Note dall’invisbile

Secondo me il più bel Dylan Dog di sempre è il numero 19, “Memorie dall’invisibile”. Una storia cupissima e tristissima, in cui il sovrannaturale fa da elemento di contorno in modo molto sottile e poetico.

Ora che ho finalmente letto la sceneggiatura (a suo tempo pubblicata dal Centro Fumetto Andrea Pazienza, reperibile anche attraverso i consueti canali alternativi) mi rendo conto che gran parte della grande di Sclavi come sceneggiatore rimane probabilmente nascosta nelle sceneggiature passate ai disegnatori.
Descrivendo le vignette e i dialoghi, Sclavi non si limita a dare istruzioni, ma dialoga con il disegnatore, gli racconta la storia perché poi lui sappia ricreare al meglio con i disegni le atmosfere.
Basterebbe il meraviglioso incipit:

invisibile

Ma per tutte le tavole Sclavi continua a punzecchiare Casertano, in un modo o nell’altro:

Panoramica di New Scotland Yard. Hai documentazione? Io no, a parte una vignetta disegnata da Montanari & Grassani: sembra che ‘sta maledetta Scotland Yard, con la sua insegna-prisma-girevole, sia la cosa più difficile da trovare.

Copiare il quadro di Hopper allegato in fotocopia.

Tanto per cambiare, vignetta difficilissima, Ma il grande Casertano è, appunto, grande.

Siamo in piena “Love Story”. Ho fatto leggere queste due ultime tavole al direttore di “Confidenze” e mi ha assunto.

Trattieniti, Casertano: so che ti piacerebbe mostrare almeno Dylan nudo, ma trattieniti.

Bellissima campagna inglese. Inquadratura da Barry Lyndon. Particolare attenzione dev’essere prestata ai colori: tutte tinte pastello, mi raccomando.

Si baciano. E niente lingua in bocca, Casertano! Un bacio da “Confidenze”!

Bree è stesa a letto supina (e se Pina non vuole?).

A questo punto, ne voglio ancora. Spero che prima o poi qualcuno pubblichi, se non sceneggiature complete, almeno un’antologia dei migliori passaggi delle sceneggiature di quel gigante che è Tiziano Sclavi (sempre sia lodato).

8 commenti

Archiviato in fumetti

8 risposte a “Note dall’invisbile

  1. Come illuminare la giornata di un lettore di Dylan Dog. Grazie (Ah, io adoro “L’eterna illusione, n.193)

  2. nro0

    Benvenuto ad un Girone diverso dell’Inferno.

  3. Gabriele: quel dylan lì è uno dei migliori di Ruju, sicuramente (molto molto sopra la media delle sue storie per DD). Su Friendfeed, qualcuno mi ha citato “il lungo addio”. Alla fine siamo tutti dei cuori teneri, noialtri lettori dell’Old Boy? :)

    nroO: eh eh…

  4. Allora, primo non te ne vai da Splinder senza avvisare, che a me WordPress fa pigrizia e uffa.

    Secondo, La sceneggiatura di Memorie dall’Invisibile è una roba preziosissima ma io nel cuore o quella di Orrori di Altroquando, dove descriveva pure quale sinfonia di Beethoven avrebbe dovuto ascoltare il disegnatore nel disegnare.
    E te no.

    Terzo, almeno avvisa su Facebook quando fai i nuovi post qui, che sono pigro.

  5. Visto che purtroppo il sito è in restyling ti mando tre link:

    due di qualcosa di meraviglioso che esiste

    http://www.dailyscript.com/scripts/adaptation.pdf

    http://sfy.ru/sfy.html?script=memento

    e di qualcosa di meraviglioso che sarebbe potuto essere (un po’ come il film di Dune fatto da Jodorowsky)

    Ma la sceneggiatura di Orrori di Altroquando dove si può trovare?
    Io vorrei mettere le mani su una sceneggiatura di:
    Moore
    Gaiman
    Millar (Superman:red son per l’esattezza)
    Recchioni
    Bartoli
    Castelli
    Barbato

  6. marikabortolami

    pensare di leggere il making of
    de il lungo addio,
    che è fortissimamente primo incontrastato
    (secondo Johnny Freak e terzo Morgana,
    però memorie dall’invisibile è tra i primi 10)
    mi fa venire già la bava alla bocca
    :D

  7. achille

    ma come, pensavo che “storia di nessuno” fosse universalmente riconosciuto come primo!
    comunque “memorie dall’invisibile” è il mio secondo…

  8. seaweeds: ti odio. Sallo.

    uriele: citofonare seaweeds per altroquando, a quanto pare.

    marika: io però non riesco a mettere così in alto il Dylan Dog di Marcheselli, per quanto il buon Mauro abbia avuto un ruolo importante nella storia della serie (e nel tirare fuori Sclavi da un bruttissimo momento) e per quanto sia legato emotivamente a quelle storie (del Lungo Addio posso citare brani a memoria e prima o poi mi deciderò a musicare come si deve la canzone)…

    achille: storie di nessuno è il mio secondo ;-) Quello che mi piace di “Memorie” è il fatto che è la migliore incarnazione di un modello di storia che lo stesso Sclavi e gli altri autori hanno replicato più volte senza mai giungere agli stessi livelli. C’è la trama gialla, c’è il sovrannaturale che fa da sfondo come metafora, c’è un pizzico (ben usato) di “sociale” (che forse però è più “umano”), c’è l’innamoramento adolescenziale di Dylan (e per quanto mi riguarda, Bree è LA donna di Dylan, molto più di Morgana o di Lillie), tutto tenuto insieme alla perfezione.
    Tra l’altro si sarebbe potuto farne un buon film con due lire.

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