KEAP?

I KEAP (pron. kìp) sono un non-gruppo formato dal qui presente titolare del blog e da Dario ed Enrico, oltre che da Garage Band ’11 (che ha sostituito Garage Band ’08, allontanato dal gruppo per divergenze artistiche).
Nella migliore tradizione dei Beatles post Candlestick Park, siamo uno studio-project (dove per “studio” si intende “ovunque possa appoggiare il computer”). La prima volta che Dario e io abbiamo provato a suonare dal vivo, ho fuso un amplificatore. Molto rock and roll, certo, ma anche un chiaro segno del destino.
Poi ci abbiamo riprovato insieme a dei nostri amici che si chiamano Capibaras, dando vita ai Keapibaras.
I video che testimoniano come è andata a finire (i Keap sono quelli con la maglietta con i cuori):

La divisione dei compiti è questa: io suono chitarra e (a volte) basso, Dario ed Enrico cantano. Garage Band fa quello che gli dico.
La produzione si articola secondo due linee:

  • Le cover. Si prende un pezzo (più o meno) famoso e si cerca di suonarlo in modo il più possibile diverso dall’originale: il capostipite in questo senso è il rifacimento franzferdinaniano di I was made for loving you dei Kiss. Se poi ci va di culo, ci infiliamo in mezzo anche qualche canzone che ha un giro di accordi simile o uguale. In questo senso diventa facile portare Paolo Conte dentro un pezzo dei Beach Boys o colorare di porno House of the rising sun.
  • I pezzi nuovi. Come ogni giovane gruppo che si rispetti, però, facciamo anche “i pezzi nostri”. All’interno di questa produzione una sottocategoria è quella delle canzoni di Natale (la prima nel 2009, la seconda nel 2010, abbiamo già pronta quella per il 2011). Ci piace pensare che Trollslayer sia il primo brano epic oi! della storia della musica e che Nine Lives surclassi l’omonima canzone degli Aerosmith.

Poi c’è questa cosa che esiste solo in video:


Usiamo SoundCloud per ospitare i brani e una pagina Facebook per archiviare le immagini che creiamo come copertine dei “singoli”. C’è anche un tumblr, volendo. Ogni canzone è impestata di citazioni più o meno esplicite, testuali e musicali (Damn it’s Xmas again è quella più densa, in questo senso). Il nome stesso del progetto è una citazione (è la sigla di una citazione, per essere più precisi). Esiste una Keap Street a Brooklyn, ma è un errore.
Il nostro sogno è la pace nel mondo, siamo solari e un po’ pazzi, odiamo la falsità e l’ipocrisia, amiamo i viaggi, le persone autentiche e la pastasciutta della mamma.
Speriamo di esservi arrivati.
Goo goo goo joob, jooba jooba!

Una risposta a “KEAP?

  1. Un live vero s’è fatto, ma era una collaborazione.
    Si, perchè vampirizziamo anche gli altri gruppi.
    Si sa, le persone un po’ pazze ma sincere lo fanno…

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