Dissolvenza in ottarino

Terry Pratchett è morto.

Non lo leggo da parecchio, ma quando decisi di aprire un blog ero parecchio preso dalla trilogia iniziale del Mondo Disco. Però Scuotivento su splinder era già preso, così guardai sul comodino, dove c’era Good Omens, il libro scritto a quattro mani da Pratchett e Neil Gaiman. Decisi che Buoni Presagi suonava bene; poi avevo pure fatto firmare il libro da Gaiman, sicuramente avrebbe portato bene. 

Quando Pratchett passò da Bologna qualche anno fa gli organizzarono una presentazione alla sezione per bambini della Sala Borsa, moderata da due docenti di pedagogia che piantarono tutto un pippone sul fiabesco che probabilmente avrà fatto rivalutare a Pratchett l’Alzheimer. Lo so, non è bello scherzare sulle malattie (specie quelle più spaventose di qualsiasi altra cosa mi possa venire in mente), ma lo fece lui stesso. Cioè, non disse che per fortuna non ricordava più bene le cose, ma lo ripetè un paio di volte. 

Pratchett era un sostenitore del diritto di decidere quando e come andarsene in maniera dignitosa. Non ho ancora letto nulla sulla sua fine, ma gli auguro di non essere stato sorpreso dalla comparsa di quel tizio in nero che parla TUTTO IN MAIUSCOLO.

(Tra le varie invenzioni adorabili del Mondo Disco, mi piace ricordare la biblioteca della Unseen University, i cui libri sono incatenati agli scaffali non per evitare che possano essere danneggiati ma per evitare che danneggino i lettori)

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