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Bruno Concina

Marlin (sulla sinistra)

Appena iniziato l’anno nuovo è morto Bruno Concina, per quasi trent’anni sceneggiatore per Topolino.
Tra le sue creature c’era il professor Marlin (comprimario delle storie sulla macchina del tempo insieme al professor Zapotec, ideato anni prima da De Vita), anche se il suo nome è legato principalmente alle storie a bivi, di cui è stato l’inventore.
La prima storia a bivi è del 1985, lo stesso anno della pubblicazione in Italia dei libri-game di Lupo Solitario di Joe Dever, ma la coincidenza temporale è, appunto, solo una coincidenza.
I libri-game di Dever sono, in sintesi, il tentativo di rendere giocabili in solitario le tipiche avventure del gioco di ruolo: il lettore-giocatore si muove all’interno di un’impalcatura narrativa ben definita, esplora un mondo di cui vede solo quello che le sue scelte gli permettono di vedere. Ci sono diversi finali che sono però solo differenti gradi di successo.
Concina invece non era giocatore e le storie a bivi sono qualcosa di più radicale, dal punto di vista testuale: le scelte del lettore non esplorano un mondo prefissato bensì danno vita a storie differenti. Credi che i rumori al piano di sopra siano opera di u fantasma? Ecco, c’è il fantasma (oppure non c’è). Ti è piaciuto questo finale? No? Ok, torna indietro e fai un’altra scelta. Visto? Il fantasma non c’è (oppure c’è).
Le storie a bivi erano un modo per fare esplodere una storia con la collaborazione del lettore, un’applicazione pratica e ludica delle teorie testuali che avrei trovato un giorno spiegate nel Lector in Fabula di Eco.
Concina ha scritto anche un bel librino sulla sceneggiatura di fumetti intitolato Pensare il fumetto (uscito nel 1999), in cui spiega in modo molto efficace come si scrive una sceneggiatura dal punto di vista tecnico e spiega la sua visione del fumetto.
Nel 2008 hanno fatto notizia le sue lettere alla Disney in cui chiedeva, dopo che a 66 anni era stato praticamente messo a riposo , il pagamento dei diritti arretrati sulle edizioni estere e ristampe delle sue storie. Diritti che non erano contemplati in nessun contratto, certo: ma è mostruoso che una casa editrice continui a lavorare con contratti così irrispettosi dei diritti dei propri autori. A quanto ne so, la cosa non ha avuto alcuna soluzione, o così sembra dall’ultima intervista di Concina.

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