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Dodici, una recensione

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Quando ho letto per la prima volta La profezia dell’armadillo ne venivo dalla lettura delle storielle di Zerocalcare sul suo blog e su Canemucco, quindi ero preparato a ridere sguaiatamente. Le prime pagine ovviamente mi bloccarono la risata nella gola. “Ommadonna che mattonata ho comprato?” pensai subito. E poi invece scoprii che ZC era bravissimo ad alternare i due registri, a commuovere senza essere melenso e a far ridere senza essere becero. Un equilibrio rarissimo, difficilissimo da mantenere, mostrato in un libro che è la parte nascosta dell’iceberg della sua produzione.

C’è da ammirare, in ZC, il coraggio e la voglia di non sedersi sugli allori del blog: poteva andare avanti pubblicando storielle autobiografiche e invece ha scelto di dedicarsi nei libri a qualcosa di più strutturato. Un polpo alla gola era una storia ammanitiana, un lungo racconto non diviso in microstorie autonome come il primo libro. Meno fulminante della profezia ma solido, una dimostrazione della volontà e della capacità di fare dell’altro.
Poi c’è stato l’interludio di Ogni maledetto lunedì (su due), raccolta delle strisce del blog, con una storia inedita e ora arriva Dodici [link affiliato ad amazon – fino al 30 ottobre Dodici è scontato del 25%, come tutto il catalogo Bao], una storia di zombi ambientata a Rebibbia in cui Zerocalcare (l’autore) fa un ulteriore passo avanti e Zerocalcare (il personaggio) ne fa uno indietro.

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Per gran parte della storia, infatti, l’alter-ego dell’autore è fuori combattimento e diventa protagonista il Secco, il giocatore professionista di poker online, insieme all’amico Cinghiale e Nadja Katja, un personaggio inedito.
Quali sono le cose migliore di Dodici? Una è quella che già sapevamo ZC sapeva fare bene: usare i personaggi pop come archetipi del comportamento umano. È ormai quasi un trucco vecchio ma gli riesce sempre bene, quasi come se fosse la prima volta che lo vediamo in azione.
La seconda cosa migliore è una novità: sono le pagine dedicate a Rebibbia, il quartiere in cui ZC vive e in cui si svolge la storia. Sono una manciata in tutto il libro ma lasciano il segno. Sono scritte con una “voce” molto diversa da quanto visto finora, forse assimilabile per profondità e maturità (gulp) alle pagine finali della storia di complemento di Ogni maledetto lunedì, e accompagnate da un tratto grafico diversissimo da quello del libro, più pulito e preciso. Davvero sorprendenti.
Ovviamente funzionano benissimo i disegni, anche se personalmente preferisco Zerocalcare in bianco e nero (e rosso, qui) che a colori.
C’è invece qualche intoppo nella costruzione della storia su due piani temporali (in b/n il presente e a colori il passato), che non funziona benissimo e può risultare confusa. Così come trovo abbastanza incomprensibile la terza linea narrativa, quella dell’omino con la maschera. Intendiamoci: con un minimo di attenzione si segue perfettamente tutto, però non scorre tutto liscio come dovrebbe e si fa fatica un po’ a comprendere il “punto” della storia. Che ha dei momenti molto divertenti (mai davvero tesi perché gli zombi fanno più da sfondo che da minaccia vera e propria) ma si chiude un po’ a metà, non tanto per volontà di dare spazio a un sequel ma per una scelta dell’autore di creare una specie di non sequitur (evidente anche nella divertentissima tavola conclusiva). Scelta legittima che spiazza un po’ in una storia che per altri versi cerca di aderire al canone di genere.
Insomma: Dodici è una buona storia, che fa ridere e ha dei passaggi molto belli. Non è perfetta, ma mostra che Zerocalcare sta continuando a cercare di battere strade meno scontate di quelle che molti si aspetterebbero da lui.
Qui facciamo il tifo fortissimo per lui.

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Un ebook per Sergio Bonelli

Immagine di Vittorio Tolu

Come promesso, ecco l’ebook collettivo su Sergio Bonelli, che oggi avrebbe compiuto 79 anni.
Si può comodamente scaricare in pdf, epub o mobi.
Grazie a chi ha condiviso i suoi ricordi e i suoi pensieri. E grazie anche a chi non ha partecipato ma ha diffuso l’appello.
Se per caso questi testi facessero venire voglia a chiunque di buttare giù qualcosa, si può sempre fare la seconda versione :-)

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