Bbboni, tanto non ve se sente

A luglio, in procinto di abbandonare la guida dei libri Mondadori, Gian Arturo Ferrari rilasciava questa dichiarazione alla Stampa:

“Vede, nella storia recente dell’editoria italiana, io sento di appartenere alla seconda generazione. La prima, nel secolo scorso, è stata quella dei fondatori, che hanno costruito l’identità dei marchi: Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, Bompiani, Boringhieri, che è stato il mio maestro. Poi siamo venuti noi monaci dell’editoria, nati e cresciuti sui libri e diventati manager quando gli editori hanno cominciato davvero a misurarsi con le regole del mercato. Dopo di noi, tocca a manager puri, formati in mestieri diversi e poi venuti a imprimere un’accelerazione a queste imprese particolari che sono le case editrici. Come i miei attuali collaboratori e futuri successori, Antonio Baravalle, che viene da Fiat e Alfa, e Riccardo Cavallero, arrivato da Merger and Acquisitions e amministratore delegato Random House Mondadori in Spagna”

Ecco, a neanche tre mesi dall’inizio del “regno” della terza generazione alla guida di Mondadori, qualcosa si muove.
È di ieri la notizia che Maurizio Costanzo è ufficialmente il nuovo direttore responsabile dei Gialli Mondadori. Esatto. Maurizio Costanzo. Gialli Mondadori.
Costanzo si presenta ai lettori sul blog della collana con una lettera la cui lettura fa sollevare più di un sopracciglio.
Qualche passaggio selezionato:

non sono un appassionato di letteratura gialla comunque, ma ho da sempre coltivato la passione per Georges Simenon e per Rex Stout ovvero per gli autori di Maigret e di Nero Wolfe. Ho letto moltissimi altri gialli nella mia vita e mi sono anche appassionato a storie di azione rispetto a quelle psicologiche, però l’idea che il grande commissario Maigret o lo stanziale Nero Wolfe riuscissero, facendo lavorare l’intelligenza e l’esperienza, a risolvere storie assai intricate mi ha sempre appassionato.
[…]
ho accettato per più motivi. Innanzitutto, per fare una attenta escursione nella letteratura gialla attuale, conoscere gli autori italiani di libri gialli nel convincimento che fra loro c’è sicuramente qualche “campione” e poi per misurarmi con una scommessa importante: portare alla lettura dei gialli Mondadori quel pubblico più giovane, diciamo dai 40 anni in giù, che forse ha sempre avuto per anagrafe scarso rapporto con questo tipo di libri e che non ha trovato in televisione o nel cinema uno stimolo a questa particolare letteratura.
[…]
L’interattività è la scommessa degli anni a venire e personalmente sono convinto che il telespettatore piuttosto che il lettore (di libro o di giornale) gradirebbe intervenire, esprimere una propria opinione, suggerire un passaggio della trama e non solo banalmente il nome dell’assassino. Penso anche che avendo occasione di conoscere gli autori italiani di  gialli, potrei capire se la loro fantasia si alimenta dalla realtà o se è solo fantasia.

