I Roberto Saviano del non capire nulla

 

La prima cosa che ho scritto su Facebook appena saputo quello che stava succedendo il 13 novembre a Parigi è stata

Una buona tragedia non è tale se dentro non c’è almeno un pizzico di farsa. Come il fatto che un gruppo di allegri cazzoni come gli Eagles of Death Metal siano finiti in mezzo alla mattanza di Parigi.

Ognuno rapporta quello che succede a quello che conosce: sono stato una volta sola a Parigi, nel 1992 e non vado allo stadio, ma ho ascoltato parecchio “Death by sexy” degli EODM. È un disco che inizia con una risata, come fa a non piacerti un disco che inizia con una risata?
Sulle prime, l’identità del gruppo che suonava è stata in secondo piano, nel racconto e nei commenti. Giustamente. Poi, a mano a mano che si spolpava il grosso della carogna, qualcuno ha addentato “le aquile del metallo mortale”.
E si è scoperto che il giornalismo italiano (e parte dell’opinione pubblica) ha alcuni lievissimi problemi a concepire l’esistenza di un gruppo rock che non è i Foo Fighters. Vi ricordate? Quest’estate erano tutti entusiasti di questi 1000 esseri umani giovani, carini ed entusiasti che suonavano tutti insieme “Learn to fly” è di Dave Grohl che annuncia il concerto a Ravenna. Poi, in un attimo, si accende il riflettore più grosso del mondo su un gruppo che non combacia perfettamente con il profilo del “gruppo rock positivo che ti sprona a dare del tuo meglio” (prima o poi i FF scopriranno Morandi, faranno una cover di “Si può dare di più” con Roger Taylor che fa Ruggeri ed esploderà internet) e si spalancano le porte dell’inferno.
Per uno di quegli scherzi del destino che sembrano fatti apposta per dare fiato agli stolti, al Bataclan il massacro è iniziato quando gli EODM stavano suonando “Kiss The devil”, una cantilena blueseggiante con accelerazioni il cui testo si domanda chi limonerà con il diavolo e canterà la sua canzone, implicando che il vecchio Lucifero sia un poveraccio che nessuno si caga più (che poi è un po’ lo stesso concetto di “Sympathy for The Devil” dei Rolling Stones, in cui il principe del Male ci fa la figura di uno che va in giro a scocciare la gente sciorinando il curriculum perché altrimenti non lo riconosce nessuno e richiede un po’ di comprensione)

In più, c’è quel nome.
Gli EODM sono credo l’unico gruppo al mondo che abbia nel proprio nome il nome di un altro gruppo: gli Eagles. Il tutto nasce da una discussione sul Death Metal, raccontano le cronache, nel quale qualcuno cercò di convincere l’interlocutore che un qualche gruppo fosse un gruppo Death Metal. Qualcuno se ne uscì con un “dai, ‘sti qua sono gli Eagles del death metal”, che in inglese si dice appunto “Eagles of Death Metal”, che sembra il nome di un gruppo metal cazzutissimo e che invece, sorpresa, è il nome di un gruppo che suona, boh, una specie di garage rock un po’ anni settanta.

(parentesi:la prima volta che ho sentito parlare degli Eagles of Death Metal, all’epoca di Death by Sexy, sono convintissimo che la versione dell’origine del nome avesse a che fare con i Poison. Scopro invece da Wikipedia che “gli eagles del death metal” sarebbero invece i polacchi Vader, con tanto di fonte. Nella discussionedella pagina wiki, un utente segnala però che Josh Homme a volte si diverte a prendere in giro i giornalisti (e l’intervista è rilasciata a un giornale di Praga – non il sobborgo di Varsavia, quella nella Repubblica Ceca).
Su internet, le versioni che citano i Poison sono poche e per lo più in italiano (tipo).
Inizio a sospettare che la mia versione provenga dalla wiki italiana, benché qui ci sia una testimonianza di un tempo in cui anche la pagina di wikipedia in inglese citava i Poison.
Va beh, per farla breve: qualcuno ricorda di avere sentito parlare dei Poison come gruppo all’origine del nome, prima del 13 novembre? Fine parentesi)

