Duci che non lo erano

(All’ingresso in Aula del Presidente del Consiglio Berlusconi prolungati applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania – Dai banchi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania si grida: Silvio! Silvio! – Dai banchi dei deputati del gruppo Italia dei Valori si grida: Duce! Duce! – Dai banchi dei deputati del gruppo della Lega Nord Padania si grida: Bossi! Bossi!).

Non è divertente che a gridare “duce duce” all’ingresso di Berlusconi in parlamento durante la discussione sulla fiducia a Caliendo siano stati parlamentari dell’opposizione (cfr. l’Unità), verosimilmente dell’IdV, come indicato nel resoconto ufficiale della Camera?
Sono due giorni che, giustamente, la notizia del coro che accompagnato i vari “Silvio” rimbalza tra blog e siti con commenti comprensibilmente incazzati. Perché, insomma, il fatto è plausibile: giusto un paio di mesi fa Berlusconi si è paragonato a Mussolini (al Mussolini dei diari bufala di Dell’Utri, che verranno pubblicati da Rizzoli), ci ricordiamo tutti la faccenda della gente mandata in vacanza al confino, ecc. Che il PresDelCons possa attirare nostalgici è per certi versi credibile.
Nella bolgia da stadio del Parlamento, che hanno fatto quelli dell’IdV? Hanno fatto i simpatici. Hanno scherzato l’esultanza degli avversari replicandola e iperbolizzandola. Con il risultato, eccellente, di polarizzare ulteriormente il proprio elettorato, reale o potenziale: “hai visto? Gli hanno gridato Duce! Dannati fascisti! È un fascista!”. Non so se questo effetto fosse voluto. Io credo di no. Semplicemente era uno sfottò tra curve opposte, schieramenti che in fondo condividono una cultura di antipolitica, populisti entrambi, anche se in modo diverso. Poi chiaro che, per parafrasare Montanelli, non vado a letto preoccupato per cosa farà Di Pietro ma per cosa farà Berlusconi. Però, ecco, nel casino quelli dell’IdV c’erano ed erano pronti a replicare.
Lo trovo significativo, in qualche modo.
(Il Pd risulta, al solito, non pervenuto)

Comunque, ‘sta storia del “Duce duce” passerà in cavalleria, esattamente come Berlusconi che dà della “zoccola” alla Meloni, Carlo Giuliani che era attaccato alla jeep dei carabinieri, Billy Corgan che era il fratellino di Vicky, gli ebrei avvisati di non andare al WTC l’undici settembre 2001 e tante altre piccole grandi bufale che, un passo dopo l’altro, diventano “verità”. Poi non lamentiamoci di Giacobbo, delle biowashball, dei braccialetti con l’ologramma e dei rettiliani.
(non è questione di difendere Berlusconi: è questione di fare informazione e non propaganda. Non ho bisogno di un coro “duce duce” per dire che lui ha una concezione anti-democratica dello Stato – che è dire di matrice puramente aziendalistica – e che ha portato in parlamento un’orda di cialtroni urlanti)

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2 commenti

Archiviato in politica, società

2 risposte a “Duci che non lo erano

  1. mi era sfuggita quella della Meloni: quando l’ha detto?

  2. qui c’è un video. In realtà dice chiaramente “dov’è la piccola”, a parte nella parte rallentata, che è un’altra voce.

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