Archivi del mese: gennaio 2018

Chernobyl – un giorno nella Zona

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Mi sono addormentato, sul piccolo bus, guardando un documentario sull’incidente.
Non ricordo bene a che punto, ma ricordo un testimone oculare che raccontava che la luce dell’esplosione, da lontano, era bellissima. Lo diceva con una specie di strana ammirazione colpevole: sapeva che stava parlando di un disastro, ma non poteva negare che la luce smeraldo che si era accesa nel cielo della notte era stata stupefacente.

Quando mi sono svegliato, eravamo in vista del posto di blocco.

Io non ci volevo andare, a Chernobyl. Anzi, per essere precisi, nella zona di esclusione di Chernobyl, un’area di trenta chilometri di raggio attorno al reattore 4 della centrale nucleare, saltato in aria per un errore umano la notte del 26 aprile 1986. La prima volta che Lucilla mi ha detto “già che per la fine dell’anno andiamo a Kiev dobbiamo andare a Chernobyl” ho provato un senso di fastidio: mi sembrava una cosa da stupidi turisti del macabro. Probabilmente il fastidio era anche un meccanismo di difesa per non ammettere un’altra cosa: che l’idea mi faceva paura. Pura e semplice paura.

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