Breaking the law, breaking the law (AW AW)

Ieri sera ho commesso un reato. Ho violato le condizioni d’uso di un bene che ho acquistato; ma se non avessi potuto commettere questo reato, non avrei mai acquistato quel bene. Quindi, paradossalmente, l’unico modo che avevo per potere fruire di quel bene (creando un profitto al venditore) era quello di commettere un reato.

Confusi?
Beh, fareste bene a esserlo, perché è così che ci si sente tutte le volte che ci si approccia al meraviglioso e delirante mondo degli ebook (noto anche come “perché spendo meno a farmi spedire un pacco di carta dall’Inghilterra che a far trasferire dei byte dal server di Amazon al mio computer?”).
Succede questo.
Io ho un Kindle di Amazon, che è il mio gadget elettronico preferito di sempre (più dell’iPhone? No, l’iPhone non conta; l’iPhone non è più un gadget tecnologico, è un impianto cibernetico, ormai) perché è un raro esempio contemporaneo di oggetto elettronico che ha una sola funzione e che la svolge nel migliore dei modi possibili. Il Kindle, nonostante i suoi molti pregi (tra cui quello di permetterti di acquistare ebook da Amazon grazie alla connessione gratuita 3G incorporata) ha un difetto abbastanza noioso: non legge il formato .epub, che è invece lo standard che sta prendendo piede per i libri digitali. Il perché è presto detto: Amazon vuole che tu compri i libri per Kindle solo da loro, nel loro formato proprietario. Se vuoi leggere un file .epub sul Kindle, devi prima convertirlo con qualche programma come Calibre. E fin qui è solo una scocciatura e niente più. Purtroppo, però, la maggior parte degli ebook che si trovano oggi in vendita in italiano (perché leggere in inglese è bello, ma a volte vuoi anche leggere nella tua lingua madre che è un po’ meno faticoso) sono file .epub protetti con il sistema di DRM (digital rights management) di Adobe, che richiede di installare sul computer un farraginoso programma chiamato Digital Editions per poter acquistare il file e di avere un lettore (come i Sony, per esempio) compatibile con questa protezione per poter leggere il libro. Soprattutto, questa protezione consente di leggere il libro solo su computer o lettori registrati per lo stesso account, fino a un massimo di sei, impedisce la conversione da un formato all’altro (specularmente, avrei lo stesso problema se avessi un lettore Sony o Bookeen e volessi leggere un ebook comprato da Amazon: dovrei convertire il formato di Amazon in .epub).
In pratica, è come se le librerie vendessero libri che… che… che… no, scusate. È una cosa così intimamente digitale che non si possono fare paragoni con i libri cartacei (e infatti la UE tassa gli ebook al 20%, come il software). Ed è una cosa terribilmente stupida anche dal punto di vista dell’editore. In pratica, per paura che chi compra il libro ne diffonda copie illegali, si rende l’acquisto del libro più difficoltoso (devo scaricare il programma di Adobe e crearmi un account, la prima volta; tutte le altre devo comunque aprire Digital Editions per scaricare il file) e se ne limita la fruizione. In parole povere, il potenziale acquirente viene scoraggiato ad acquistare.
Ora. Io vengo da Genova, un posto dove se entri in un negozio il proprietario lo prende come un dispetto; ma lo stesso questa cosa mi sembra assurda. Le case editrici trattano i potenziali acquirenti di ebook come se fossero una comitiva di 13enni che vuole noleggiare un pedalò: ti fanno talmente tante storie che alla fine ti fanno passare la voglia.
Ieri però volevo prendere un libro che mi interessava. Il cartaceo è un mattonazzo che non mi andava di dovermi portare avanti e indietro in treno. Ho visto che c’era l’epub, protetto, e l’ho comprato, tirandomi dietro Adobe Digital Editions. Poi ho scaricato uno script per MacOs (disponibile anche come plug-in multipiattaforma per Calibre) e nel giro di un paio di secondi avevo il mio file sprotetto pronto alla conversione. Ora è al sicuro sul mio Kindle, pronto per essere letto.
Io, per dare dei soldi alla casa editrice, ho dovuto violare le condizioni d’uso. Se non lo avessi fatto, la casa editrice avrebbe perso un acquisto (potrei tranquillamente scaricarlo da un p2p, no?). E mi è venuta voglia di imbarcarmi nella menata di installare Adobe Digital Editions e registrarmi sul sito Adobe solo perché avevo un buono promozionale di laFeltrinelli.it da spendere e un po’ di tempo da perdere per provare il giochetto della sprotezione.
I sistemi di protezione DRM non servono a niente; sono aggirabili da chiunque abbia un minimo di conoscenze tecniche o venti secondi da spendere su Google per trovare la soluzione e non fanno altro che intralciare chi ha comprato il libro.
Cosa dovrebbe avere insegnato la vicenda dell’industria musicale all’editoria? Che la pirateria è attraente non solo perché è gratis, ma perché è più rapida, comoda e offre maggior scelta. Tutti i sistemi anticopia adottati sui cd (tipo quello delirante per cui se mettevi un cd nel computer partiva un lettore musicale autonomo attraverso il quale sentire i brani; diversi lettori cd audio non riuscivano a leggere i cd protetti così e inoltre, beffa delle beffe, bastava tirare una riga con un pennarello indelebile sul settore del cd contenente i dati per bypassare questa protezione) sono stati in un modo o nell’altro craccati. iTunes ha rimosso i DRM dai suoi file, permettendo agli acquirenti di convertirli in mp3 liberamente: ha venduto 4 miliardi di canzoni in un anno, dopo questa scelta.
Gli editori (e i rivenditori come Amazon) di libri, invece, sembrano amare tantissimo l’idea della protezione rigidissima dei loro file. Fanno eccezione quegli editori che hanno scelto di adottare il sistema del “social DRM“, vale a dire un semplice watermark che identifica l’acquirente del file ma non gli impedisce di fare alcunchè: l’ebook può essere convertito e copiato liberamente ovunque. Ovviamente, essendoci un watermark con il tuo identificativo, se lo vuoi mettere in p2p ti conviene o ripensarci o trovare un modo per levarlo.

