in nero

Non ho moltissimo da dire sugli scontri a Rosarno.
In fondo, era solo questione di tempo, prima che da qualche parte scoppiasse la bugna. Un paio d’anni fa i Baustelle avevano messo in musica un reportage di Fabrizio Gatti sui lavoratori clandestini nei campi di pomodori, inquadrando il tutto in un’ottica spaghetti western. E benché non è che ami particolarmente Bianconi e soci, la chiave di lettura adottata funzionava alla perfezione.
Che come in molti spaghetti western del filone politico si passasse alla rivolta era solo questione di tempo.
Mi interessa, visto che non mi pare l’abbia ancora fatto nessuno, segnalare che nel servizio di venerdì sera del tg2 per indicare quelli che fino all’altro ieri l’informazione di destra avrebbe chiamato “immigrati clandestini” è stato usato il termine migranti. Che è una bella mossa di judo verbale: “migrante” è un termine pensato da chi aveva iniziato a usarlo per essere neutro e per superare la dicotomia “regolare/clandestino”. Nell’accezione con cui l’ha usato il tg2, invece, serviva ad allargare i confini della minaccia: i protagonisti degli scontri sono “migranti”, esattamente come il bottegaio pachistano, la donna delle pulizie ecuadoriana, la badante moldava, il muratore rumeno, ecc. Perché anche la favoletta del “non ce l’abbiamo con tutti gli stranieri, solo con chi non lavora e delinque” è, appunto, una favoletta raccontata malissimo.
Cittadino italiano, attento allo straniero che si annida nel tuo paese, tra i tuoi affetti, pronto a colpire quando meno te lo aspetti.

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4 commenti

Archiviato in musica, società, televisione

4 risposte a “in nero

  1. migranti—>migrati—>mi’, occhio che scappa, dagli dagli!

  2. eriadan

    Non hai idea di quanto sia stato umiliante sapere di questa uscita leghista nella mia città. Tendenzialmente sono contro la violenza ma ogni tanto cullo il desiderio di presentarmi di fronte a quei tizi senza vergogna e mollar loro un ceffone educatore.
    E quanto mi scoccia l’avere questo desiderio violento, dimostrazione che, dai e dai, hanno vinto.

  3. Non ho ancora letto il post, ma volevo proprio vedere come sarebbe sembrato felice il mio avatar sotto quelli eriadan e Makkox.

  4. @Mak: ma anche migrati -> mira tì, che mì so’ sbronzo e me cianto un colpo nei pé.

    @eriadan: posso immaginare la rabbia per uscite del genere di propri concittadini. Per citare una vecchia striscia di Lupo Alberto “al diavolo il dottor spock [non il vulcaniano, l’altro], quando ci vuole ci vuole”. Purtroppo questa gente ha un comportamento che è esattamente, se uno ci fa caso, quello del troll internettiano. Fare casino con sparate allucinanti, impedire di portare avanti discorsi seri. Poi i razzisto xenofobi organizzati in partiti ci sono più o meno ovunque, solo che di solito sono forze politiche residuali e trattate giustamente come appestati. Ma non a Nottingham.

    @Hen: c’entra niente, ma io Makkox l’ho scoperto da un post di eriadan su IAF, per la serie “coincidenze”.

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