Archivi del mese: giugno 2017

Cominciamo bene

A Genova, l’avrete saputo, il candidato della destra ha vinto le elezioni comunali, la Lega è il primo partito e ora probabilmente manca solo che gli squali dell’acquario fuggano dalle vasche e inizino a sbranare gente per strada.
Del resto, una volta che diventa governatore della regione Liguria un viareggino che si occupava di Lucignolo e ha un’insana passione per i red carpet pagati con i fondi della società che dovrebbe occuparsi della digitalizzazione della pubblica amministrazione tutto è possibile.
Persino che ritorni il basilisco. Non so se sapete la storia: alla fine del IV secolo a Genova si insedia un basilisco, che è una bestiaccia un po’ gallo e un po’ serpente che ammorba l’aria con il suo fiato velenoso. Allora Siro, allora vescovo e non ancora santo, lo convince dopo tre giorni di preghiera e digiuno ad andarsene dal buco in cui viveva e tuffarsi in mare. Ecco, è un po’ di tempo che ogni tanto si sente una forza puzza, anche in centro. Una volta hanno anche evacuato il palazzo della Regione.
Io non ho detto niente.

Comunque.
Succede anche che qualcuno vada a sbirciare sul profilo Facebook del neo-eletto presidente di uno dei Municipi cittadini, Francesco Carleo, carabiniere in congedo, e ci trovi roba di questo di tipo (scusate il Mascellone):

mussolini.png

Ovviamente c’è una tale quantità di asinerie che verrebbe quasi da pensare che sia una trollata, ma è in compagnia di una sacco di altre fascistate da mani nei capelli.

Allora ci fa un articolo che esce su un sito locale.
Succede poi che Ferruccio Sansa, giornalista e figlio di un ex sindaco di Genova, rilanci sulla propria pagina Facebook la notizia.
Domenica sera, Sansa va al comitato elettorale di Bucci (il candidato sindaco della destra) a fare il suo lavoro e si verifica un simpatico siparietto che lui racconta così:

Fai un altro passo ed ecco un gruppo di persone che appena ti vede dice: “Sento puzza di merda. Fa schifo lui come suo padre. Non provare ad avvicinarti!”.

Scusi, dite a me?, provi a chiedere. Ma loro con la vigliaccheria che contraddistingue da sempre la mentalità fascista piegano lo sguardo verso terra. “Dicevamo solo che c’è puzza di merda”.

Poi altri insulti, da voci che subito si nascondono: “Merda, infame, venduto”.

A un certo punto si becca anche un “giornalaio”, che è il tipo insulto che la gente analfabeta rivolge ai giornalisti (perché essendo analfabeta non sa che le edicole sono il pilastro della civiltà e i giornalai andrebbero portati in palmo di mano).
Nel frattempo, ovviamente, il profilo Facebook di Carleo è stato bonificato e ora si vede solo una sua foto datata 25 aprile in compagnia della Meloni, a suo modo significativa.

E niente, Genova è in questa mani qua.
Il Coisp (belle merde) già si dichiara pronto ad andare a sradicare il cippo di Piazza Alimonda che ricorda che una volta lì è morto uno e, insomma, va tutto benissimo.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in politica, società