Io mi vergogno.

Come si seguono gli eventi nel 2011?
Su Twitter. Io con Twitter non è che vada molto d’accordo. Ma per ricevere aggiornamenti in tempo reale è imbattibile.
E purtroppo finisci per sapere delle cose che avresti preferito non sapere.
Per esempio, oggi pomeriggio ha iniziato a diffondersi la voce che ci sarebbero mercenari italiani alla guida dei veicoli che hanno bombardato i manifestanti a Bengasi:

E quando l’ho letto, ho provato vergogna.
La vergogna perché anche se l’ipotesi (che all’inizio prevedeva addirittura aerei italiani) è abbastanza improbabile, lo stesso non si può dire che non abbia una sua verosimiglianza.
Berlusconi è o non è il grande amico di Gheddafi? Non ha detto che non vuole disturbarlo? Il nostro ministro degli esteri Frattini (tutte le volte che lo scrivo devo rileggerlo) non ha mostrato un olimpionico disinteresse per Tunisia, Egitto e Libia (arrivando a frenare sul documento europeo)?
E poi: vi ricordate qualche mese quando una motovedetta libica ha sparato a un peschereccio sicilano? Vi ricordate che a bordo c’erano uomini della Guardia di Finanza, che urlarono ai pescatori “fermatevi o questi vi sparano”? Ecco. Questo mi fa pensare che non fosse la prima volta che quei finanzieri vedevano i soldati libici sparare addosso a della gente. Quindi forse in Libia una mezza idea che i nostri soldati stiano mano nella mano a quelli di Gheddafi hanno anche ragione ad avercela.
E non parliamo del fatto che i libici fanno per l’Italia il lavoro sporco di ricacciare indietro le persone che dall’Africa cercano di raggiungere l’Italia, con metodi che oggi, con bande di mercenari che sparano sui cittadini libici in giro per Tripoli non possiamo neanche lontanamente fare finta di non potere immaginare.
E il passato coloniale (e chissà dove saranno mai finiti i soldi del risarcimento dei danni di guerra…).
Insomma, se c’è un Paese del Mediterraneo nei confronti del cui popolo abbiamo, credo, dei doveri morali, quello è la Libia. E invece, l’atteggiamento del nostro governo (terrorizzato dall’idea di trovarsi l’invasione di clandestini che Gheddafi ha più volte paventato) fa sì che sia facilissimo per noi essere visti come dei complici ben più attivi di quanto non siamo.
Poi. Io credo di essere più o legittimato a non potermi aspettare che nel giro di un mese il nord Africa mediterraneo subisca degli stravolgimenti politici; ma il nostro governo? Sono anni che se la tirano che sono i fighi della politica estera worldwide e poi dall’altra parte di uno stagno salta tutto per aria e  loro si fanno beccare con le braghe calate?
E quindi, prima ancora dei processi, è per questo che dovrebbero volare teste nel governo, dal capo in giù: perché sono degli inetti. Perché non sanno nemmeno mettersi d’accordo su una giornata una tantum di festa nazionale. Perché hanno mentito per anni dicendo che la crisi non esisteva, poi che esisteva ma che non toccava l’Italia, poi che toccava l’Italia ma ne eravamo fuori e poi che…
Io non è che mi preoccupo per l’immagine dell’Italia all’estero. Non più di tanto. Mi preoccupo per lo stato dell’Italia in Italia. Il resto viene dopo.
Mi preoccupo perché vivo in un paese che può essere considerato senza sforzi di fantasia complice di un capo di stato che sta facendo ammazzare la sua stessa gente.
Il che vuol dire che forse la mentalità di chi ci governa non è poi così diversa da quella di Gheddafi.

7 commenti

Archiviato in politica, società

7 risposte a “Io mi vergogno.

  1. Ci vogliono più post come questo, al di là che le teorie sui militari italiani in Libia siano fondate o meno. Questo governo ha camminato a braccetto di Gheddafi sulla schiena dei libici, e adesso che questi si sono rotti le palle e si stanno alzando l’unica cosa che sa fare è chiedere che almeno ci si metta un tappeto. “Non dobbiamo esportare il nostro modello di democrazia”, ha detto Frattini, e su questo gli dò ragione: dopo un dittatore sanguinario, l’ultima cosa di cui la Libia ha bisogno è di finire in mano a un pugno di ladri e puttanieri. Però mi chiedo come mai non ci siamo fatti problemi ad esportare il nostro modello di democrazia in Iraq, per non parlare dell’Afghanistan. Forse la scusa ufficiale è che lì ci abbiamo portato il modello americano, mica il nostro.

