…e poi parlane con Solomon Kane

Il ritorno sulla scena pubblica di Giuliano Ferrara sta regalando grandissime emozioni.
Nella cricca berlusconiana, Ferrara è uno di quelli colti (con Sgarbi e Veneziani, una compagnia da far tremare le vene dei polsi) e che se la tirano tantissimo da intellettuali.
Infatti si è subito buttato in campo, richiamato al servizio attivo dopo che negli ultimi anni si era un po’ ritratto in disparte a reggere la sottana ai vescovi, scrivendo una supposta intervista a Berlusconi che è uno strepitoso pezzo di fanfiction (siamo nell’area “draco in leather pants“), tanto che è pubblicata nella rubrica Soliloqui, sul Foglio:

Lo hanno scritto su tutti i giornali il professor Zagrebelsky, la signora Spinelli, il professor Asor Rosa e tanti altri: bisogna liberarsi di Berlusconi evitando il voto degli italiani, tutti rincretiniti secondo queste élites boriose e antidemocratiche, e ci vuole dunque una iniziativa, cito letteralmente, extraparlamentare’ che punti sull’emergenza morale per distruggere la sovranità politica che il popolo italiano non è degno di esercitare.

Questo è puro Ferrara, tanto che ti aspetti comparire Ritanna Armeni da un istante all’altro.
Tra l’altro i due volponi hanno trovato nella DDR e in quel filmaccio che è Le vite degli altri un nuovo modello di Male Assoluto che sostituisce l’URSS. Giustamente perché magari prima o poi all’amico Putin girano un po’ le palle.
Comunque, poi è comparso in tv, al tg1, a spiegare per sei minuti sei (che in un tg sono tantissimi) perché Berlusconi è un figo e gli altri sono degli stronzi. E lo ha fatto tirando in ballo filosofia e storia. Kant e Cromwell.
Ovviamente, come tutti i bravi cialtroni in cattiva fede, cosa ha fatto? Ha preso dei nomi della Cultura e li ha branditi come clave per aprire la strada alla sua argomentazione. Peccato che, insomma, sarà pure uno di quelli che ha studiato ma forse non ha poi ripassato molto.
Nel video qui sotto un pastore protestante spiega, in modo molto chiaro e piacevole, come Ferrara prenda lucciole per lanterne, parlando dei Puritani. Dura qualche minuto, ma si ascolta con grandissimo piacere (grazie a Dario per la segnalazione)

E peggio ancora gli va con Kant, a cui mette in bocca cose indicibili che, credo, nemmeno io quando presi 4 in un compito in classe sull’orologio umano con il parrucchino da filosofo.

Ma del resto questo è il fantastico mondo di Giuliano Ferrara, che nella sua mente è un eroe controcorrente, scomodo e politicamente scorretto come Barney Panofky. Ma che è talmente pieno di sé da non rendersi conto che, ahilui, è solo uno dei tanti soliti stronzi (in attesa, ma si spera di no, di diventare riverito maestro)

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