Comunque, signor edizioni Nord, ieri le ho dato 10 euro (che anche qui, parliamone: mi sa che spendevo meno a comprare il tascabile. Va bene che non ho voglia di portarmi in giro un mattone di alberi morti e che avevo un buono, ma se ordinavo il tascabile da ibs o amazon mi costava meno. È possibile?). Per potere usufruire di quello che ho comprato, ho commesso un’irregolarità. Ho violato il nostro patto.
Ma, mi dica: preferisce così o avrebbe preferito che mi fossi messo a cercare su Emule se qualcuno aveva messo in condivisione il file sprotetto?
Si rende  conto (lei per dire tutti i suoi colleghi) che tutto questo è ridicolo e deve finire al più presto?

15 commenti

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15 risposte a “Breaking the law, breaking the law (AW AW)

  1. eDue

    Di e-Book e DRM ne ho parlato un po’ di tempo fa:

    http://edue.wordpress.com/2009/07/19/a-book-is-a-book-is-a-book-isnt-an-e-book/

    se ti va, facci un giro e dimmi che ne pensi.

  2. Completamente d’accordo con te. Ho dovuto fare la stessa cosa con i libri acquistati dagli store di Telecom e RCS per metterli sull’iPhone.

    La cosa assurda è che tutti i loro tentativi di impedire la copia sono stati vanificati in meno di mezzora e in più mi è toccato sistemare “a mano” un ebook difettoso in partenza.

    A chi giova tutto ciò? Non certo al progresso

  3. This video contains content from Sony Music Entertainment. It is restricted to playback on certain sites.

    LOL. Ciliegina sulla torta.

  4. Pingback: Tweets that mention Breaking the law, breaking the law (AW AW) | βuoni presagi -- Topsy.com

  5. VilCatto

    Mia esperienza. Mi ero ripromesso di NON comprare e-book protetti, nonostante il mio Galaxy Tab supporti direttamente l’ Adobe DRM. Non ricordo da quale vendor compro un romanzo della DELOS (che ha fatto la scelta intelligente di non proteggere i suoi e-books), e questo funziona benissimo con il reader preinstallato sul dispositivo.

    Decido di acquistare il seguito, che trovo sul nuovo Biblet di Telecom Italia. Primo: è necessario installare una appl dedicata – poco male, mi dico. Completo l’acquisto ed il download, sorpresa: per leggere il libro è necessario un account per Adobe DRM. Imbestialito, creo l’account ed installo il tutto. Apro finalmente il mio libro, prima pagina: “Delos Books ha scelto di non imporre nessun tipo di DRM […] Siamo convinti che i sistemi di protezione danneggino solo chi acquista il libro onestamente”

    Ma almeno si mettessero d’accordo editore e distributore !!!

