Autodifesa – gennaio 2011

Alla fine, come dicevo, ho riflettuto sulla formula di questi resoconti di libri letti; e mi sono reso conto che quello che non mi piaceva più era la presentazione a elenco. I post sui libri del mese erano nati come pubblicazione di un file che avevo iniziato a tenere per me in forma schematica con brevi note. Poi da quando ho iniziato a usare aNobii tenere un elenco del genere è diventato piuttosto superfluo.
Così, ho deciso di impostare questi post in forma molto più discorsiva. Un po’ come la rubrica di Nick Hornby che viene tradotta da Internazionale. O un po’ come un post vero e proprio. Vediamo se funziona meglio.
N.B la grandezza delle copertine non è proporzionale al giudizio sul libro! È solo che alcune aNobii le ha o minuscole o gigantesche.

Gennaio mese potteriano.
More about Harry Potter and the Goblet of FireMore about Harry Potter and the Order of the PhoenixHo iniziato l’anno finendo la lettura di Harry Potter and the Goblet of Fire e già che c’ero, galvanizzatissimo, mi sono sparato al volo anche The Order of the Phoenix (per entrambi, l’autrice è J.K. Rowling e l’edizione quella in paperback della Bloomsbury con le copertine “adult”, che comunque non contengono Emma Watson nuda). Goblet of Fire (quarto della serie) è un vero punto di svolta: riprende il tono più cupo del libro precedente, amplificandolo. Inoltre, il raddoppio delle pagine corrisponde a un aumento ben più significativo della complessità della trama. Per la prima volta si capisce chiaro e tondo che il centro della storia non sono tanto (o non solo) le vicende dell’eroe eponimo bensì il gigantesco e incombente regolamento di conti tra maghi di trentaseiesimo livello. Ho accolto con un grosso grosso grosso sospiro di sollievo la forte riduzione del consueto scenario iniziale con Harry vessato dagli zii e dal cugino, la cui quarta ripetizione sarebbe stata davvero troppo. Alla fine ero così entusiasta del finale che sono partito appena possibile con The Order of the Phoenix, che non solo si mantiene sugli stessi livelli e toni, ma aggiunge anche una venatura politica al tutto che difficilmente mi sarei aspettato in un romanzo “per ragazzi”. Il tentativo del Ministero della Magia di prendere possesso di Hogwarts, la scuola di magia, minandone gli insegnamenti e rendendola di fatto inutile è supportato da una campagna stampa che sfrutta manipolazione dei fatti e gossip per screditare gli avversari. Inoltre, la Rowling introduce un cattivo, la Umbridge, che fa infinitamente più paura del tanto temuto Voldemort: una grigia e minuta funzionaria statale, che porta avanti il compito che le è stato assegnato con stolidezza e pacata ferocia. E che infligge agli studenti una punizione che riecheggia un famoso racconto di Kafka. Sempre senza alzare la voce. The british way to evil. Inoltre, tutta la parte sui primi turbamenti amorosi del dinamico trio è gestita bene, senza diventare mai invadente o stucchevole (così come, anche nel libro precedente, il tentativo da parte di Hermione di far assumere coscienza di classe agli elfi domestici, che invece sono ben felici di essere sfruttati). Ora ho i due libri finali che mi attendono. E credo che non ci vorrà molto prima di finirli.

More about Altri libertiniCi sono libri e autori attorno ai quali ronzi per anni, prima di deciderti. Di Pier Vittorio Tondelli ho letto, pescando qua e là secondo quello che mi sembrava interessante al momento, Un weekend post-moderno, robusta collezione di articoli sugli anni ’80, ma non ho mai letto la narrativa. Quindi ho cominciato dall’inizio, da Altri libertini (Feltrinelli), che è la raccolta di racconti con cui esordì. Trent’anni dopo, è difficile riuscire a immaginare lo scandalo che questi scritti causarono per il loro contenuto esplicito: Tondelli scrive di sesso in modo vitale, gioioso, famelico, disinibito. Ma non in modo gratuito: gli serve per definire i suoi personaggi, la loro fame di vita, di amore. E la scrittura va dietro a questo impeto: sembra sempre di rincorrere i personaggi, viene quasi il fiatone a stare dietro alle loro vite che macinano amori, città e avventure nel giro di poche pagine. È un’intensità che colpisce, rara da trovare.
More about Il tascapaneI “tondelliani”, aspiranti scrittori timidi e con il maglioncino, compaiono in uno dei racconti di Gianluca Morozzi che compongono Il tascapane (edito in ebook da Quintadicopertina). Quintadicopertina è una casa editrice digitale (come 40k e la neonatissima Sugaman), che pubblica cioè i propri testi solo in formato digitale. La sua peculiarità rispetto ad altre realtà simili è quella di avere pensato a un “abbonamento” a un autore (al momento sono due: Morozzi e Francesca Genti): per 12 euro si ricevono nel corso di un anno quattro “libri” che contengono materiali a completa discrezione dell’autore. Un’idea interessante a cui, visto che Morozzi mi piace, mi è sembrato interessante aderire, ricevendo per ora questa prima uscita che contiene una manciata di racconti e i primi capitoli di un romanzo ancora inedito. Tutto interessante: divertente il primo racconto, quello in cui si citano i “tondelliani”, che racconta le esperienze autobiografiche ai concorsi letterari.
More about Editoria digitaleE già che parliamo di ebook, ho letto Editoria digitale di Letizia Sechi (Apogeo, disponibile gratuitamente online), che è un’introduzione, pensata per gli addetti ai lavori, su formati, tecniche, supporti e problematiche del mondo del libro digitale. È spiegato bene, è tecnico il giusto e affronta il problema della ridefinizione del flusso di lavoro all’interno di una casa editrice, che è tutt’altro che secondario.
More about ContentSempre di Apogeo, sempre disponibile online e citato in alcuni passi dalla Sechi è Content di Cory Doctorow, che raccoglie alcuni articoli della sterminata produzione dell’autore americano sui temi del copyright, dell’editoria digitale e della creatività. Qui ho poco da dire, se non cose ottime. Doctorow mi sembra una delle teste pensanti a cui stare dietro in questi tempi e mi ritrovo pienamente su molte delle sue posizioni. In più, come già ho trovato nei suoi romanzi, il suo entusiasmo per il vivere “nel futuro” è palpabile e contagioso. Fosse per me, testi come questi sarebbero letture obbligatorie per tutti.

That’s all folks, la prima uscita è andata.
Qualunque parere è ben accetto!

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