Papi was a rolling stone

In questi giorni sto leggendo I tre moschettieri, che non avevo mai letto. Sono un po’ dopo la metà, sto odiando il fatto che i pezzi che Dumas scriveva perché voleva scrivere sono divertentissimi ma sono affogati da pagine e pagine in cui lui e i suoi ghost writers devono allungare il brodo per portare a casa la pagnotta, ma questo vuol dire che ho superato la prima parte, quella in cui c’è la vicenda della collana della regina.
E sono contento di averlo fatto proprio un paio di giorni fa, perché quella vicenda cortigiana mi ha dato gli strumenti per apprezzare al meglio il polverone di ieri e oggi. Nel romanzo, il re e la regina si danno del voi, sono ognuno una piccola potenza autonoma, con i propri intrighi, i propri intrallazzi, le proprie mosse politiche. Un po’ come Silvio e Veronica. Peccato che nel XVII non ci fossero ancora i mass media, altrimenti le dinamiche sarebbero ancora più simili. Comunque è andata così, che la Regina ha deciso di farla pagare un po’ al Re bacchettandolo in pubblico (fossimo stati in Dumas sarebbe accaduto a un ricevimento, il concetto non cambia), il Re ha accusato potenze stranieri (la sinistra) di manipolare la Regina e per dimostrare il suo potere ha deciso di non darle ascolto. Non è bellissimo?
Questi, mettiamolo in chiaro, sono i meccanismi della messa in scena. Se poi il “litigio” sia vero o sia uno specchietto per le allodole, ognuno lo decida da sé. Per quello che mi riguarda, propenderei per la seconda ipotesi, a pelle.

Però la notizia del giorno (a parte quella sciocchezza sul referendum, che importa solo ai leghisti, e quell’altra robetta del federalismo fiscale, che interessa solo a chi paga le tasse) è il para-scandalo collegato all’intervista: Berlusconi che va alla festa dei diciott’anni di una ragazza di Napoli, aspirante valletta-velina-attrice-parlamentare-ministro (insomma, Qualcuno).

gli articoli più letti su corriere.it il 29 aprile 2009. Sasha Grey potrebbe pensare a prendere la cittadinanza italiana.

gli articoli più letti su corriere.it il 29 aprile 2009. Sasha Grey potrebbe pensare a prendere la cittadinanza italiana.

L’abbiamo sbirciata un po’ tutti, si direbbe. Abbiamo visto le foto di questa ragazza troppo truccata, con il glitter sulle unghie finte (inciso: passo tutti i giorni davanti a un’estetista che fa solo la french manicure, che di recente ha raddoppiato le dimensioni della botteguccia, comprandosi il negozio di fianco che ha chiuso), abbiamo letto la sua sciagurata intervista. E abbiamo elaborato delle teorie.
A me piace elaborare teorie, che poi è imbastire delle storie. Parti da dei punti fissi e tiri dei fili per unirli. Il risultato non è la verità. Può esserlo, ma secondo me lo scopo è un altro: costruire un percorso che ti permetta in mettere in luce qualcosa che ritieni interessante sul mondo in cui vivi. (Alan Moore ha fatto qualcosa del genere con From Hell, la sua serie sugli omicidi di Jack lo Squartatore: non ha cercato di scoprire un secolo dopo l’identità del serial killer, ma ha scelto tra le teorie quella che più si prestava a tracciare un ritratto della società vittoriana e delle sue ombre).
Ora, prendiamo quello che abbiamo, che sono affermazioni confermate da tutti gli attori della vicenda:

  • Berlusconi è stato a quella festa;
  • Berlusconi conosce la ragazza e la sua famiglia

Poi abbiamo due versioni diverse di cose accadute (o cose che non hanno una conferma esplicita):

  • Berlusconi sostiene di essere stato lì perché era in zona e di essere rimasto bloccato dalle troppe persone che gli chiedevano di fare delle foto;
  • Berlusconi conosce il padre della ragazza, che sarebbe stato l’autista di Craxi;
  • la ragazza sostiene di avere un rapporto privilegiato con Berlusconi, di vederlo spesso e di chiamarlo affettuosamente “papi”.