Comunque, nei giornali italiani sono diventati (non mi invento nienteAquile del Metallo Mortale Eagle of the Death – Aquila della morte. Per non parlare dell’enorme confusione sul fatto che si trattasse di un gruppo heavy metal. E fin qui siamo nel campo della cialtronaggine giornalistica, quel fenomeno che ti spinge, siccome sei una firma, a non aprire nemmeno internet per controllare le informazioni minime su quello che stai scrivendo (per scrivere la parentesi qui su sul nome ho perso tre quarti d’ora, ma io sono solo uno qualsiasi che scrive su un blog, mica ALDO CAZZULLO).
Poi arrivano quelli che concorrono al premio “Feltri a Utoya”. Vi ricorderete la storia: Breivik si presenta su un’isola armato fino ai denti a fare il tiro al bersaglio con i giovani di un partito norvegese per difendere l’europa bianca e cristiana (curiosamente in quell’occasione non chiedemmo ai cristiani moderati di dissociarsi dall’attacco), ne ammazza 77 da solo (me lo immagino che legge il giornale il 14 novembre, scuote la testa e sussurra “dilettanti”) e il giorno dopo Feltri scrive un editoriale in cui critica i sopravvissuti e le vittime perché non si sono organizzati per fermarlo. La colpa è sempre di chi muore.
Ecco, da quando è stato diffuso il video del momento in cui il concerto degli EODMetal al Bataclan è stato interrotto dagli spari è stato tutto un darsi di gomito sui musicisti che scappano “a gambe levate”. Ora, vorrei ben capire che cosa avrebbero dovuto fare, secondo questi Chuck Norris da tastiera. Alzare il volume degli amplificatori a 11 e spazzare via gli assalitori con un’onda sonica? Urlare “sparate prima a noi”? Convincere i terroristi a non sparare nel nome dell’amore? Pensare “figo, come Dimebag!” e starsene lì in bella vista, illuminati e rialzati, a farsi sparare addosso? Sembra quasi che si debbano scusare per essere ancora vivi; ma se avete visto l’intervista a Vice vi sarete accorti che l’esperienza non li abbia propriamente lasciati indifferenti. Però sono musicisti, sono americani, sicuramente è lecito pigliarli per il culo.

(adesso lo so che arriva quello che ha già capito dal primo lancio di agenzia che è tutto falso e che comunque sono stati gli ebrei e chiede perché non hanno sparato subito sui musicisti, che erano sul palco ben illuminati; ma immagino che se non sei un tiratore esperto e il tuo obiettivo è fare il massimo dei danni nel minor tempo possibile sfruttando l’effetto sorpresa tirare su una massa compatta sia molto più semplice che tirare su bersagli isolati, in movimento. Fine del momento “consigli per il massacro”)

Uno straordinario esempio di come si possa non sapere nulla di qualcosa eppure volerne scrivere sta nella finta lettera di un padre (vedovo) alla figlia (l’unica) morta al Bataclan, che tanto ha girato su internet. Il testo è dichiaratamente narrativo (“Simulazione letteraria”, qualsiasi cosa voglia dire) ed è un incredibile esempio di bassa pornografia sentimentale, l’equivalente emotivo di una tizia con le labbra a canotto e le tette sferiche che si fa scopare dal garzone della pizzeria perché non ha contanti.  Guardando continuamente in macchina.
A un certo punto si legge:

Ti avevo detto che, fosse stato per me, a quel concerto non ci saresti andata. Un concerto degli Eagles of Death Metal con quel ragazzo che ti porti dietro da due anni. Quel Thomas. Dovevi darmi retta Leá. Invece di arrabbiarti dovevi darmi retta, dirmi che ero stato un buon padre e che non ti avevo mai fatto mancare niente. Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che Thomas ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone, se così possiamo chiamarla, che mettevi sempre quando litigavamo.

Io non so quanti anni abbia l’autrice di questo testo. Non voglio nemmeno saperlo. Mi basta godermi lo straniamento cosmico di questa deriva per cui gli EODM in quanto gruppo, finalmente, rock, vengono assorbiti in quella mitologia rock degli anni ’80 italiani: il rock che ti salva la vita, il concertone rock a San Siro, cantare tutti abbracciati le canzoni della tua vita. Su quale canzone degli EODM Thomas aveva chiesto Leá in isposa? È un dubbio su cui mi arrovello da stamattina. E sarebbe una storia molto figa da raccontare; ma siccome non la racconti, gli EODM si trasformano nel gruppo rock generico che potevi trovare nelle storie di Nicoletta sul Giornalino.
Perché insomma, l’idea è che questa cosa del divertirsi non va bene. Ma viene riabilitata perché in realtà Leá non è andata al concerto perché ne aveva voglia ma perché non era solo divertimento.
Ecco: no. Ma proprio NO. N O.
Nella rivendicazione, si parla di “Bataclan dove erano riuniti centinaia di idolatri in una festa di perversione”. La lettera a Leá, che cito perché ha avuto una diffusione su Facebook preoccupante, il che vuol dire che ha toccato dei nervi scoperti, dice “guardate che non era una festa di perversione, era una cosa importante per i nostri giovani“. E invece no: gli EODM parlano di figa.

