Non ci sono montagne alte abbastanza

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C’è una scena di quel filmaccio su Jerry Lee Lewis in cui il protagonista è costretto a suonare prima di Chuck Berry, nonostante sia lui quello che vende più dischi al momento. Allora mette su un esibizione tiratissima, che conclude dando fuoco al pianoforte. “Sono tutti tuoi,” dice alla fine al povero Berry, andandosene dal palco.

Ecco, “Guardiani della Galassia” fa lo stesso con il nuovo film di Star Wars in lavorazione.

Già il povero JJ Abrahms doveva sudare le proverbiali sette camicie per ridare fiato a un franchise che Lucas aveva cercato di disintegrare in tutti i modi possibili; ora si troverà pure a doversi confrontare con l’ingombrante spettro di un film che ha messo in scena tutto quello che di spettacolare c’era nella saga senza neanche un filo delle menate sulla Forza e il Lato Oscuro di cui, in fin dei conti, non è mai fregato niente a nessuno. Tanto appunto che quando Lucas ci ha propinato tre film in cui la cosa era costantemente in scena con la delicatezza di un panzer abbiamo tutti pregato per una morte rapida (ancora più che per Jar Jar Binks o per la faccia di fango del cane che interpretava Anakin).
Pensare che è tutto in casa Disney. E che in vista dell’acquisizione di Star Wars la stessa Disney aveva fatto di tutto per soffocare nella culla il promettente John Carter.
E invece, BAM, ti spunta dal nulla questo gruppo di personaggi improbabili ripescati dai meandri dell’Universo Marvel da una serie divertentissima e in due ore porta a casa un film in cui c’è tutto: azione, tamarragine, il famigerato sense of wonder, guasconeria, personaggi larger than life, UN PROCIONE CON IL MITRA (ed è tutta di colpa di Paul McCartney, pensa un po’), un sacco di risate, Space Invaders a tradimento, persino il Tempo delle mele…

La cosa più folle di tutte è che questa roba, sulla carta un suicidio commerciale, ha sfondato il botteghino.
Il che è straordinario perché vuol dire che “Marvel” è evidentemente diventato un marchio capace di portare al cinema molta più gente di quanta compri o comprerà i fumetti. E a questo punto, se è andata bene con questa, c’è il rischio che davvero si azzardino a portare sullo schermo più o meno qualsiasi cosa dal titanico serbatoio della Casa delle Idee; e non so se abbiamo abbastanza pop-corn, da queste parti. Poi non è detto che tutto venga bene (ciao, Agents of S.H.I.E.L.D.), però magari va a finire che ci scappa fuori un film decente sul Punitore (a questo punto è lecito anche aspettarsi il Punitore sopra le righe della prima gestione Ennis?). E magari pure il remake di quel film evocato alla fine…

Comunque: auguri JJ.
Ne avrai bisogno, con tutti quei pianoforti in fiamme.

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