Ricapitolando: Costanzo conosce la lettura gialla più o meno come un qualunque signore di 72 anni a cui ogni tanto capita di dover prendere un treno. Sì, ok, ha co-scritto “La casa dalle finestre che ridono”. Ma era il 1976. Ed evidentemente non ha la benché minima idea di che cosa si discuta nei commenti del blog dei Gialli Mondadori (probabilmente pensa a robe del genere: “sono a pagina 12. Secondo me è la vecchia zia” “no, aspetta di arrivare a pagina 34, c’è un indizio che fa chiaramente capire che è il fidanzato della cameriera” “Non dite corbellerie, due righe più sotto si dice che ci sono tracce di olio, non può che essere il meccanico”). Sinceramente, sono due giorni che leggo quel paragrafo e non capisco che cosa voglia dire. Vuol mettere il televoto? Vuole fare un esperimento di Romanzo Totale sul blog dei Gialli? Sta vagheggiando strangolato dalla cravatta?
Io trovo vagamente minaccioso quell’accenno al pubblico televisivo, presentato come più vivace e attivo del lettore. In primo luogo perché presentarsi a della gente dicendo “siete degli ignavi” non è esattamente la mossa migliore per accattivarsi delle simpatie, in secondo luogo perché poi penso alla tremenda vitalità di una comunità come aNobii e, non ultimo, alla pungente cazzosità di molta blogosfera letteraria (da Gamberetta in giù, per intenderci).
Ma soprattutto lo trovo minaccioso se penso che la nomina di Costanzo è un po’ il primo atto eclatante della “nuova” Mondadori di cui mi accorgo. E che quest’atto consista nell’affidare un caposaldo dell’editoria “popolare”  (come diffusione) a un personaggio icona di un altro tipo di intrattenimento di massa unicamente, o quasi, in virtù di questa sua provenienza lo trovo svilente. È probabile che Costanzo, vista la sua dichiarata estraneità alla materia, dovrà fare affidamento su consulenti che già collaborano con la collana; di fatto, insomma, la sua sarà per molto tempo solo una firma. E lui poco più che un testimonial, che dovrebbe dare alla testata, immagino, una qualche parvenza di novità e, temo, intraprendenza. Questa è l’Italia del 2010. Un signore di 72 anni che fa tv e l’estate scorsa ha scritto 15 racconti gialli per Signorini viene presentato come il salvatore delle sorti di una testata storica.
Non sforzatevi a cercare voci critiche nei commenti alla lettera di presentazione.
Non ne troverete, se non un paio molto, molto, molto blandi. Vedrete tutto un levarsi di cappelli e un fiorire di in bocca al lupo a un “mostro sacro del giornalismo italiano”. Tessera P2 1819. L’aveva fatto presente Simone Sarasso, ma il suo commento è durato mezz’ora. Il commento del moderatore è un capolavoro di “gente, seri, che qua mi fanno il culo”:

Ho eliminato il commento di Simone Sarasso. Preciso che il mio non vuole essere un atteggiamento censorio ma vorrei rircordare a tutti che questo è un sito ufficiale Mondadori.

(sull’argomento, anche Maia)

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5 commenti

Archiviato in Libri, società, televisione

5 risposte a “Bbboni, tanto non ve se sente

  1. lasciare commenti negativi? e perché? ormai questo è il modo di fare comune. in tutti i campi anche lontamente legati alla cultura (o culturame, come tanto piace dire oggi).
    basta coi tecnici, che saranno anche esperti, ma son così noiosi e rigidi.
    il nuovo corso vuole persone più aperte di mente, più moderne, più orientate a quello che vuole la gggente.
    e quindi chi meglio di costanzo ai gialli mondadori?
    in fondo ha ottenuto l’attribuzione di competenza che più conta al giorno d’oggi.
    quella di signorini.

    • È davvero pazzesco, rileggendo i commenti a quella lettera che nessuno dei frequentatori abituali dica, anche in termini più che civili, “ma ci state pigliando per il culo?”. Forse in fondo è una scelta giusta, va bene così. Se l’avessero dovuto cambiare un mese fa forse ci avrebbero messo Bertolaso.

  2. Ommioddio. Mi era sfuggita, la notizia. L’unica cosa che posso dire, è che quando stirerà le zampe, Costanzo, ci saranno una quantità di posti di lavoro immeditamente liberi, speriamo che serva a far calare il tasso di disoccupazione giovanile.
    Per la tessera della P2, e vabbe’, ma alzi la mano chi di noi da giovane non è stato iscritto alla P2 o alle Giovani Marmotte.

  3. No, no, aspetta. I commenti negativi c’erano, ma sono stati cancellati.
    Diciamo la verità: la situazione è grave ma non seria.

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