Il Professionista

Gaetano Pecorella, già di Potere Operaio, poi avvocato di Berlusconi, poi parlamentare (dice di sé: “È vero, sono state fatte leggi funzionali a determinati processi. Abbiamo fatto il lodo Schifani, poi dichiarato incostituzionale e che in effetti in qualche parte lo era, per consentire a Berlusconi di governare”), è presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti. Se avete letto Gomorra (e se non l’avete letto, per favore fatelo) saprete che una delle principali fonte di reddito e potere dei clan camorristici sono proprio i traffici illeciti di rifiuti.
Di conseguenza, sapere che Pecorella sembra essersi impegnato con tutte le sue forze a dare addosso a chi gli chiede del clan dei casalesi mette addosso una tristezza e una rabbia infinite.
Cito dall’articolo di Saviano su Repubblica:

Ho letto in questi giorni sulla rivista Antimafia Duemila che due ragazzi, Dario Parazzoli e Alessandro Didoni, hanno chiesto durante una trasmissione Tv a Gaetano Pecorella come mai, quando era presidente della commissione giustizia, difendeva al contempo il boss casalese egemone in Spagna Nunzio De Falco, poi condannato come mandante dell’omicidio di Don Peppe Diana. Mi ha colpito e ferito sentire alcune dichiarazioni dell’Onorevole Pecorella in merito all’assassinio di Don Peppe Diana. In una intervista al giornalista Nello Trocchia per il sito Articolo 21, Pecorella dichiara: “Io dico che tra i moventi indicati, agli atti del processo, ce ne sono tra i più diversi. Nel processo qualcuno ha parlato di una vendetta per gelosia, altri hanno riferito che sarebbe stato ucciso perché si volevano deviare le indagini che erano in corso su un altro gruppo criminale. E altri hanno riferito anche il fatto che conservasse le armi del clan. Nessuno ha mai detto perché è avvenuto questo omicidio, visto che non c’erano precedenti per ricostruire i fatti. Se uno conosce le carte del processo, conosce che ci sono indicate da diverse fonti, diversi moventi”.

La difesa di Pecorella è qui.
La cosa da tenere a mente è che a fare i professionisti dell’antimafia si finisce sottoscorta, o sparati, o saltati in aria, di solito.
A fare i professionisti dell’anti-antimafia si può ottenere, evidentemente, qualcosa di meglio.

(ps: banca Rasini)

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