The place to be

Nieuw Amsterdam, circa 1660

Ciao.
Sono partito. Vado a New York per una settimana. Anzi, ci torno, visto che ci sono già stato (avevo neanche tre anni, dissi che Central Park sembrava l’Acquasola e i miei genitori non mi affogarono nell’Hudson solo perché ero un preziosissimo primogenito).

Spero di venire avvistato a leggere in metropolitana da un agente di Coverspy (più prosaicamente, spero di riuscire a capire come funzionano i cartelli delle fermate della metropolitana). Spero anche di riuscire ad andare a Keap Street (la storia di Keap Street è parecchio buffa; si legge qua).

Può darsi che su Nipresa compaia ogni tanto qualche foto o qualche impressione al volo.
Ma non è detto.

(se incontro Richard ve lo saluto)

4 commenti

Archiviato in il cotone nell'ombelico, musica

4 risposte a “The place to be

  1. A me gli Emigrati mi sembrano (visivamente) la versione finocchia dei Rammstein (e ho detto tutto!)

    Se non vai in pellegrinaggio a Keap Street ti diseredo, e nessuno ti parlerà più alle feste.

  2. Pensa piuttosto a sdebitarti per la preziosisssima copia autografata di X-Nerd che ti aspetta a casa, stronzolo!

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