Proibitissimo

Oh, ora che sono scesi in campo i pezzi da novanta, vale a dire Signorini, il secondo tempo del Ruby-gate inizia a farsi davvero interessante. Perché in fondo cosa c’è di più potente che ricondurre il tutto a singole storie di vita, inquadrandolo in una trasmissione di gossip e pole-dance che è un po’ il modello o il riflesso di quello che pare ormai assodato essere il terzo tempo delle libagioni arcoriensi?

Un momento di Kalispera

Ma poi, alla fine, che cosa hanno di concreto in mano i pm?
Mi sono leggiucchiato un po’ le pagine della documentazione (basta cercare e vengono fuori), ho letto un po’ in giro e mi sono fatto all’incirca questa idea:

  1. la cosa più seria e documentabile che c’è è la concussione, vale a dire l’intervento di Berlusconi sulla questura di Milano per far affidare Ruby alla Minetti. Lì c’è poco da dire; c’è una pioggia di telefonate che rende abbastanza semplice ipotizzare che il PresDelCons, facendo leva sulla sua posizione, abbia esercitato pressioni per bypassare la normale procedura di tutela e affidamento di minori.E questa è una cosa che in un sistema politico diverso da quello italiano distruggerebbe più o meno chiunque, indipendentemente dagli scopi sordidi o meno dell’intervento. Ma l’Italia è ormai un caso a parte.
  2. è, come scrivevo sopra, abbastanza plausibile che dopo una certa ora casa Berlusconi si animi di vagonate di gnocca giovane e remunerata per il disturbo, selezionata, coordinata e procurata da Emilio Fede e Lele Mora. Ed è probabile che a queste feste abbia partecipato pure la suddetta Ruby, che stando ai tracciati del telefono, ha passato periodi anche di giorni ad Arcore.
  3. Quello che manca è una vera “pistola fumante” che provi con sufficiente grado di certezza che Berlusconi abbia davvero avuto favori sessuali da Ruby in cambio di soldi. Certo, c’è la telefonata in cui si vanta che lei è il culo, ma non so quanto regga in tribunale quella che potrebbe benissimo essere la vanteria di una ragazzina borderline e vagamente (ma vagamente appena) attention whore. Quindi diciamo che la prostituzione minorile c’è per deduzione.

Certo, quanto uscito sarebbe sufficiente a disintegrare carriere politiche più o meno ovunque ci siano ancora dei leader che dipendono da un partito. Ma in Italia non è più così, i partiti sono emanazioni dei leader (e, per inciso, è quello che il PD non riesce a capire – o se l’ha capito ci ha provato con Veltroni leader, che è come dire Don Lurio pornostar – e che Vendola invece mi pare abbia capito, così come Di Pietro) e quindi probabilmente anche questa tempesta dovrebbe lasciare più o meno indenne Berlusconi. Nel senso che anche se si va a processo se ne riparla tra una cosa e l’altra tra qualche anno.

Cosa resta?
Beh, fa impressione avere modo grazie a questi documenti (legittima o no che sia la loro diffusione; e propenderei per il no, anche se sarebbe curioso scoprire chi della commissione parlamentare li ha diffusi) di gettare uno sguardo di prima mano su un mondo parallelo in cui queste ragazze si muovono tra spettacolo, politica e prostituzione. Tra l’altro, dalle cifre che girano pare di che capire che se chiude la “sala del bunga bunga” sono guai per boutique e negozi di scarpe di Milano. E a un certo punto fa quasi pena leggere di queste che parlano tra loro e dicono “se riduce le cene forse è il caso di iniziare a rubargli in casa”.
Insomma, questo è.
Una piccola storia ignobile, in cui ci toccherà stare avviluppati per chissà quanto.
Mentre intanto succede tutto il resto.

Compreso che a qualcuno in Veneto venga in mente che i libri degli autori sgraditi al governo vadano rimossi dalle librerie pubbliche.
La notizia è saltata fuori in merito a quelli dei firmatari dell’appello del 2004 per Cesare Battisti, ma pare che in Veneto anche quelli di Saviano abbiano subito una sorte simile dopo i suoi interventi sulla mafia al nord a Vieni via con me. E non solo:

L’assessore all’istruzione della regione Veneto, Donazzan (Lega), scriverà ai presidi di tutti gli istituti perché “non diffondano tra i giovani” gli autori in “lista nera”.

È una notizia che fatica a uscire dalle cronache locali ma che mi sembra significativa dell’andazzo: da una parte si urla e si sbraita che si vive in un Paese tiranneggiato dai giudici, dall’altra si lavora per impedire ai cittadini di conoscere idee giudicate inadatte. Io non vorrei vivere domani in un paese dove in biblioteca a Treviso non trovo Saviano e in biblioteca a Bologna non trovo Veneziani o Feltri (vabbeh che l’Emilia Romagna è destinata a venire divorata dalla Lega, ma ci siamo capiti, temo).

5 commenti

Archiviato in Libri, società

5 risposte a “Proibitissimo

  1. Oh avete notato che del Ruby gate non se ne parla piu’!?!?!? Scomparso come se non fosse mai accaduto! Incredibile gli puo’ passare uno tsunami addosso ma sta classe dirigente non verra’ mai spazzata via. Anzi sembra piu’ forte di prima, forte della sopravvivenza al precedente evento. Stanno li senza alcuna vergogna e non curanza verso quella che sarebbe la normale etica che dovrebbe condurre la vita di qualsiasi politico, non dico in Italia, ma nel mondo!

  2. Guarda, mi sono sparato sei stagioni di Lost senza fare un beo. Una storyline tronca in più non cambia nulla.

    (scherzi a parte: finite le indagini c’è più solo il processo, che ha la prossima udienza non so quando. Su perché B. non se ne andrà mai per queste cose avevo scritto un post ai tempi del Noemigate che continua a sembrarmi valido)

  3. All-casi games

    Ma non avete fatto caso che su alcune reti tv “famose” cercavano di minimizzare la storia e vi dedicavano pochissimo tempo durante il tg?
    Non vi siete accorti che ormai viviamo in una dittatura?

  4. Zappatore

    Più cercano di inculcarci l’idea che viviamo in un Paese libero e bla bla bla, più ci ritroviamo spiati e costretti… se Mameli lo avesse saputo oggi canteremo tutt’altra musica!!!!!!!!

  5. (credo che sia il secondo commento di spam da siti di gaming che arriva su questo post; però ho segato il link sul nome, quindi dovrebbe essere innocuo, ora)

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