Ora, a me vengono in mente tre storie che potrei raccontare con questi elementi:

  1. Lolita reloaded: la ragazzina è un’amante di Berlusconi. Delle tre è la meno interessante (se volete peparla, in precedenza era la madre a essere un’amante di Berlusconi. Siete liberi di immaginare cose a tre).
  2. Quasi come Dumas: la ragazzina è la figlia illegittima di Berlusconi. Il padre di facciata se ne sta zitto e buono perché pagato o perché sterile o perché è un vigliacco. Già diventa più interessante, immaginatevi la scena di Silvio che si presenta a questa festa di compleanno come se fosse una scena de Il Divo di Sorrentino e ne capirete le potenzialità. Però in fondo non mi piace più di tanto, alla fine anche questa è limitata (e bisogna trovare una buona motivazione per il padre ufficiale).
  3. I wanna be somebody: Berlusconi, che conosce il padre della ragazza, va a quella festa per motivi elettorali. Magari c’è qualche di importante in zona, gente che fa girare grossi pacchetti di voti o forse perché comunque è il genere di cose che gli piace fare. La notizia gira, arriva nelle redazioni, la domanda viene posta a Veronica Lario, la madre della ragazza (che pare appurato le faccia da “manager” nei suoi tentativi di accesso al mondo dello spettacolo) prepara la figlia all’incontro con i giornalisti, mettono insieme delle risposte da manuale dello squallore, l’intervista esce, ci si buttano a pesce tutti. Berlusconi non smentisce nulla perché comunque il vecchio satiro è una figura che ha sempre la sua presa, la ragazza da un istante all’altro è Qualcuno. Giusto alle porte dell’estate, in tempo per qualche paparazzata, per buttarsi su un calciatore qualsiasi. Poi chissà, un’Isola dei Famosi, una Fattoria, un po’ di Uomini e Donne, si vedrà. Mi piace, questa ipotesi perché è una storia con i cattivi e i cattivi, in cui c’è gente squallida che usa altra gente squallida per sgomitare sulla strada per la Notorietà. Se dovessi raccontare la storia di quello che è successo oggi lo farei così, penso.

Chiudo citando Diego Cajelli:

La domanda, come sempre, non è se io ci credo.
E’: Quanto ti può essere utile tutto questo per raccontare una storia.

4 commenti

Archiviato in società

4 risposte a “Papi was a rolling stone

  1. You’re far beyond, let me state.

  2. Karl

    ho letto anche questo
    http://www.corriere.it/politica/09_aprile_29/noemi_papi_premier_5a2921c0-347c-11de-b6cb-00144f02aabc.shtml

    e concordo con la tua ipotesi 3: per i 18 anni il vero regalo è stato la notorietà e magari un giorno entrerà in politica, che il cervello lavato c’è l’ha avuto fin da piccola

    ps: non è nemmeno carina O.o

  3. m

    propendo per la terza, anche se non direi “motivi elettorali”, ma piu’ genericamente “affari” (il padre non e’ l’autista di Craxi, nonostante le accuse di peculato e concussione che ne avrebbero fatto probabilmente un degno candidato).
    andare a Napoli e generare tale clamore e’ un costo/rischio che non penso, visto il personaggio, possa essere motivato da altro se non da “affari”. chissa’ magari era un’invito che “non si poteva rifiutare” (o dato in cambio di qualcosa).
    per la questione con la signora Lario, credo che agisca da madre. vuole assicurare ai figli la dovuta fetta di patrimonio e magari per se, dopo il divorzio una consistente buona uscita.

  4. anch’io propendo per la terza anche se mi intrigherebbe non poco scoprire che vale la seconda, ma sarebbe davvero troppo banale (il padre ufficiale basta pagarlo, non ci vuole granché come motivazione) :)

    certo che a dietrologie e affini non ci batte nessuno :P

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