  2. dicksick

    “Io non è che mi preoccupo per l’immagine dell’Italia all’estero. Non più di tanto. Mi preoccupo per lo stato dell’Italia in Italia. Il resto viene dopo.”

    Sacrosanto!

  3. Pingback: La Libia e L’Italia « Episodio XII

  4. giacomo

    Sono d’accordo con tutti i giudizi sul nostro governo però mi sembra ASSURDO e irresponsabile che si possa credere veramente ad un coinvolgimento dei soldati italiani nella repressione della protesta. Il fatto che ” Many people are spreading rumors of Italian involvement. No confirmation.” non vuol dire nulla. Noi siamo visti come i nemici e gli oppressori, giustamente, per quello che siamo stati in passato.
    Non dimentichiamoci però che Gheddafi ha sempre utilizzato, come in qualsiasi dittatura, il nemico esterno come punto di forza della macchina propagandistica.
    Mentre faceva accordi con i paesi occidentali denunciava l’imminente sbarco degli americani o presunti colpi di stato italiani.
    Di conseguenza la gente, a torno o a ragione, considera normale vedere negli italiani il Nemico. Possono essere stati tranquillamente loro, i fedeli al regime o la stampa di regime, a mettere in giro la voce. Così da scaricare ancora una volta sul nemico ogni responsabilità, cercando di coprire le loro responsabilità.
    Credere che i soldati dell’esercito italiano siano impegnati a smitragliare civili inermi nelle pizze di Tripli a braccetto con i mercenari somali è semplicemente assurdo. Ti ricorderei infine che l’Esercito Italiano fa capo al Presidente della Repubblica, non a Fininvest. Almeno per ora.

    • Ma infatti, se leggi bene, io non dico che trovi plausibile un coinvolgimento diretto di forze armate italiane. Ho parlato di “verosimiglianza”, che è una cosa diversa: è una voce che può attecchire perché potrebbe essere vera.
      Credo che qui in Italia nessuno (salvo qualche impallinato) ci abbia potuto credere seriamente; ma in Libia secondo me sì.
      E non solo perché noi italiani siamo IL nemico storico (tanto che a un certo punto Gheddafi ha incolpato l’Italia di armare i ribelli) ma appunto perché il nostro governo ha stretto rapporti con Gheddafi che vanno ben oltre quella che è la norma di un legame d’affari.

      (mercenari somali e soldati italiani difficilmente andrebbero a braccetto. Remember Restore Hope)

      • Sono d’accordo sul fatto che il comportamento di questo governo ha sicuramente fatto si che il numero di “impallinati” che credono che l’esercito potesse essere attivamente impiegato nella repressione sia aumentato. La verosimiglianza riguardo al fatto che l’esercito potesse usare l’aviazione sulla folla dei manifestanti, mi sembra decisamente scarsa.
        Io credo che oggi la priorità di qualsiasi governo europeo sia quella di garantirsi il greggio. Che sia Gheddafi o qualcun altro è secondario, e dato che Gheddafi non sembra in grado di controllare il paese perchè appoggiarlo? Per favorire una guerra civile che porterebbe ulteriore incertezza sull’approvvigionamento energetico?
        A questo punto credo che tutti, comprese le compagnie petrolifere, si augurino che il colonnello sia liquidato il prima possibile.
        L’unica che rimpiangerebbe il colonnello sarebbe la Lega, perchè magari salta l’accordo sull’immigrazione. Magari.

        • Tra l’altro: nell’incertezza del momento, avevo preso per buone le voci che parlavano di bombardamenti sui manifestanti. In realtà, come ho scritto nel post più su, si è trattato probabilmente di attacchi su una base militare passata agli anti-governativi (visto che pare la situazione sia un po’ diversa rispetto a Egitto e Tunisia e lo scenario sia effettivamente più da guerra civile che da rivolta come in quei casi)

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