchietta, a non trasformare d’incanto gli Stati Uniti nella Polonia. La discriminazione c’è, ma è sottile e i personaggi a volte sembrano muoversi sull’orlo della paranoia, il che rende il tutto ancora più inquietante e spaventoso. Delude un po’ il finale con una risoluzione della situazione politica abbastanza semplicistica, però è un signor romanzo che ha il merito di essere interessante pur senza raccontare nulla di più (o quasi) di eventi di vita quotidiana.

Delta Blues – Kai Zen (Edizioni Ambiente – Verdenero)
Verdenero è la collana di storie sui crimini ambientali che ospita romanzi e racconti di autori italiani. A questo turno tocca ai Kai Zen, che hanno scelto per la loro storia il delta del Niger, una delle terre più inquinate della galassia, dove sono concentrati gli stabilimenti di estrazione petrolifera di diverse compagnie –Shell in testa – che, di fatto, agiscono come governo-ombra del paese (come di recente confermato da documenti pubblicati da Wikileaks). È qui che tra guerriglieri e troupe di documentaristi, i Kai Zen ambientano la loro “cover” di Cuore di tenebra. Siccome non ho mai letto il romanzo di Conrad ma ho solo presente il suo impianto generale (e pure Apocalypse Now l’ho visto un sacco di tempo fa e ho solo dei vaghi ricordi – in compenso ricordo benissimo la storia di Nathan Never tratta dallo stesso romanzo) non saprei dire come sia venuta la riscrittura in rapporto all’originale. Però il romanzo è una storia di avventura con tutti i crismi in cui, grazie al cielo, l’elemento ambientalista è gestito in modo non didascalico e poco intrusivo, senza spiegoni eccessivi, e c’è una bella zona grigia in cui si muovono i personaggi. Un lavoro onesto e piacevole.

L’amore non guasta – Jonathan Coe (Feltrinelli)
Secondo romanzo di Coe, è una storia parecchio minimalista e richiusa su stessa, raccontata anche attraverso quattro racconti opera di uno personaggi del libro, sui quali ho un serio dubbio: secondo alcuni commenti di lettori che ho visto in giro sono la cosa più bella del libro in assoluto, mentre secondo me lo sono perché Coe si è sforzato di scriverli come uno scrittore che non scrive bene. Comunque non è propriamente il mio genere e non mi ha entusiasmato…

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17 commenti

Archiviato in Libri, Libri del mese

17 risposte a “I libri di novembre

  1. Alessandra

    NUOOOOOOOOOOO!!!!
    Non smettere di recensire libri!! Ogni volta che ho bisogno di un consiglio su un nuovo acquisto mi rivolgo al tuo blog e, sarò sincera, non hai mai sbagliato un colpo!!!
    Grazie!!!
    Alessandra

  2. Stefano

    Lo stesso per me. Non posto commenti perche’ troppo preso ad annotarmi titoli e recensioni. :-)

  3. Barbara

    sìsìsìsì pure io leggo volentieri! non smettere

  4. Leggo sempre volentieri anche io. Gente, sforziamoci per lasciare qualche commento ogni tanto :-P!

  5. Uriele

    Il problema è che i racconti travestiti da romanzi brevi NON li traducono… Ho scoperto Ellison per caso, in Italia. Uno dei suoi racconti (La bestia che gridava… o Pentiti Arlecchino… adesso non ricordo) era nel volumone dei premi Hugo curati da Asimov.
    Novellete come ‘A boy and his dog’, ‘All the lies that are my life’ o raccolte di racconti come ‘Ellison Wonderland’, ‘The Beast that Shouted Love at the Heart of the World’, ‘I have no mouth, and I must scream’ e ‘Deathbird Stories’ (raccolta di storie con gli dei come tema comune che, per la cronaca, ha anche ispirato Gaiman per il suo American Gods), non sono mai apparse in Italia per colpa del loro formato…

  6. :-)
    Ma allora le leggende dicevano il vero. I lurker esistono, sono commosso (sul serio, grazie a tutti/e).
    A ogni modo, non avrei certo intenzione di smettere di recensire libri; solo non so se questa formula del mega listone sia efficace e/o particolarmente interessante. Forse sarebbe meglio concentrarmi solo sui libri su cui ho più da dire (per dire, Coe mi ha lasciato un po’ “meh” e non sapevo bene che scriverne). Non lo so, ci penserò. Una cosa che vorrei fare di sicuro, è fare una raccolta dei primi 5 anni della rubrica da scaricare (e ho iniziato a lavorarci).
    A ogni modo, grazie ancora ^_^

    Uriele: Il problema di Ellison è che in italia non è tradotto e punto. Gli unici suoi racconti che ho sono in due antologie dei premi Hugo (grazie papà che te le eri comprate – tra l’altro già solo le introduzioni di Asimov sono da applausi). Comunque sì, in effetti con questa formula si potrebbero pubblicare un sacco di cose interessanti. Ma come ha dimostrato la vicenda di Epix, l’editoria fantastica in italia c’ha grossa crisi.
    E considera che le case editrici fanno questo gioco praticamente solo con nomi medio-grossi.

