
Ciao George, ciao Steven,
alla fine mi sono preso due ore per vedere Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo. E avrei fatto meglio a restare nell’ignoranza.
No, tranquilli. Non ho intenzione di fare il pippone da fan tradito, quello lo avrete già letto milioni di volte e francamente non credo interessi più a nessuno parlare della scena del frigorifero (che era una bella idea, se solo si spostava il paesino ben lontano dal punto d’impatto) o di quanto quel milione di formiche in CGI non riescano a essere spaventose come il pavimento croccante del Tempio Maledetto. E non diciamo niente degli alieni. E di Shia LaBeouf che sembra Ross di Friends. E dei sovietici che non hanno un briciolo del carisma dei nazisti. E…
Scusate, stavo finendo per fare il pippone nerd.
Il punto è un altro: avrete senz’altro visto la famosa puntata di South Park in cui siete stati accusati di avere stuprato Indiana Jones (e l’universo di Star Wars, ma questa è un’altra storia). Fa abbastanza ridere, anche se non si dovrebbe usare lo stupro come una gag. Però fa ridere.
Ma è sbagliata.
Non è Indiana Jones che avete brutalizzato. In fin dei conti, il dottor Jones fa quello che faceva negli altri film, grossomodo.
Il punto è un altro. Che bisogno c’era di ricordare a noi che oggi abbiamo un po’ più di trent’anni o giù di lì – e che i film di Indiana Jones li abbiamo visti da quando eravamo bambini al cinema e/o (soprattutto) in vhs registrate da Italia Uno con in mezzo la pubblicità – che quelle persone che un tempo ci sembravano giovani e forti e infallibili invece sono invecchiate e non sono e non saranno mai più quello che sono nei nostri ricordi?
Anche se Harrison Ford è in forma per un uomo della sua età, ogni inquadratura in cui si vede Indiana Jones invecchiato è ammantata di una malinconia potentissima, è un memento mori crudele e spietato di cui nessuno sentiva il bisogno. Succede nel mondo reale, davanti ai nostri occhi, ogni giorno; che bisogno c’era di corrompere con lo scorrere del tempo anche il microcosmo perfetto di Indiana Jones?
Non so se mai nessuno l’ha scritto esplicitamente, ma io credo che inconsciamente gran parte del rifiuto con cui parte del fandom ha accolto il vostro film nasce proprio da questo: non ve ne siete accorti, ma ci avete tenuti due ore a ricordarci che i padri invecchiano.
Quando noi non volevamo altro che un po’ di avventura e dialoghi brillanti.
Siete soddisfatti?
a.
ps: lo sa già che cosa state dicendo: “e se si fa il prequel di Star Wars non va bene, e se si fa il seguito di Indiana Jones non va bene. Che cosa dovremmo fare?”. La risposta è semplice: lasciare in pace le cose che funzionano. O almeno farle con garbo. Nessuno si è mai lamentato troppo della serie sul giovane Indiana Jones, no?
pps: no, ma la scena del frigo? E il pitone nelle sabbie mobili?





