Dirty deeds done dirt cheap

Ci meritiamo le stragi,
altro che Alberto Sordi.

Ministri, Il bel canto

Lasciamo un attimo da parte le minchiate fumogene di Salvini, ma stiamo sull’immigrazione.
L’Italia ha rispedito alla Libia 227 persone che stavano cercando di entrare in Italia via mare.

A me gli anni ottanta hanno insegnato una cosa: i libici sono gente che non va certo per il sottile. E affidare a quella che comunque è sostanzialmente una dittatura di stampo militare, che non riconosce le convenzioni internazionali sui rifugiati della gente priva di qualunque diritto mi sembra l’ultimissima cosa che farei. O che vorrei che qualcuno facesse in nome mio, come è successo ieri.
E’ comodo, no?
Non siamo ancora pronti per cannoneggiarli in mare aperto, per quello ci vorrà ancora un po’.
E allora li passiamo ai nostri amici che si fanno meno scrupoli, guardiamo dall’altra parte e chi s’è visto s’è visto.

2 commenti

Archiviato in società

2 risposte a “Dirty deeds done dirt cheap

  1. Upside down Bro

    Bravo Ale, wdprs mi sembra più pulito e leggero… oltrettutto quaggiù internet sucks ed è super slow…
    beh anche qua ogni tanto prende fuoco qualche barcone dall’Indonesia con a bordo centinaia di persone, tutto il mondo è paese,
    un saluto

    Upside down Bro

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