Senza pazienza

La mancanza dei Grandi si sente nel momento del bisogno.

Prendete ieri: verso le otto di sera mi sono seduto con un amico sui gradini di San Petronio in piazza Maggiore a Bologna, finalmente liberi dalle transenne dopo anni.
Siamo lì che chiacchieriamo e a un certo punto vediamo comparire una jeep dell’esercito. Fa un lento giro della piazza, poi va verso via Rizzoli. Poi torna, fa il giro dall’altra parte. Poi un altro. E un altro ancora.
Noi siamo lì che parliamo e quella fa avanti e indietro attorno alla piazza. Dentro ci sono due militari, facile immaginarli scazzati, annoiati, accaldati. Senza nemmeno una radio.

Poi andiamo via, andiamo in pizzeria. Ripassiamo in piazza attorno alle undici.
La jeep è ancora lì che gira. E gira. E gira. Incrocia un’anziana in bici che smoccola qualcosa che non cogliamo dietro ai militari.
E poi c’è questo momento in cui la sagoma della jeep si staglia nel buio davanti alla facciata della chiesa, nella piazza semi-deserta.
È lì che ti rendi conto quanto ci manchi Pazienza.
Che con una manciata di tratti di pennarello avrebbe reso tutto: la facciata della chiesa, il buio, la vecchia jeep, i due militarini dentro. E che con due balloon in quella sua meravigliosa lingua buffa e verissima avrebbe inchiodato senza pietà e per sempre l’idiozia – per noi e per i militari coinvolti – di queste innovative scelte di ordine pubblico.

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