I libri di settembre

Il resoconto dei libri letti a settembre. Evidenziato il migliore.

La congiura (…Uccidete Romano Prodi…) – Michele D’Arcangelo
Parlare di questo che è, senza ombra di dubbio, uno dei più grandi e ingiustamente sconosciuti romanzi italiani degli ultimi trentasei-trentasette anni è uno di quei compiti per i quali ci si sente sempre indegni. Ma come ci si può tirare indietro e non parlare di questo coraggiosissimo documento che ammanta appena appena di invenzione romanzesca una pagina della nostra storia recente che sarebbe rimasta altrimenti segreta? Insomma, D’Arcangelo squarcia la congiura del silenzio sull’attentato che la CIA, insieme ai servizi deviati e ad altre componenti reazionarie della società italiana, architettò ai danni di Romano Prodi ai tempi della guerra in Iraq. Il piano prevedeva la sua uccisione in un attentato di chiara matrice islamica (sparargli un razzo con un bazooka mentre entrava nella sede dell’Ulivo) per allontanare così la sinistra italiana da posizioni pacifiste e… boh, fare qualcosa di losco. Comunque. Una storia nerissima, fatta di malvagie macchinazioni che spezzano le vite di giovani, perspicaci e attenti servitori delle forze dell’ordine e delle persone a loro vicine, al centro della quale c’è uno spietato assassino al servizio di tutte le bandiere. Certo, forse a volte lo stile zoppica appena appena. Forse ogni tanto qualche passaggio trasuda ingenuità. E forse il fatto che l’assassino di cui sopra legga le poesie dell’autore, che è il suo poeta preferito insieme a Montale, è un po’ vanaglorioso. Ma perché fermarsi a questi difetti, quando siamo davanti a un libro che tutti dovrebbero leggere? Ovviamente, nonostante il coraggio dell’autore e dell’editore, Loro hanno trovato il modo di disinnescare questa vera e propria bomba a orologeria, che potete ormai trovare solo su qualche polveroso scaffale delle edicole delle stazioni o sulle bancarelle dell’usato. In attesa, come certi ordigni bellici che ancora oggi si trovano durante gli scavi, di essere fatta brillare.

Le intermittenze della morte – Jose Saramago (Einaudi)
E se un bel giorno la gente smettesse di morire, ma solo all’interno di uno stato, che cosa succederebbe? Il romanzo di Saramago parte da un what if di sapore fantastico e, nella prima parte, esplora in modo al tempo stesso logico e paradossale le conseguenze di questo spunto. In questa, che è la parte migliore del romanzo, i rapporti tra fede, politica, malavita, commercio, tutto, vengono messi in luce in modo lucido e divertente. La seconda parte, quasi un altro romanzo, incentrata tutta sulla figura della morte e delle sue vicissitudini è parecchio più stanca e non regge il confronto. Se ci si mette anche un periodare che prevede frasi lunghissime, quasi estenuanti, si finisce a concludere il libro un po’ per sfinimento e si perde il piacere della prima parte. Peccato.

Osama Van Halen – Michael Muhammad Knight (Soft Skull Press)
Ricapitolando: il primo romanzo di MMK, “The Taqwacores” ha avuto un impatto tale sui giovani musulmani americani da portare davvero alla nascita di una scena punk islamica come quella immaginata nel libro. Questo è una specie di seguito, visto che ricompaiono due dei personaggi, la riot gggrl con burqa Rabeya e lo skinhead sunnita Amazing Ayuub, che nel libro precedente incarnavano il lato più surreale e folle dell’incrocio tra islam e punk; ma anche lo stesso MMK è un po’ un personaggio e un po’ il narratore della vicenda, in un incrocio piuttosto stretto di autofiction e autobiografia. La narrazione procede per episodi, il più straordinario dei quali (al di là del rapimento di Matt Demon) è l’avventura di Ayuub nel deserto, tra zombi e jiin (i demoni della tradizione islamica) che hanno una loro scena country, degno del miglior Lansdale. Meno fulminante e più discontinuo di “The Tawqacores”, resta comunque un gran libro, che si legge di corsa, diverte e racconta altri aspetti della vita della nascente comunità taqwacore. E permette di dare uno sguardo da dentro a un lato inedito del mondo musulmano.

Accusare – Giacomo Papi (ISBN)
È un libro fotografico che raccoglie una grande quantità di foto segnaletiche in un modo o nell’altro storiche, dagli albori della pratica all’altroieri, cercando di contestualizzare la pratica, i personaggi, le situazioni. Sfilano così in rassegna criminali, personaggi famosi, perfetti sconosciuti, insieme alle loro storie. Un modo affascinante di guardare alla storia contemporanea e alle pratiche di catalogazione e controllo sociale, oltre che una galleria di volti e tipi umani interessantissima, con alcune punte di surrealismo estremo (la dominatrix di inizio novecento fotografata in posa con frusta e altri attrezzi, la travestita con abiti da uomo e nuda, per esempio)

Barbari – Alessandro Barbero (Laterza)
A scuola, molto rapidamente, si studia che l’impero romano è caduto sotto la spinta delle invasioni barbariche. Il che è in parte vero e in parte più complesso. Barbero, che è un eccellente narratore, cerca di ricostruire le dinamiche del rapporto tra l’impero e i “barbari” presentando un’ampia serie di casi, situazioni, personaggi, che aiutano a capire meglio come si siano svolte le cose e danno un’immagine molto moderna dell’impero romano e delle sue politiche. Ovviamente, nonostante la bravura di Barbero, il taglio è comunque ancora abbastanza specialistico e non è che la lettura in treno  sia la sua condizione di fruizione ideale…

1 Commento

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Una risposta a “I libri di settembre

  1. Ciao!
    Ho scoperto il tuo blog cercando altri lettori di saggi storici.
    Anche io ho letto e recensito il libro di Barbero nel mio blog! Se ti andasse di leggerla (è molto breve) e lasciarmi un tuo parere mi farebbe piacere!
    Un saluto!

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