I libri di Maggio

Il periodico appuntamento con le microrecensioni dei libri letti nel mese precedente.
Evidenziato, quello che più mi sento di consigliare a chi mi chiede “hai letto qualche bel libro il mese scorso?” (un grazie a Silvia per il gentile – e apprezzato – omaggio)

Il contagio – Walter Siti (Mondadori)
Il ritratto che Siti fa delle moderne borgate romane, del mondo dei body builder e di uomini dalla sessualità sospesa è lucido, scritto con una padronanza di linguaggio superiore alla media e decisamente convincente e sentito.
Sfugge però un po’ il senso del tutto, tra (finto?) autobiografismo, spaccato di vita, reportage, narrazione; e la lunghezza è tale che dopo un po’ finisci a trascinarti una pagina dopo l’altra per arrivare alla fine.
Non è brutto; ma nemmeno così indispensabile come vorrebbe sembrare.

Pop Co – Scarlett Thomas (Newton & Compton)
Scarlett Thomas continua a non convincermi al 100%. “Che fine ha fatto Mr. Y” era gradevole ma nulla più (e poi, dai, crede all’omeopatia). Questo, che in realtà è precedente, è un romanzo che inizia mettendo tanta carne fuoco, poi finisce per disperdersi in un sacco di divagazioni sulla crittografia (interessanti, per carità) e sul marketing rivolto agli adolescenti (che richiamano “No Logo” della Klein) e la trama finisce per svanire fino ad arrivare a una conclusione che è l’epitome del “e quindi?”.
Però nonostante tutto si legge bene, la protagonista è ben costruita. Ma al libro manca la capacità di affondare il colpo decisivo che faccia dire “ehi!” (poi magari se uno è a digiuno di questioni di mktg e pubblicità lo trova sconvolgente, non so).

Voodoo Histories – David Aaronovitch (Vintage)
Perché le teorie del complotto hanno un così grande impatto sulla cultura popolare? Perché un sacco di gente è convinta, a priori, che “dietro” ci sia qualcosa che “loro” non vogliono che noi sappiamo?
Il libro di Aaronvitch, che essendo chiaramente ebreo fa parte della macchinazione, racconta dei casi più eclatanti del XX secolo, con una puntatina fino al XXI secolo e le teorie sulla nascita di Obama al di fuori degli USA. Il quadro che ne esce è, soprattutto per i casi più recenti, quello di una società paranoica, nella quale un uso poco accorto internet (“se c’è scritto su internet, che non è controllato come gli altri mezzi di comunicazione, allora è VERO”) favorisce il sorgere di leggende, miti, dicerie, che sono poi durissimi da sconfiggere. E spesso sono portati avanti da personaggi difficili da considerare “credibili”, che per di più basano le loro conclusioni su dati e informazioni, quando va bene, di seconda mano. Le “inchieste indipendenti” sul suicidio del consulente inglese implicato nei falsi dossieri sull’uranio all’Iraq ne sono un esempio, ma anche gran parte delle “controinchieste” sull’11 settembre si basano su “dati” simili.
E la cosa peggiore è che questi cialtroni finiscono poi per gettare discredito su chi invece cerca di fare indagini giornalistiche serie, generano rumore e rendono torbide le cose. Si potrebbe quasi pensare che siano loro per primi al soldo dei potenti per gettare discredito su… (insomma, ci siamo capiti).
Una buona lettura, forse un po’ carente sul punto di vista teorico e non particolarmente brillante nell’esposizione. Sul tema, “Sarà vero”, di Errico Buonanno, mi è sembrato molto più completo e intrigante.

La terra della mia anima – Massimo Carlotto (e/o)
Beniamino era un bandito e contrabbandiere che dopo una lunga carriera ha smesso con il crimine (più o meno); ha conosciuto per caso Massimo Carlotto, che ha basato su di lui uno dei comprimari dei romanzi della serie dell’Alligatore.
Questo libro è la sua biografia, raccontata da Carlotto come se fosse uno dei suoi romanzi. O forse è stata la vita di quest’uomo a essere talmente simile a un romanzo criminale che se si salta l’introduzione ci si può immaginare che sia semplicemente il nuovo noir di Carlotto.
Un racconto essenziale, nel tipico stile secco di Carlotto, che taglia come una lama decenni di storia della criminalità italiana, raccontandone un lato, più che romantico, semplicemente umano. Senza essere mai melenso, Carlotto fa uscire l’umanità del suo amico da pochi tratti accennati, ma che raggiungono il loro scopo.
Un toccante omaggio a un amico che non c’è più che è anche un libro che si legge di un fiato “come un romanzo”.

Un misero 18 – Chetah Bhagat (e/o)
Ecco, il titolo del libro riflette abbastanza bene quello che ne penso. La storia di questi tre studenti di ingegneria indiani, catapultati nel mondo della più esclusiva e rigorosa università del paese nella quale si arrabattano a sopravvivere nonostante le loro non brillantissime qualità non va, purtroppo, oltre un generico “carino”. Non c’è nulla che non vada, ma non c’è nemmeno nulla che faccia innalzare il libro al di sopra della media, giusto un beffardo guizzo nel finale, ma troppo isolato e distante dal resto. Comico ma non troppo, romantico ma non troppo, drammatico ma non troppo. Insomma, funziona, si legge, ma si dimentica anche abbastanza in fretta.

Advertisements

5 commenti

Archiviato in Libri, Libri del mese

5 risposte a “I libri di Maggio

  1. Grace

    Sono contenta che un mio post si sia tradotto nell’acquisto di un libro, anche se non ti ha convinto del tutto.
    Però almeno so che non è tutta “fatica” sprecata cercare articoletti interessanti per Tumblr.

    • È vero, ne avevo letto in tuo post, di Voodoo Histories. E l’ho messo in pre-ordine il giorno stesso.
      Comunque mi è piaciuto. Gli manca solo il guizzo.
      (sul genere, molto più gonzo, è carino “Loro. I padroni segreti del mondo”, di Jon Ronson)

  2. Ti prego, questo mi sembrava – ed è – un blog intelligente: perché devo leggere sti commenti tristi sull’omeopatia?
    È ormai dimostrato che sia efficace, visto che guarisce, tra gli altri, gli animali, che non sono certo vittime delle mode new age.
    Non curerà tutto, ma non è che la cosiddetta medicina ufficiale sia sempre infallibile, eh?

    • Ciao Giulio. Grazie per il blog intelligente.

      Ma qui entriamo in un campo più che minato.
      Perché ovviamente se io citassi pubblicazioni scientifiche che dicono che, no, non solo non ci sono le basi teoriche perché possa funzionare ma che test comparativi dimostrerebbero che non c’è un’efficacia reale tu potresti dirmi che è ovvio che la medicina “ufficiale” abbia tutto l’interesse a dire così.
      Quindi non se ne esce.

      Per quello che mi riguarda, la battuta l’ho buttata lì perché nell’altro libro che ho letto l’autrice parlava diffusamente di omeopatia; e pure in questo lo fa abbastanza, a discapito di portare avanti una trama. Di lì lo sbotto.

      Poi, ti dico. Non sono certo uno che al primo starnuto si precipita in farmacia a farsi dare qualunque cosa. E un po’ mi inquieta la fissa dei medici di spararti un antibiotico più o meno per tutto.
      Ma una volta ho provato a curare un raffreddore con metodi omeopatici. È passato in appena un mese e mezzo. Come se non avessi pres…
      Uhm…

      Comunque. Ognuno si curi come preferisce. Nei limiti del buon senso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...