VitaEterna™ – Backstage

Mercoledì 19 settembre è andato online L’ennesimo libro della fantascienza, il più recente ebook collettivo organizzato da Barabba. Come lascia intuire il titolo, è una raccolta di storie di fantascienza, che si può scaricare (gratuitamente) nei canonici formati (epub, mobi e pdf), raccolti dall’ottimo Many e racchiusi dalla meravigliosa copertina di Isola Virtuale. Sono quasi 700 pagine di storie in italiano, scritte da chiunque ne avesse voglia. Da quello che sono riuscito a leggere finora, ci sono alcune cose fatte davvero bene e in generale il livello, per essere una pubblicazione di “amatori” (anche se dentro c’è quello che nel frattempo è diventato il vincitore del Premio Urania di quest’anno) non è per niente male.
Dentro, poi, ci sono anche, ehm, io. Con addirittura due racconti.
Il primo in realtà è una sciocchezza buttata giù all’epoca di non ricordo che gioco sui racconti di sei parole.
Il racconto di sei parole, pare sia nato da Hemingway, che si dice abbia scritto per scommessa con un amico un romanzo in sole sei parole:

For sale: baby shoes! Never worn.

[Vendo scarpe da bambino. Mai indossate.]

La mia versione del gioco è questa:

Te li ricordi, gli esseri umani?

Una saga cosmica in sole sei parole. Prendi questo, Ernest!
(altri esempi sono raccolti su Wired)

Accanto a questa facezia, che credo mi valga il titolo di racconto più breve del libro (ce n’è uno di tre parole, ma se non leggi il lungo titolo non ha senso), mi ero messo in testa di contribuire anche con qualcosa di un filo più strutturato, quello che è poi diventato VitaEterna™. Se volete leggerlo, lo trovate qui, a pagina 307 oppure sul blog del libro. Non è lunghissimo, nelle mie intenzioni dovrebbe leggersi anche abbastanza alla svelta. Non ci sono neanche descrizioni, quasi solo dialoghi.
Sono abbastanza soddisfatto di come è venuto fuori, ma ci sono un po’ di cose che non avevo lo spazio per dire e che qua posso dire. Niente spiegoni, mi pare che si capisca tutto abbastanza bene. Solo l’equivalente dei “contenuti speciali” di un dvd.

It’s just a jump to the left.

(spoiler)

Dopo avere scartato l’idea di aggirare il diktat “no fantasy” scrivendo un po’ di sword & sorcery mascherata da fantascienza ambientando tutto su qualche pianeta remoto e mettendo tizi con pistole laser al posto degli stregoni che lanciano dardi incantati, sono tornato a un’idea nata parecchi anni fa, dopo La Potenza di Eymerich, una fan-fiction collettiva dedicata all’inquisitore di Valerio Evangelisti.
Partendo da uno spunto fornito dai Kai Zen, alcuni superstiti del gruppo di quel romanzo collettivo (tra cui io) avevano cercato di mettere insieme un romanzo per il Premio Urania insieme ad altri superstiti del gruppo che aveva scritto Spauracchi. Dopo molto entusiasmo iniziale, la cosa si arenò miseramente e ognuno andò per la sua strada. Però l’idea era stimolante: un futuro in cui non muore più nessuno, in cui l’umanità è riuscita a sconfiggere non solo la morte ma anche la pulsione a uccidere. Un futuro in cui a un certo punto qualcosa va storto e una setta decide di riportare le cose all’ordine naturale, per cui si nasce, si vive e si muore. O almeno questa era l’idea che avevo io; da qualche parte avevo anche scritto una sorta di capitolo zero, con il primo omicidio dopo secoli di tranquillità.
In quello che è diventato VitaEterna™ ho usato solo una parte dell’idea, quella dell’umanità che trova un modo per aggirare la morte, sostanzialmente trasferendo tutto in the cloud. All’inizio, nei miei piani le due entità dovevano riuscire a fermare VitaEterna, instillando negli esseri umani l’idea che quello che stavano facendo era sbagliato. Probabilmente il racconto doveva concludersi con una spedizione di hacker/pirati che facevano esplodere la Morte Ner… ehm, il megapianeta artificiale dove erano custoditi gli archivi di VitaEterna. Ma era noioso.

Alla fine ho trovato più divertente l’idea che noi altri esseri umani siamo della gente piuttosto intraprendente e in grado di fare delle cose abbastanza strepitose se ci mettiamo d’impegno. E anche della sublimi teste di cazzo.
Quindi l’idea di avere un tizio entusiasta (quell’entusiasmo un po’ alla Doctor Who) che annuncia a chi governa gli Universi che abbiamo appena mandato a puttane l’ordine delle cose mi sembrava molto più divertente.
E così finisce il racconto.
Probabilmente, il racconto di sei parole è in realtà l’epilogo di questa storia, perché non è che la passi liscia, se combini una cosa del genere. Oppure no, forse è andata bene e gli umani sono diventati gli eroi di tutti gli Universi esistenti.

Ci sono alcune piccole cose nascoste nella storia:

– un omaggio alla cornice narrativa di uno dei più bei speciali di Dylan Dog, “Gli orrori di Altroquando” di Sclavi e Micheluzzi;

– una citazione di uno dei miei scritti preferiti di Umberto Eco, quello con gli archeologi del futuro che leggono i testi delle canzoni di Sanremo (e non solo) credendo che fossero il vertice della poesia della nostra epoca. In questo caso tocca ai Guns n’ Roses e ai Take That;

– la figura di Steve Jesus nasce un po’ dall’idea qui sopra e un po’ da un bellissimo post di Leonardo;

– il modulo 38bis è ovviamente parente del famigerato lasciapassare A38 di Asterix;

– alcune delle parole sbagliate del traduttore usato dall’umano sono messe a caso. Alcune no (come “paperotto” invece di “qui”); è una cosa che non serve a niente nell’economia della storia, solo mi piaceva l’idea che la comunicazione tra esseri che in comune non hanno niente fosse un minimo complicata. E poi volevo mettere da qualche parte la parola “sciabordio”.

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3 commenti

Archiviato in Libri, paperback writer

3 risposte a “VitaEterna™ – Backstage

  1. M’hai incuriosito. Soprattutto sciabordio :-)

    ‘mo vado, scarico e torno (see…)

  2. Dai, grazie. Sono curioso di avere qualche parere sul racconto :)

  3. Pingback: 3 giorni dopo | buoni presagi

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