Fai la cosa giusta

Chissà come sono vissute le elezioni europee negli altri stati dell’Unione. Se qualcuno ha delle informazioni di prima mano, i commenti sono lì apposta.
Quello che so io è come sono vissute in Italia.
Un modo che trovo piuttosto buffo.
Di fatto, da che ricordo, le elezioni europee sono usate come una sorta di sondaggio sull’andamento del governo in carica.
La conseguenza più diretta è che le liste tendono a popolarsi di personaggi buffi o di provenienza extra-politica. Il primo esempio che mi viene in mente, perché risale alle scorse elezioni, è quello di Michele Santoro, candidato dalla sinistra dopo l’editto bulgaro di Berlusconi.
Quello di Santoro è un caso emblematico, perché dopo un po’ iniziò a lamentarsi che lui al parlamento europeo si annoiava, che quello non era il suo lavoro e alla fine, dopo poco meno di un anno, lasciò il suo seggio. Chi gli subentrò, poi, pur proveniente da quella che in Italia era la stessa coalizione, entrò in un altro gruppo parlamentare.
Già, perché a questo dovremmo guardare, quando leggiamo i risultati delle elezioni europee: qual è il gruppo parlamentare europeo che esce dalle urne con la maggioranza dei seggi?
Per esempio, nel parlamento uscente la composizione era questa.
Ma non bisogna avere la sfera di cristallo per immaginare che quest’anno la composizione del nuovo parlamento europeo sarà un’informazione che la stampa darà quasi di sfuggita: le elezioni europee saranno un nuovo referendum su Berlusconi (dall’esito piuttosto scontato). Un costoso referendum su Berlusconi.
Ma noi chi manderemo in Europa? Che posizioni avranno le persone che saranno elette sulle questioni affrontate al parlamento europeo? E soprattutto: a quante sedute parteciperanno? I nostri europarlamentari (che sono anche più pagati dei colleghi, perché la retribuzione è la stessa dei parlamentari nazionali) brillano per assenteismo. Compreso il paladino delle battaglie anti-fannulloni.

Che fare, quindi?
La cosa migliore è lasciare perdere l’idea delle europee come referendum su Berlusconi. Non si tratta di fare “voti utili” o altro. Come andrà, andrà. Invece, è il caso di buttare lo sguardo al di là delle Alpi, una volta tanto. Cercare di capire quali saranno i temi su cui si discuterà in Europa nei prossimi anni, che opinioni hanno i diversi gruppi dell’europarlamento e quale sia la più vicina alla propria. E poi capire quali formazioni italiane fanno parte di quel gruppo.
E già che ce n’è la possibilità, vedere se tra i candidati c’è qualcuno che possa meritare un voto (io punterei su gente con un pochino più di un minimo di esperienza e che possa garantire la continuità di presenza a Bruxelles e Strasburgo, il che dovrebbe escludere gran parte di quei candidati-bandiera che vengono buttati nella mischia per far parlare di sé).
Insomma (ed il mio tardivo buon proposito per il 2009) cercare di esercitare il proprio diritto di voto in modo sensato.

6 commenti

Archiviato in politica

6 risposte a “Fai la cosa giusta

  1. torgul

    Tempo fa pensavo che se un giorno l’europa economica dovesse diventare pure politica, l’architettura del parlamento sarebbe simile ai gruppi parlamentari europei.

    Ci sono i gruppi di destra, e vabbè.
    Ci sono i gruppi di sinistra, e vabbè.

    Ora di tutti sappiamo dove andranno, tranne che di un partitino minuscolo: il PD.

    Il PD non entrerà nel PSE, dicono tutti, ma voglio vedere se andranno a far compagnia ai colleghi ex-DL nell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa, anche detta “il partito dei rosiconi”.

    Questa è la vera sfida al PD. A casa puoi fare melina quanto ti pare, ma in Europa non si può finire tutti in gruppo misto….

  2. Paolo

    io rimango basito di fronte ai ridicoli tassi di affluenza degli altri paesi…

    • vero. Del resto, in generale, in Italia l’affluenza alle elezioni è sempre piuttosto alta rispetto ad altri Paesi.
      Per le europee può darsi (ma è un’ipotesi, avrei bisogno di sapere meglio come sono vissute altrove) che la loro importanza “interna” tenga alta l’affluenza. Mentre altrove del parlamento europeo frega assai poco.

  3. torgul

    Allora la domanda è: Ma il PD è mai esistito?

  4. Per queste elezioni lascerei perdere i partiti nazionali e punterei su Newropeans, uno dei pochi partiti che presenta un programma centrato sull’Unione Europea.

    (Non ho ancora capito se è riuscito a presentarsi in Italia, ma se c’è riuscito io lo voterei di sicuro)

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