Hi-dee hi-dee hi-dee-ho, pezzo di merda.

Ieri notte stavo dormendo.
Con le finestre aperte su una via del centro di Bologna.
Al rumore del traffico ho fatto l’orecchio.
A un’orda di tifosi di una squadra di basket (non importa quale delle due) che festeggia i primi mille euro guadagnati dalla mamma (che vendendo il proprio corpo a soldati afflitti da malattie veneree per pochi spiccioli e dando pure il resto [cit.] ci ha messo un po’ quindi è giusto festeggiare) no.
Ma la cosa più assurda di tutti è che i figli di mille padri di cui sopra, per festeggiare i trent’anni di The Blues Brothers, stavano cantando Minnie the Moocher a botta e risposta.
E insomma, immaginate la scena.
Vieni strappato dal sonno da un rumore. Capisci che quel rumore è un vecchio blues di chissà quando. Riesci ad associare la cosa ai trent’anni del film.
E mentre prendi in mano l’iPhone per guardare l’ora e capire quanto forte bestemmiare ti domandi (seriamente) se non sia il caso di chiamare la polizia e ordinare con una certa urgenza una carica a cavallo.
Poi per fortuna loro si sono allontanati e a poco a poco mi sono riaddormentato.
Però contesterei il loro coro di “forlivese pezzo di merda”. Ora, magari gli abitanti di Forlì sono mediamente malvagi, non lo so. Queste son robe tra gente di pianura. Ma, per parafrasare quel tale, nessuno di loro mi ha mai svegliato nel cuore della notte per futili motivi.

(adesso lo capite perché spero che l’Italia finisca in fretta fuori dai mondiali?)

5 commenti

Archiviato in musica

5 risposte a “Hi-dee hi-dee hi-dee-ho, pezzo di merda.

  1. Lo sai che pensare seriamente di chiamare la polizia per del frastuono è uno dei primi segni di invecchiamento?

    Io una volta ho dovuto sgridare una vicina adolescente che ascoltava musica all’una di notte, e mi sono sentita ufficialmente cinquantenne.

    ( E no, tu NON guferai sul nostro mondiale per la quiete delle tue nottate! )

  2. il coro “forlivese pezzo di merda” lo contesto anch’io.

  3. shuly: ma finché è normale rumore, amen.
    Quando è una banda di stronzi che pensano che le gesta sportive di tot tizi diano loro il diritto di rompere coscientemente i coglioni al prossimo, invocare Bava Beccaris mi sembra il minimo.

    simone: una volta avevo un batterista di Forlì. Cocainomane e fan dei Motley Crüe.
    In una storia che non mi stancherò mai di raccontare, diede un passaggio a due tipe conosciute all’Estragon che dovevano tornare in centro a Bologna, poi invece cercò di imboccare l’autostrada per portarsele a Forlì. Seguì breve collutazione in macchina, al termine della quale si fermò e le mollò lì in tangenziale.
    Forse si riferivano a lui, stanotte.

  4. Anna Luisa

    “Però contesterei il loro coro di “forlivese pezzo di merda”. Ora, magari gli abitanti di Forlì sono mediamente malvagi, non lo so. Queste son robe tra gente di pianura. Ma, per parafrasare quel tale, nessuno di loro mi ha mai svegliato nel cuore della notte per futili motivi.”
    A quel punto, in nome della nostra “vecchia” amicizia, avresti dovuto aprire la finestra e sputare (secondo modalità punk) su quella brigata di buzzurri, ma visto l’ora tarda, sei perdonato.

  5. da ormai forlivese acquisita, vorrei dire che quei quattro maledetti non capiscono affatto la nostra Berlino di Romagna. tzè. una vita così non l’hanno mai vista a Bologna.
    :)

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