I tentacoli del gender

Octopus

Quando c’era Berlusconi succedeva questo: lui diceva una cazzata immane, tipo quella del fascismo che mandava gli oppositori in vacanza, qualcuno si incazzava e, poco prima che lui la smentisse o dicesse di essere stato frainteso, entrava in modo una macchina mediatica che si dedicava all’approfondimento, alla discussione. Nessuna affermazione agghiacciante non era degna di essere analizzata, discussa, il suo tema reintrodotto nel dibattito pubblico.
Appunto, a un certo punto ci toccò metterci a discutere dell’umanità del confino, perché Berlusconi rappresentava tot milioni di elettori e quindi, dicevano giornalisti e opinionisti “amici”, le sue affermazioni erano sempre degne di discussione.
Oggi Berlusconi c’è sempre ma non è più davvero Berlusconi.
Ve ne accorgete perché non è iniziato tutto un dibattito medico-sociale sugli sforzi che può compiere una donna in gravidanza, sugli impegni di una mamma e di un sindaco.
In compenso, ci è rimasta cosa che dobbiamo metterci a discutere delle idee di chiunque. O che dobbiamo parlarci.

Su Tumblr, un mese fa, CoqBaroque scriveva:

Genitori io vi avviso: in Kung Fu Panda 3, Po trova il suo padre biologico (panda) e insieme al suo padre adottivo (oca) decide che quella è la sua famiglia. Panda maschio, oca maschio e lui, panda maschio.
Quando i vostri figli vi chiederanno di andare a vederlo al cinema avrete due possibilità: dimostrare di avere cervello e portarceli, oppure portarli al Family Day a vedere Mashalessandra Mussolini e Orso Adinolfi.
E farvi odiare per tutta la vita.

Oggi, dimostrando che la satira è morta perché la realtà la sorpassa regolarmente a destra, senza cintura, parlando al telefonino e con il cadavere di una prostituta minorenne strafatta di crack nel bagagliaio, Mario Adinolfi è un po’ dappertutto perché dopo che ha detto che Kung Fu Panda 3 fa il lavaggio del cervello ai bambini a favore del gender, quell’altra cima di Fabio Volo (doppiatore del film) l’ha chiamato in diretta in radio per discutere della cosa.
Per.
Discutere.
Della.
Cosa.
Con Adinolfi.

E io mi domando: perché bisogna discutere con Adinolfi?
Per convincerlo? Ma Adinolfi ha trovato la sua nicchia (come spiega bene Massimiliano Di Giorgio), da lì non lo scrosti più.
Perché magari hai capito male e potrebbe avere ragione?
Adinolfi rappresenta una tipologia di persone con le quali vorremmo discutere?
Non lo si può abbandonare al suo mondo in cui vive malissimo, circondato dai tentacoli del gender, come una candida studentessa in un hentai?
Con Berlusconi eravamo costretti a entrare nel merito di qualsiasi stronzata.
Ora siamo, in teoria, liberi.
Perché dobbiamo metterci a perdere del tempo con Adinolfi e tutti quelli come lui (che comunque, abbiamo visto al Family Day, sono in proporzione quattro gatti)?
(E se proprio proprio dobbiamo farlo, potremmo trovare qualcuno di meno ripugnante di Fabio Volo?)

(Da qualche parte, un Buoni Presagi cattolico sta scrivendo un post in cui si domanda perché uno si debba mette a discutere di vangelo con Fabio Volo)

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5 commenti

Archiviato in società

5 risposte a “I tentacoli del gender

  1. fre.

    IMHO,
    sia CoqBaroque sia Adinolfi vedono nel film quello che vogliono vedere, lo distorcono.
    Dove sia l’apologia dell’ omogenitorialità io non l’ho capito.

    Concentriamoci sul VERO punto di forza della saga del Panda: i combattimenti clamorosi!

    • Credo che CB abbia la consapevolezza dell’iperbole della cosa.
      Comunque in effetti è più una roba legata all’idea di famiglia allargata (che comunque è stata una roba che a fine anni ottanta inizio novanta ha fatto sudare quello che era rimasto degli anti-divorzisti, perché la gente non solo divorziava ma poi metteva su altre famiglie)
      Ho un po’ di antipatia per la Dreamworks quindi non ho visto neanche un kung fu panda, però. Recupererò!

  2. Rieccomi! Mi hai fatto tornare in mente uno splendido film che ho visto di recente, e che aveva come antagonista proprio un fanatico religioso. Il film è questo: https://wwayne.wordpress.com/2016/10/02/ti-amo-ancora-wendy/. L’hai visto?

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