Archivi del giorno: 4 novembre 2009

Forever a-changin’

Tintoretto, <i>La Crocifissione</i>, Venezia, Scuola Grande di San Rocco

Tintoretto, La crocifissione (clicca per vedere più grande, che merita)

La presenza o meno di una dozzinale* riproduzione della crocifissione di Cristo sulle pareti delle aule scolastiche non è esattamente uno dei principali problemi della scuola italiana, è il caso di ammetterlo.
Ma lo stesso, quando oggi ho letto della sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, secondo la quale il crocifisso in classe è

una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e, nel contempo, una violazione alla libertà di religione degli alunni

ho più che sorriso. Ancora di più quando ho letto che la persona da cui è nato il tutto, Soile Lautsi è una cittadina italiana di origini finlandesi: qualcosa di leggermente più problematico del primo Adel Smith che passa per strada. La signora Lautsi è socia Uaar e questo mi fa storcere un po’ di più il naso perché non amo tantissimo il fatto che l’associazione sia particolarmente sbilanciata su una posizione di ateismo militante che mi sembra semplicemente una religione di segno opposto, ma non si può avere tutto dalla vita.
Però, insomma, è interessante che il problema sia stato posto, per così dire “dall’interno”, perché in parte bagna le polveri a tutte le argomentazioni che si limitano a mettere in scena un noiosissimo scontro con l’islam che, insomma, non è poi così urgente (quelli che cercano di mettere i bastoni tra le due ruote a chi vuole bere una birra dopo mezzanotte sono tutti cristianissimi, ci avete mai fatto caso?). Ovvero, il punto è: l’Italia del 2009 quasi 2010 non è un monolite cristiano, tanto meno cattolico.** Fanno tutti a gara a chi è più Obama, poi si dimenticano, per dire, che nel suo discorso di insediamento ha ricordato che l’America è fatta di credenti di diverse confessioni (e anche di non credenti).
Di più: dopo la revisione del 1984 dei Patti Lateranensi, l’Italia non ha più una religione di stato (lo dice implicitamente pure l’articolo 3 della Costituzione, lo ha detto esplicitamente la Corte Costituzionale – sempre sia lodata*** – nel 1989) quindi la presenza dei crocifissi nelle aule e negli altri edifici pubblici è difficilmente giustificabile ed è giusto che qualcuno metta il dito nella piaga e ricordi che, buongiorno, non siamo più la società degli anni cinquanta.
Non a caso, qual è l’obiezione che sta marcando la linea da seguire per il ricorso alla Corte europea?****
“Vabbeh, ma è un abitudine, una tradizione, non è che è un simbolo religioso, siamo abituati ad averlo lì, è la nostra cultura…”

Ecco, qui, se io fossi il papa mi incazzerei come ai bei tempi dei roghi in piazza e farei partire scomuniche a raffica, tipo M60.
Ma forse anche al papa non importa molto. Diciamo allora che se fossi un credente mi incazzerei tantissimo. Ho fatto la cresima in seconda media, mi sono sparato una quantità incredibile di anni di catechismo. E credo che un paio di cose sul senso della rivelazione cristiana, ripensandoci a posteriori, le ho imparate.
C’è un simbolo, che dovrebbe ricordare un gesto di estremo sacrificio, drammatico, imponente, totalizzante, il punto di svolta dei rapporti tra il mio Dio e l’uomo e arrivano questi che dicono “no, ma in fondo non è veramente un simbolo religioso, è solo un simbolo della nostra identità”. Tipo la maglia della nazionale.
Mi stanno più simpatici, a questo punto, monumenti al bigottismo come Buttiglione che parlano di “sentenza ripugnante” perché almeno dimostrano che in un qualche modo distorto ci credono, sono coerenti con se stessi e con la loro visione integralista della religione.
Perché poi di quello, si tratta. Occupare simbolicamente (ma i simboli sono importanti, rimandano sempre a qualcosa) spazi che dovrebbero essere invece vuoti.
Ma non vuoti nel senso di una mancanza desolante in cui l’Uomo è abbandonato a se stesso e dalla quale non potranno che sorgere mostri, come vuole la retorica ratzingeriana (che, comunque, è perfettamente coerente con il ruolo di un papa – era la pop star polacca l’eccezione patinata, un papa deve assomigliare più a Eymerich che a Bono). Gandalf li definirebbe “bianchi”, perché il bianco è il colore che riunisce tutti gli altri, quello a partire dal quale ogni cosa è possibile. Sono spazi che devono restare bianchi perché sono pubblici, cioè di tutti. Cattolici, protestanti, islamici, ebrei, buddhisti, sikh, non importa. Le religioni sono uno dei metodi più efficaci che l’uomo ha a sua disposizione per odiare ferocemente il suo prossimo; mettere queste differenze in secondo piano quando si ha a che fare con la cosa pubblica dovrebbe essere una basilare regola di buon senso.

Comunque. Oggi ci prendiamo la soddisfazione di sghignazzare un pochino davanti ai cattivi colti con le mani nella marmellata dalla mamma che farfugliano giustificazioni ridicole mentre i loro piccoli sgherri qua e là fanno a gara a chi strepita più forte.
Domani, sappiamo già come andrà i finire. Una puntata di Gad Lerner, un po’ di rumore, poi sempre meno e poi boh. Comunque vada il ricorso, nessuno toglierà nulla da nessun muro e continueremo tutti a fare finta di vivere ancora negli anni cinquanta. Mentre in realtà cambiamo ogni secondo.

Un esempio? Anche quest’anno il 31 ottobre si è portato dietro le polemiche su Halloween, con particolare enfasi sugli allarmi della Chiesa per la “satanicità” della festa. Ma da tempo il refrain è sempre lo stesso: “tradizioni importate, americanata, dove andremo a finire, sbroc sbroc”. Ora, io quando sento parlare di tradizioni metto mano alla pistola. Poi ho letto questo post. Leggetelo, ci vuole un attimo. Fatto?
Bene. Tra vent’anni, i bambini che oggi festeggiano Halloween saranno degli adulti per i quali questo modo di passare la sera del 31 ottobre sarà una tradizione della loro infanzia. E come tale la passeranno ai loro figli.
Come dice quella frase di Calvino? “Un classico è un testo che non ha mai finito di dire quello che ha da dire”.
Ecco, diamo la parola al signor Zimmerman di Duluth, Minnesota, che da quarantacinque continua a cantare dai giradischi, dai mangianastri, dai lettori cd, dagli iPod di mezzo mondo le stesse attualissime parole:

Come mothers and fathers
Throughout the land
And don’t criticize
What you can’t understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin’.
Please get out of the new one
If you can’t lend your hand
For the times they are a-changin’

________
* Il cristianesimo ha dato al mondo dei capolavori dell’arte, ma oltre a queste vette di eccellenza ci sono anche orribili baratri di orrore cosmico.
** In Italia, curiosamente, si tende a far finta che i protestanti non esistano. Va bene, magari da noi sono pochi e sono, coerentemente, molto meno chiassosi dei cattolici, ma esistono. Ah già: poi mezza Europa è protestante.
*** Senza la CC, cioè un organo che si occupa di controllare che i principi della Costituzione vengano recepiti dalle leggi, la Costituzione sarebbe una lista dei desideri. Poi ovviamente la CC è composta di esseri umani e questi possono essere fallibili, ma il concetto stesso dell’istituzione è ammirevole.
**** “E io pago” dice il grillino in me. Scusatelo, ma ogni tanto scappa.

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