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Autodifesa – Aprile 2012

Anche la rubrica dei libri letti nel mese precedente arriva sempre più tardi. Tipo: con un mese di ritardo. Ma purtroppo questo è un mondo crudele in cui il lavoro ti costringe a sottrarre tempo prezioso alle cose importanti.
In più in mezzo c’è stato quel vampiro di energie fisiche e psichiche che è il Salone del libro di Torino (dove per qualche giorno vado a fare dei lavori veri: battere scontrini, contare soldi, mettere libri dentro scatole e scatole su pallet).

La prima volta che ho sentito parlare di Solomon Kane è stato su uno di quei librini che si trovavano allegati agli Speciali degli albi Bonelli, per la precisione il quinto della serie dell’Enciclopedia della Paura di Dylan Dog, dedicato alla letteratura horror (allegato a quel capolavoro che era La casa degli uomini perduti di Sclavi e Casertano).

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Là, nella voce dedicata a Robert E. Howard si citava questo spadaccino del XVI secolo che muovendosi tra Europa e Africa affrontava mostri e demoni mosso da un’incrollabile fede in Dio. Non c’era nemmeno un’immagine e veramente la descrizione era poco più lunga di queste parole, ma lo stesso ricordo che pensai “wow, devono essere i racconti più belli del mondo”. Un paio di anni dopo, quando finalmente sono riuscito a mettere le mani su uno dei volumetti 100 pagine 1000 lire della benemerita Newton Compton, ho scoperto che Solomon Kane era davvero un personaggio straordinario come me l’ero immaginato e, anzi, forse di più. Continua a leggere

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I colombi dell’inferno, di Robert E. Howard

Illustrazione di Virgil Finlay per Weird Tales

Pigeons from hell è una storia horror uscita nel 1938 su “Weird Tales”, due anni dopo che Robert Ervin Howard si era ucciso sparandosi alla testa dopo aver saputo che la madre non sarebbe mai uscita dal coma. Aveva appena trent’anni e una dozzina d’anni di carriera letteraria alle spalle.
Oggi, in Italia, il nome di Howard è noto soprattutto per il suo personaggio più famoso, Conan di Cimmeria, ma two-gun Bob fu un autore spaventosamente prolifico, che toccò tutti i generi possibili del pulp letterario della sua epoca. La galleria dei suoi protagonisti comprende barbari, cowboy, pugili, marinai, crociati, avventurieri, spadaccini e spadaccine.
Come molti scrittori dell’epoca, Howard era in contatto epistolare con Howard Phillips Lovecraft. Ora, non è che posso stare qua a spiegarvi chi fosse Lovecraft, quindi in sintesi diciamo che HPL è stata una delle cose più eccitanti accadute al nostro immaginario e che anche se non conoscete i suoi lavori vivete in un mondo che ne è stato influenzato. Tra le altre cose, Lovecraft intratteneva una fitta corrispondenza con più o meno chiunque e Howard era uno dei suoi interlocutori più assidui, sulla base di una stima reciproca fortissima e di interessi simili.
In una lettera del 1930, REH scrisse a HPL delle storie che gli raccontava da bambino la vecchia cuoca di famiglia, che era stata schiava prima della guerra di Secessione, benché quasi completamente bianca (“about one sixteenth negro, I should say”). Nella lettera ci sono dei particolari straordinari, come gli schiavi che sono nei campi, sentono una ventata di aria calda e capiscono che la loro padrona è morta perché quando muore una persona malvagia le porte dell’inferno si spalancano per accoglierla ed esce l’aria rovente. E la vecchia padrona era una persona malvagia perché torturava e maltrattava le schiave dalla cui bellezza si sentiva minacciata. E poi c’è una storia tipica del folklore dei neri che parla di uomini che decidono di trascorrere la notte in una casa abbandonata e vengono svegliati da dei rumori provenienti dal piano di sopra, dove dimora qualcosa di orripilante che cambia a seconda delle versioni e che causa la fuga dei terrorizzati malcapitati.
Ecco, è da queste suggestioni che nasce Pigeons from hell, che Stephen King ha definito “una delle più riuscite storie dell’orrore del nostro secolo” e che è generalmente acclamata come una delle migliori storie di Howard. A ragione, perché nella prima parte ci sono un paio di momenti genuinamente spaventosi e la storia che Howard racconta tra le righe è davvero inquietante.
Mentre la leggevo mi domandavo “ma in italiano non è stata tradotta?”.
Sì. L’ultima edizione è in un libro del 1995 della Netwon Compton. Diciassette anni fa.

Un fotogramma della versione televisiva del 1961

Allora ho pensato che visto che di solito i lettori di fantastico in Italia si lamentano sempre perché questo e quello non viene tradotto e visto che avevo tempo e l’idea di affrontare da vicino la scrittura di Howard mi intrigava potevo provare a tradurlo io.
E l’ho fatto. Non sono un traduttore professionista, però mi sembra che il risultato sia accettabile.

Pigeons from hell – I colombi dell’inferno [epub]

Pigeons from hell – I colombi dell’inferno [mobi]

Pigeons from hell – I colombi dell’inferno [pdf]

Sia per quanto riguarda la traduzione sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici dei file sono più che felice di ricevere critiche, suggerimenti, insulti ecc.

Ogni altra introduzione da parte mia è superflua, quando possiamo lasciare la parola a Boris Karloff:

Buona lettura.

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