Fanno copertine con le donne ignude.
Fanno della musica veloce, divertente, che ti fa venire voglia di ballare. E sostanzialmente non hanno grandi verità da raccontare a nessuno.
E, sorprenderà, ma a un sacco di gente piacciono per quello, perché sono divertenti e un po’ volgari, senza bisogno di cercare altre motivazioni, di nobilitare quella che è semplicemente voglia di divertirsi e di godersi il breve passaggio su questa terra.
Se quello di Parigi è stato un attentato al “nostro” stile di vita, dobbiamo metterci d’accordo su chi siamo “noi”. Credo nessuno si sia messo a dire “eh certo, ma il calcio…” o “eh certo, ma la cucina orientale”. “Eh certo, ma il metal / il rock satanico…” invece si sono sentiti in diritto di dirlo in un sacco di gente; condendo poi il tutto con un po’ di paternalismo tipo “va beh, ma comunque è quello che piace ai nostri giovani” (manca solo il discorso sul disagio giovanile). Io non credo che la mia cultura di riferimento sia la stessa di uno che scrive le cose che scrive Blondet o quelle che scrive Langone. E credo che se questi si sedessero a discutere con qualche ideologo di Daesh troverebbero delle interessanti convergenze sui punti di fondo, al di là delle divergenze sugli aspetti più superficiali.

Quindi, in sintesi: se il Bataclan era il bersaglio principale, beh, hanno sparato a noi. A quelli a cui piace divertirsi ascoltando qualcuno che canta delle cose sceme sul diavolo con le chitarre imballate e la voce in falsetto e che ha fatta un disco con la sua faccia sulla tetta di una tizia. E nessuno vuole la vostra compassione pelosa, il vostro paternalismo. Perché domani sarete a tempestare i vigili di telefonate per il bar che tiene la musica fino alle 23 e siete già lì entusiasti all’idea del Bomba di TAGGARE.
Come al solito, dobbiamo essere grati al RUOACK (come direbbe la Maugeri) per avere messo in chiaro le cose.

(nota finale: ho una stima per Dave Grohl come musicista e persona che non è possibile quantificare. Trovo solo seccante che i Foo Fighter siano diventati il più grande gruppo rock del mondo praticamente per mancanza di concorrenti e con pochissimi pezzi davvero memorabili. Però sono tipo la miglior cover band dell’universo. Poi certo, un giorno ci renderemo contro che Dave Grohl è un po’ un Gianni Morandi [di Facebook] post-grunge, come già se ne sono resi conto loro)

(doppia nota finale: il titolo di questo post fa il verso a un episodio di Boris in cui il regista Renè Ferretti viene iperbolicamente – e in modo totalmente gratuito – definito “il Roberto Saviano della televisione italiana”. Non so cosa abbia scritto il Roberto Saviano reale sul Bataclan; quello evocato nel titolo è robertosaviano come “luogo dell’anima”, per così dire)

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11 commenti

Archiviato in musica, società

11 risposte a “I Roberto Saviano del non capire nulla

  1. Post troppo lungo, mi son persa, l inizio molto interessante poi ripeto mi son persa via. Provo più tardi da PC….

  2. asproposito

    sui fu faite concordo con maddeddu quando dice: perché accontentarsi dei cloni quando abbiamo almeno 3 buoni dischi degli originali?
    (4 considerando l’ unplugged mtv, mi perito di aggiungere)

    • Ma magari i Foo Fighters fossero cloni dei Nirvana, mi viene da dire (poi ho sempre la curiosità, dato per scontato che se Coabin non si fosse sparato avrebbe comunque finito per sciogliere i Nirvana, che cosa ne penserebbe oggi di Dave Grohl che diventa il signore del mainstream)
      (Dave Grohl ha un grado di separazione sia con Darby Crash che con Freddie Mercury, attraverso i loro ex chitarristi, non è pazzesco?)

  3. Eugenio

    Bell’articolo. Comunque gli EODM suonano “stoner”, è un genere molto preciso e anche parecchio radicato ormai. Non proprio “Una specie di garage tipo anni ’70”. Ma vabbè 😬

  4. D’accordo su tuttissimo. p.s. gli EODM NON fanno stoner, i Kyuss facevano (e anzi inventarono) lo stoner :-)

  5. Visto che so il ceco, sai dove potrei recuperare l’intervista di Josh Homme?

  6. rrrae

    ah ah ah gli EODM stoner? questa è forse piu’ grossa degli EODM che fanno Death metal. Bel pezzo, cmq.

  7. Roberto Saviano come luogo dell’anima!! Sto ancora ridendo! :D Ottimo articolo, grazie per i molti spunti di riflessione e sopratutto per la tua accuratezza.

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