Sette anni di canzoni di Natale

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Buon Natale (il panettone) è la settima canzone di Natale che i Keap (cioè io alla chitarra e al basso ed Enrico e Dario alla voce) pubblicano in sette anni.
Sette anni precisi, perché era il 21 dicembre 2009 quando pubblicammo la nostra prima canzone natalizia.

(attenzione, da qui in poi è tutto un trionfo di sguardo fisso sul mio ombelico)


L’idea mi era balenata in testa attorno alla fine di ottobre. Credo fosse colpa dei Darkness e della loro Christmas Time. O dei Twisted Sister e del loro divertentissimo disco di cover natalizie. Non ricordo bene.
Di certo, ho buttato giù le prime righe di un ipotetico testo per un pezzo rock a tema natalizio in treno tra Bologna e Genova. “Santa is riding a Harley and speeding at full throttle”.
La sera, arrivato a casa, ho buttato giù un ritornello (volevo una canzone che iniziasse con il ritornello, come She loves you o From me to you o Can’t buy me love) e una strofa. Il pomeriggio dopo, Dario ed Enrico (che faceva così il suo ingresso ufficiale nei Keap) erano da me. Abbiamo scritto il testo e registrato le voci in un pomeriggio. Ridendo come dei matti.
La storia, in breve, era diventata quella di Babbo Natale che si lamenta della fretta con cui deve fare il proprio lavoro, senza gratificazioni, senza neanche un ringraziamento o nessuno che gli lasci più nemmeno latte e biscotti. In mezzo, siamo riusciti (e ne siamo molto orgogliosi) di tutto: Somebody to love dei Queen (il coretto “working hard“), un qualsiasi gruppo metal (“In finlaaaaaand”), Cryin’ degli Aerosmith (la seconda strofa è un calco abbastanza palese), Last Christmas degli Wham! (all’inizio della terza strofa), Sheer heart attack dei Queen (in mezzo a Last Christmas) e Happy Xmas di John Lennon (per fare le cose per bene abbiamo scelto di avere John e Yoko come ospiti).
La post-produzione ha preso un pochino di tempo in più della registrazione, ma il risultato finale è ancora di tutto rispetto e, per me, resta un tangibile ricordo di uno dei pomeriggi più divertenti della mia vita.

Per i completisiti, è ancora online il XMAS PACK, che contiene l’mp3, la copertina e ben due libretti alternativi nel caso uno si voglia fare il cd fisico.

L’anno dopo, le cose vanno mooolto meno lisce: Dario è stato trasferito per lavoro in Puglia e quindi le possibilità di incontrarsi tutti e tre per registrare sono praticamente nulle. Io ed Enrico cerchiamo di rimediare ma quello a cui iniziamo a lavorare non ci soddisfa appieno e non abbiamo abbastanza tempo per rimetterlo a posto. Scatta allora il piano “paraculi”.
L’anno prima, in coda alla canzone di Natale, avevamo registrato le parti vocali (al volo, letteralmente “buona la prima”) di una canzone che avevo da parte da anni, un rock and roll semplice semplice che parlava di una festa sulla spiaggia che si concludeva con un’onda anomale che spazzava via tutti. Ora: non è che Natale è d’inverno in tutto il mondo, no? Mio fratello, che stava in Australia, lo festeggiava in spiaggia. E così, cambiato il primo verso da “Summertime is here again” in “Christmas time is here again”, aggiunte due campane, abbiamo salvato il Natale con Christmas in Australia.

L’anno dopo, eravamo pronti quasi in largo anticipo; in fondo dovevamo solo finire il pezzo dell’anno prima. La struttura era semplice (e gli accordi pericolosamente simili alla prima canzone): la strofa elencava brani di Natale, i ritornelli erano lo sbrocco di gente impegnata nello shopping e nella corsa al Natale che non vuole essere disturbata da poveri e gente che manifesta (era l’anno di Occupy Wall Street).
La canzone finì per cantarla tutta Enrico, con Dario che appare solo nei ritornelli: le tracce che ci aveva mandato (dal suo esilio pugliese) erano troppo sporche per potere essere usate come voce principale. Io mi divertii a registrare abbastanza chitarre da sentirmi, se non Brian May, almeno Brian April.
Ne montammo anche un video, visto che avevamo tempo.