  7. Patrizia Mandanici

    Mi aggrego al coro di appassionati! Io leggo i tuoi post attraverso Google reader, magari anche altri fanno così e non risultano tra i visitatori del blog.
    Grazie comunque per il tempo e la fatica che dedichi a queste interessanti recensioni.

  8. Uriele

    Beh, allora… costruisciti da solo la tua antologia di novelette/racconti fantastici:

    http://anthologybuilder.com/welcome.php

    Molti sono racconti usciti anche su riviste ‘importanti’, come quelli di David W. Goldman, o classici

    (Ellison ha vinto l’invincibile e ha scritto per tutte le grosse serie nerd di fantascienza. Poi, vabbé, io ho il nome del vecchio zio Harlan seguito da un numero tatuato sull’interno coscia; e lo chiamo bwana ;) )

  9. Donatella

    L’Amore non guasta è uno dei libri minori e meno riusciti di Jonathan Coe, scrittore che peraltro adoro… da non perdere la saga sulla recente storia inglese “la Famiglia Winshaw” “La Banda dei brocchi” e “Circolo chiuso” (questi ultimi due da leggere necessariamente entrambi e di seguito, il primo dei tre è un capolavoro assoluto)… bello anche “La pioggia prima che cada” e a me non è dispiaciuto neppure l’ultimo “I terribili segreti di Maxwell Sim”…

  10. Oh io non lo so proprio come fai a leggere cinque sei libri al mese, ai bei tempi in cui andavo a lavorare in treno arrivavo al massimo a due. Comunque le tue recensioni sono orrende, mi fanno sentire in colpa ogni volta che le posti, perché ho ancora da finire l’unico volume cui riesco a dedicare la mia attenzione nell’arco di tre mesi, e la lista dei desideri ormai è così lunga che per leggerla dovrei mettere in coda anche lei. Per favore, smetti di fare del male a noi lettori pigri, chiudi la rubrica e dedicati all’orticoltura!

  11. kai zen a

    yo- grande Alessandro :)

  12. @Patrizia: uh, grazie! (tra l’altro ero un tuo lettore su Gregory Hunter…)

    Uriele: fico! Fa una cosa simile anche la Disney, con tra l’altro le storie di Carl Barks.

    Donatella: grazie delle indicazioni, di Coe devo ancora affrontare le cose “serie”, visto che le mie altre letture sue sono state “Questa notte mi ha aperto gli occhi” e “Donna per caso”. Prima o poi mi ci metto ^_^

    Spassky: eh, boh. Leggo. Più o meno ovunque. Tu in compenso riesci a scrivere molto più di me :-)

    kai zen a: ehi, quindi buonipresagi è letto anche nel mondo dei truck driver! ;-)

  13. Anna Luisa

    Assolutamente NO! Devi continuare a scrivere la rassegna dei libri del mese: è una delle mie preferite. Tra l’altro, ho cominciato a leggere “Cuore di tenebra ” prorio in questi giorni (aah ma allora non sono l’unica a non averlo ancora letto) per via dei KZ: prima o poi leggerò *delta blues* e mi sembrava corretto partire con Conrad.
    Terrò conto della tua recensione.

  14. Anna Luisa

    errata corrige: prorio=proprio

  15. NUUUUU, Ale, pliz, continua!
    La mancanza di commenti è dovuta spesso all’impossibilità di tenere il ritmo, o nel mio caso anche a una mancata frequentazione di certi generi… io considero i tuoi libri del mese una bellissima finestra aperta: certe volte m’incuriosisco e allungo la wish list delle mete da visitare, altre volte ammiro il panorama e basta, godendomi anzitutto il tuo MODO di dire le cose.
    Che è grande.

  16. mara

    Come come? faccio un tuffetto da te dopo lungo tempo, mi
    fiondo nella mia rubrica preferita, e cosa ti leggo? che minacci
    l’epitaffio! nu nu nu: lunga vita al listone dei libri del mese!!!
    e continua a metterci anche quelli che non ti sono poi tanto
    piaciuti, eh…. a prop, a me Coe non dice proprio nulla di tale,
    nemmeno nelle sue migliori produzioni. Vonnegut credo tu già lo
    sappia è tra i miei kindred spirits, lo adoro. Cuore di tenebra
    l’ho letto molti anni fa e mi è sempre rimasto in bella vista come
    quei sassi che segnano la strada, e lì sono e lì stanno (credo si
    chiamino pietre miliari). E non sapevo di Delta Blues, yò!

  17. Anna Luisa, Silvia, Mara (ehi, quanto tempo, a proposito!): grazie!

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