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Pascoli rosso sangue!

Cent’anni fa moriva Giovanni Pascoli.
Mi sembra il momento giusto per risfoderare dagli archivi del blog questo trattamento per un video didattico sulla vita del poeta romagnolo, reperto dei tempi in cui sul blog ci scrivevo davvero.

0.

Sigla

1.
Siamo nella campagna toscana. È primavera, il cielo è azzurro, gli uccellini cantano.
La camera si avvicina lentamente a una tavolata di persone che pranzano all’aperto, sotto un pergolato. Si riconosce a capotavola Giovanni Pascoli.
In piedi, sua sorella Maria.
Seduti, altri cinque uomini.

2.
Primo piano di Maria

MARIA: … e allora, vi piacciono le mie pappardelle con il cinghiale?

VOCI: sì… buone… brava.

MARIA: beh, è un sugo pronto.

3.
Rapida sequenza di primi piani di gente che sputa il boccone, tossicchia, si versa del vino, ecc.

VOCI: ma che cazz… puah, che schifo… ma come si fa?

4.
Pascoli si alza in piedi e mena un pugno fortissimo nello stomaco alla sorella. Poi, mentre è piegata, la colpisce al viso con una ginocchiata. Gli amici applaudono.

PASCOLI: brutta stronza… un sugo già pronto, eh? Ma io ti…

5.
Pascoli afferra una bottiglia di vino e la spacca contro il tavolo. Fa per voltarsi verso la sorella, quando si rende conto della nostra presenza. Si volta, butta a terra il coccio, si passa le mani sugli abiti, cerca di sorridere (ma si vede che è chiaramente ubriaco come una scimmia), ridacchia.

PASCOLI: oh, non vi aspettavo così presto. Si stava, ehm, scherzando. Cose che si fanno, nel nido… Si ritorna tutti un po’ bambini, si ride e si scherza, nevvero? Su Maria, alzati, non stare sempre a giocare, da brava…
Scusatela, è giovane…
Ma torniamo a noi.

6.
L’inquadratura si allarga. Alle spalle di Pascoli, che cammina allontanandosi dalla tavola, vediamo Maria strisciare via. Perde sangue dalla faccia e lascia una scia rossa dietro di sé. Pascoli parla guardando in camera, con la voce impostata.

PASCOLI: salve, sono Giovanni Pascoli. Forse vi ricorderete di me per eventi luttuosi come…

7.
(Flashback) Un uomo sta tornando a casa su un carretto trainato da un cavallo. Fischietta. A un certo punto, da una siepe spunta un tizio vestito come un arabo. Ha in mano un AK 47. Spara all’uomo sul carretto, che muore spruzzando sangue come un idrante.

OMINO: i libici! Mi hanno trovato!

PASCOLI (voice over): …l’assassinio di mio padre…

8.
(Flashback) Una bambina in un letto. Pallida e malata. Ha un attacco di tosse, che va in crescendo, fino a che non tossisce così forte che sputa fuori tutti gli organi interni.
Un istante dopo si apre la porta, entra una donna più anziana che come vede il corpicino svuotato sul letto urla fino a che la testa non scoppia in un fuoco d’artificio di sangue.

PASCOLI (voice over): …le morti per malattia di mia sorella Margherita e di mia madre…

9.
(Flashback) Un ragazzino cammina per i campi, fischiettando. All’improvviso si blocca, si tiene la testa, fa un saltino all’indietro e scompare tra le spighe di grano.

PASCOLI (voice over): … la morte di mio fratello Luigi…

10.
(Flashback) Pascoli, ventenne, sta pranzando con un signore più anziano. D’un tratto, alle spalle del signore più anziano (lo zio Alessandro) appare l’Angelo della Morte, con in mano una falce. Con un colpo, mozza la testa allo zio.

GIOVANE PASCOLI: ma… perché?
ANGELO: era giunta l’ora di Pierantonio Coretti. Mi spiace.
GIOVANE PASCOLI: ma… lui abita nel palazzo di fianco.
ANGELO: non è il 12, questo?
GIOVANE PASCOLI: no! Questo è il 14.
ANGELO (consultando un taccuino): Ah. Beh, errore mio. Ma tanto ci sei abituato, no?

PASCOLI (voice over): …la morte di mio zio Alessandro…

11.
(Flashback) il giovane Pascoli e il fratello camminano per piazza Maggiore a Bologna. Una carrozza sfugge al controllo e travolge il fratello, risparmiando Pascoli. Quando il mezzo si ferma, dal posto del conduce spunta l’angelo della morte.

ANGELO: aspetta, non dirmi niente. Non era Jacopo Basculi, vero?

PASCOLI (voice over): … e infine la morte di mio fratello…

12.
Pascoli continua a camminare, questa volta tornando verso la tavola, dove gli amici ridono e scherzano.

PASCOLI: ma tutte queste avversità non mi hanno mai fermato. Mi sono laureato all’università di Bologna e sono diventato un poeta. La mia poetica è diventata nota grazie alla metafora del…

13.
Primo piano. Pascoli fa una faccia strana, come se gli venisse da vomitare.

PASCOLI: ghhh… ahhh…

14.
Pascoli si getta sul tavolo, si contorce tenendosi lo stomaco con le mani.

PASCOLI: AHHH… ARGHHH…

AMICI: oh no! Non di nuovo!

15.
Primo piano del busto di Pascoli. Qualcosa sta spingendo da dentro. La pelle e i vestiti si tendono innaturalmente. Poi è come se ci fosse un esplosione. Dal petto di Pascoli sbuca fuori una creatura alta poco più di mezzo metro, con la faccia e i vestiti di una bambola e un coltellaccio in mano. Sghignazza guardando in camera.

AMICI: il fanciullino! Scappiamo!

16.
Il fanciullino corre verso di noi. Poi salta. Il punto di vista cade al suolo e si inclina di 90 gradi. Tutto quello che vediamo sono i piedi del fanciullino, mentre pugnala più e più volte il corpo a terra.
Urla a sfumare, dissolvenza in rosso.

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