Bevi bevi bevi

Grazie ai buoni uffici della Lega, probabilmente diventerà legale farsi la grappa in casa.
Oggi l’operazione è illegale per due motivi: il primo, di ordine economico, riguarda l’evasione della tassa sui distillati. Il secondo è il fatto che l’operazione non è esattamente sicurissima e si rischia di lasciare nella bottiglia del metanolo.
Il disegno di legge invece fa uscire dalla clandestinità i produttori “artigianali” già esistenti, previo invio di una comunicazione all’ispettorato provinciale. Si rivolge a quelle aziende agricole che producono, per esempio, vino o frutta e già oggi solitamente, dicono quelli della Lega, si fanno la loro grappina da far degustare ai clienti o agli amici o. La soglia massima di produzione annua (calcolata non ho capito se a individuo o a nucleo familiare o) è una damigiana da cinquanta litri, con il divieto di vendere quanto prodotto.
Onestamente, non conosco abbastanza la situazione per dare un giudizio sulla legge in sé, se danneggerà i produttori “industriali”, se sarà pericolosa per la salute dei consumatori o altro. Come sempre, mi aspetto tutto il male possibile, ma sono io che sono tarato così.

Quello che mi interessa di più è il paragone che è venuto in mente a molti leggendo la notizia: perché la grappa sì e la marijuana no? Un privato che si metta nella serra delle piante di canapa e si produce “erba” per sé e i suoi amici (esattamente come prevede il disegno di legge sui distillati) commette automaticamente il reato di spaccio. E poi magari lo ammazzano pure di botte in carcere.
Dice: ma la marijuana è una droga!
Anche l’alcol. Sono sostanze psicotrope. Solo che su una lo stato ti fa pagare le tasse. Vai a dire a uno che ha in famiglia un alcolizzato che l’alcol non è una droga e poi corri via veloce che se ti prende c’è da ridere.
Dice: ah, ma la cultura del vino, della grappa, il bouquet.
Conosco gente che ti parlerebbe per ore delle diverse varietà di canapa con toni quasi lirici.
Dice: ma un goccio di vino fa sempre un sacco bene.
Una volta frequentavo una ragazza che soffriva di forti emicranie. Aveva due modi per farsele passare: il primo era un terrificante pastiglione che costava una cifra e che la lasciava intontita in un modo piuttosto inquietante per mezza giornata. Il secondo erano due tiri di erba. E del resto l’uso terapeutico della cannabis è tutt’altro che una novità.

Insomma, per quello che mi riguarda il disegno di legge non fa altro che far stridere ancora di più l’ipocrisia dell’atteggiamento che da sempre c’è verso le due sostanze. E fa ridere che mentre si annuncia “tolleranza zero” verso chi guida dopo aver mangiato anche solo una caramella al rosolio (con il bizzarro effetto a spirale che più abbassi il limite più trasgressori troverai da urlare ai telegiornali) con l’altra mano si riempie il bicchiere in nome delle “tradizioni”.

Ma lasciamo la parola al mio gruppo preferito delle ultime due settimane, i Ministri:

ps: la storia di come la marijuana venne messa fuorilegge negli Stati Uniti, terminando contemporaneamente la coltivazione stessa della canapa (che per millenni è stata una delle piante più utili all’uomo) , è molto interessante. La linko da Encarta, che non è esattamente l’organo di informazione del vostro CSOA di quartiere. Qui sotto, un video d’epoca:

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5 commenti

Archiviato in società

5 risposte a “Bevi bevi bevi

  1. Speedwagon

    Parole sprecate… conosco personalmente studenti di medicina che criticano la marijuana perché “brucia il cervello”, mentre l’alcol invece è ok “se non si esagera”.

  2. Figuriamoci, se ci sono medici convinti che la pillola “del giorno dopo” sia abortiva…

  3. …e proprio mentre il buon Schwarzy ci propone una lettura “alternativa” del fenomeno.

  4. Arnie è sempre stato avanti.
    Ops, no, era questoa.

  5. Ubimario

    AND, I also inhaled.

    ruotfl

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