I libri di Aprile

Primo appuntamento sul “nuovo” Buoni Presagi con la rubrica dei libri del mese precedente. Evidenziato, quello che mi è piaciuto di più.

In un paese bruciato dal sole: l’Australia – Bill Bryson (TEA)
Bryson sta a Severgnini come Joe Cocker sta a Zucchero. Vale a dire che è la buona idea da cui noi abbiamo tratto una copia ridicola (trash, per chi ha letto Tommaso Labranca). Questo è un reportage di viaggio dall’Australia, che ha il merito di raccontare un sacco di cose interessanti sul continente che ha dato al mondo i Men at work e di farlo facendo fare anche un sacco di risate. A parte quando parla di tutta la roba velenosa che c’è in Australia, facendoti passare qualunque voglia di mettere piede nell’ex colonia penale britannica.

Grande Madre Rossa – Giuseppe Genna (Mondadori)
Nato per essere una sorta di non-thriller, che costruisce una tensione, una trama cospirativa secondo tutti i crismi del genere e non la risolve, GMR in questa sua ristampa nella collana Segretissimo (storica serie da edicola di spionaggio) vede esplodere ancora di più questa sua contraddizione. Mi domando che ne pensino i lettori “classici” della serie, di questa vera e propria imboscata ai loro danni. La ricostruzione delle conseguenze di un devastante attentato terroristico al Palazzo di Giustizia di Milano è credibile e tesa al punto giusto. Ho letto il libro nei giorni immediatamente dopo il terremoto in Abruzzo, mescolando tra loro la polvere degli edifici veri e di quelli di carta, i lutti reali e quelli virtuali. Potente, dannatamente potente.

Un disco dei Platters – Francesco Guccini & Loriano Macchiavelli (Mondadori)
Seconda prova per la coppia Guccini-Macchiavelli, ambientata nei primi anni Sessanta. Rispetto al primo episodio si perde un po’. Ma il fascino dei luoghi e il piacere della narrazione restano a livelli più che accettabili.

Tennis, tv, trigonometria, tornado – David Foster Wallace (Minimum Fax)
Per me, questo libro (raccolta di vari saggi e articoli) andrebbe comprato anche solo per il fondamentale saggio sul rapporto tra tv e scrittori americani, in cui DFW espone la sua teoria sull’abuso dell’ironia. Un testo che mi azzardo a dire fondamentale e ancora oggi centrato e attuale (voglio dire, abbiamo un partito di centro che ha come slogan un calembour, “l’estremo centro”; voi vi fidate di gente che, al di là di tutto, vi chiede il voto con una battuta?). Ma non è l’unica perla: il saggio su Lynch, i due sul tennis, che fanno venire voglia di (ri)prendere in mano la racchetta anche a un pigrone come me. Il resoconto della fiera agricola. Bellissimo (e in originale dentro c’era pure “Una cosa divertente che non farò mai più”, immagina che libro)

Il corpo e il sangue d’Italia – AA. VV. (Minimum Fax)
Una raccolta di otto reportage sull’Italia di oggi: l’islam, l’Ilva di Taranto, il doping nelle palestre, la condizione delle donne sul lavoro, l’etica della rappresentazione del dolore nel giornalismo,per citare i più interessanti. Lo stile varia da autore a autore, tendendo ora più ora meno a uno stile letterario, ma l’attenzione alla scrittura è in tutti casi molto alta, così come la presenza nel testo del narratore stesso, che più che cercare di raffigurare verità assolute dà la propria testimonianza di fatti e opinioni, conscio che il suo essere osservatore contribuisca comunque a modificarle. Un buon libro che in qualche modo cerca di proseguire quanto iniziato da Saviano in Gomorra, non riproponendo sterilmente una formula ma cercando di riprodurne le logiche e le urgenze più profonde.

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2 commenti

Archiviato in Libri, Libri del mese

2 risposte a “I libri di Aprile

  1. “Grande Madre Rossa” fu uno dei miei due tentativi di leggere il Genna. Non riuscii a finirlo tanto era pesante e stupido, ma almeno mi tolse ogni dubbio riguardo al Genna: non sembrava un cretino integrale, come suggerivano i suoi interventi internettari, lo era proprio.

  2. Io confesso di avere dei problemi a seguire gli interventi di Genna sul suo blog, mentre poi nella narrativa lo trovo sorprendentemente scorrevole e accativante (anche se Italia De Profundis mi ispira pochissimo, a onor del vero)

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