  6. eDue: (copio quello che ho scritto da te) Il punto è che dobbiamo iniziare a ragionare in termini differenti da quelli del libro cartaceo: quando Amazon ti spedisce un libro, ti spedisce un oggetto, quando ti vende un ebook ti garantisce l’accesso a delle informazioni. Doctorow, mi pare, diceva che sarebbe più onesto se Amazon parlasse di ebook “prestati”…

    ragman: infatti, non giova a nessuno. Considera poi che il mercato italiano è ristrettissimissimo, si è mosso tardi e con, temo, un certo grado di pressapochismo. Considerando poi che un agente come Santachiara non ha ancora raggiunto un accordo con gli editori per gli ebook dei suoi autori…

    Rutto: ahahah, non me ne ero accorto (appunto, la stupidità delle case discografiche: voglio fare vedere a della gente quello che è uno spot dei tuoi prodotti e non me lo fai fare. Una cosa che non ho mai capito)

    Faust: uh, non l’avevo letto. Considera che se sei in America, con il Kindle hai accesso alle edizioni digitali di più o meno tutto quello che esce (con le eccezioni: la Rowling non ha ancora dato i diritti per gli ebook) e, alla fine, la questione del sistema chiuso è meno pressante. I problemi diventano più quelli che sono esposti nel link di eDue (e a giudicare dai titoli più venduti per Kindle, una fetta enorme di utenti usa il Kindle semplicemente per leggere letteratura “di consumo” senza inondarsi la casa di libri che una volta letti non toccherebbe più)

    Vil: O___o

  7. Pingback: Mac Blog » Come eliminare il DRM degli ebooks in pochi istanti

  8. eDue

    Come ho detto da me, in realtà non ti garantisce ma ti permette.
    E se ritiene toglie.
    Mi starebbe bene se fosse violazione di domicilio e fosse punibile, non se la chiamiamo “assets management”.
    E sai perché?
    Perché i libri trasmettono conoscenza.

    • Sì, hai ragione, permette.
      Però resta il fatto che l’informazione può essere copiata. E quindi, sapendo a che gioco stiamo giocando, non è così difficile mettersi al riparo da eventuali problemi facendosi copie di backup sprotette.
      Bisognerebbe diffondere un po’ più di consapevolezza sull’utilizzo degli strumenti informatici (come in quel gioiellino di romanzo per ragazzi, ma non solo, che è Little Brother di Doctorow)

  9. @buonipresagi: in Italia i grandi player non solo si sono mossi tardi, ma stanno utilizzando metodi al limite del dilettantesco. Ci sono invece realtà come Simplicissimus (http://store.simplicissimus.it/) che sono avanti anni luce.

    PS: Little Brother è fantastico! Lo farei leggere nelle scuole al posto del Manzoni…

  10. uriele

    guarda, sono un Sonaro e ho lo stesso problema con Amazon… per fortuna in 3 minuti tutto si risolve, ma convertire e sproteggere ogni volta è davvero stressante

  11. Ragman: io temo che nelle case editrici grandi ci siano pochissimissimi utenti di ebook. E per “utenti” non intendo gente a cui hanno messo in mano un ereader dicendo “toh, fatti un’idea”, ma gente che si è mossa autonomamente, che legge in digitale con una certa abitudine, che si interessa alle tematiche in modo un po’ più continuativo che non “ho seguito un corso di una giornata all’AIE”.
    In più c’è il terrore nero della pirateria, senza rendersi conto che tanto i best-seller sono già disponibili sulle reti p2p.
    E, sospetto, ci devono essere anche un sacco di fan dell'”odore della carta” (per i quali avevo trovato una soluzione ineccepibile)
    Quindi, nel complesso, la situazione è grigia.
    Fanno molto meglio soggetti più piccoli e agili, gestiti da gente che è decisamente più dentro alle dinamiche digitali: oltre a simplicissum, a me piace citare 40k books. E poi c’è Quintadicopertina, che ha messo in piedi un sistema ad abbonamento che mi piace (e di cui parlerò in un prossimo post)
    (Little brother in italiano ora si trova solo come ebook a pagamento, il che è un po’ assurdo, visto che l’originale è in creative commons)

    Uriele: sì, mi ricordo che lo dicevi da qualche altra parte…

  12. abo

    Da un paio di giorni mi è arrivato il Kindle, e devo dire che alcune mie perplessità sono state spazzate via. Ti segnalo, anche se è probabile che tu lo conosca già, un plug in che formatta e invia in wifi al Kindle articoli e post trovati in rete:

    http://www.klip.me/

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