L’anno dopo, arriviamo al Natale 2012. Dovrebbe finire il mondo.
E infatti noi rispondiamo con Last Xmas (Mayan Style), un pezzo di pop drammatico alla Morrissey (io schifo gli Smiths, ma il Morrissey solista non mi dispiace) con il testo scritto da Dario e, di nuovo, cantato da Enrico (sì, di nuovo la qualità dei file). Anche qui facciamo un video: chiediamo sull’internet chi ha voglia di darci una mano, gli/le mandiamo una frase del testo chiedendo di scriverla da qualche parte con una tecnica a piacere e di mandarci la foto. Tappiamo i buchi con delle foto che facciamo noi nelle nostre camerette e, voilà, la canzone è servita. Per registrarla, sfrutto la meravigliosa Stratocaster del mio coinquilino, che dà quel bel suono squillante all’assolo iniziale. In mezzo, faccio del mio meglio per trasformare una nota melodia natalizia in un assolo.
Con questo pezzo si chiude la “Xmas saga”, che inizia con la canzone del 2011, nella quale l’umanità dimostra di avere perso lo spirito natalizio, prosegue con quella del 2009 (Babbo Natale denuncia tutta la sua stanchezza) e con quella del 2012 (Babbo Natale dice “va beh, ma che cazzo mi frega, è l’ultimo Natale”) e termina con il pezzo del 2010 (Babbo Natale fugge al mare, ma durante i festeggiamenti sulla spiaggia lo tsunami si abbatte e si porta via tutti).

Nel 2013 uniamo una melodia frizzantina a un testo intriso di pessimismo cosmico: la canzone si chiama Merry Xmas, la scrive Dario e, per la prima volta, la cantiamo tutti e tre. Mi costringono infatti a cantare la prima strofa, che ho scritto io (qualche mese dopo Dario si accorgerà che le prime due frasi, “merry Xmas, everybody is having fun” vengono dalla canzone di Natale degli Slade). I ritornelli li canta Enrico, ma ci mettiamo in mezzo anche il suo coinquilino Edu, che canta in un gruppo chiamato Capibaras, pure dotato di una tradizione di video natalizi di buon augurio. Siccome la loro cover che noi preferiamo è quella di Feliz Navidad di Josè Feliciano, lo costringiamo a regalarci un controcanto (un paio di volte Keap e Capibaras hanno unito le forze per suonare, tra le altre cose, un grande classico degli anni ’90)
Incredibilmente, pure di questa riusciamo a fare un video. È l’anno dei “forconi” e della foto in cui dei poliziotti sembrano reggere un cartello con uno degli slogan della protesta. In tempo zero era nata una pagina FB che raccoglieva le migliori parodie della foto, con scritte sempre più assurde sul cartello. In una sera, abbiamo incollato sul cartello i versi della canzone, le nostre facce su quelle degli agenti, e fatto il video.
(La copertina invece è un inside joke per fan del Signore degli Anelli)

Al 2014 arriviamo con meno sprint di quanto avremmo voluto. Io riciclo un giro abbastanza semplice (non che gli altri siano i Genesis) e il testo, la lamentela questa volta degli elfi di Babbo Natale costretti a sgobbare per il ciccione, è un po’ un rovesciamento di prospettiva di quello della prima canzone. Per la prima volta, Dario registra le sue voci a casa sua ed Enrico pure, senza che ci incontriamo mai. Il risultato è un po’ slegato, sia sul piano della resa audio sia su quello della coerenza interna e, boh, è la mia canzone meno preferita delle sette. Lo strano finale è dovuto al fatto che la canzone doveva in origine modulare un tono più in alto (come a Sanremo), poi nessuno ha fatto in tempo a registrare un ritornello più alto e allora l’ho risolta così.

E così, rieccoci arrivati al 2015.
La canzone è nata in un pomeriggio tra me ed Enrico. In origine doveva essere in inglese ed essere una variazione sul tema del Canto di Natale, poi Enrico se ne è uscito con questa idea dell’italiano e delle decorazioni di Natale che escono sempre più presto e la cosa si è più o meno scritta da sola (con la benedizione di Dario). Ne è venuto fuori un pezzo che mi soddisfa tantissimo, con un ritornello che funziona benissimo con le due voci e delle parti di chitarra che suonano come volevo.
Insomma, un anno dopo l’altro questo piccolo rituale continua a tenere botta e divertirci.

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3 commenti

Archiviato in il cotone nell'ombelico, musica

3 risposte a “Sette anni di canzoni di Natale

  1. Mitchthefly

    stima infinita per i Keap.

  2. torgul

    Siamo diventati un gruppo di Natale…

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