Archivi del giorno: 1 settembre 2018

Post del capitano

(questa è la versione leggermente modificata ed espansa di un post comparso su nipresa, per togliere dal tavolo alcune questioni laterali che sono tangenti al punto che volevo toccare)

Siamo ormai prigionieri (più o meno consenzienti) di un sistema mediatico-politico che eleva a COSE IMPORTANTISSIME fatterelli come una che sbrocca contro la polizia a un corteo, una capotreno che sbrocca sul lavoro, un cartello a una manifestazione.
Nel primo caso, fu Matteo Renzi a soffiare sul fuoco, negli altri due la propaganda di Salvini (che, è bene ricordarlo, quando si sta leggendo la pagina FB o il twitter del “Capitano” non si ha a che fare con il ministro dell’Interno ma con il segretario della Lega che porta avanti la sua propaganda personale – e poco importa se i post li pensa e scrive lui, Morisi o qualcuno dello staff) ci si è buttata di peso. Nel terzo caso è anche comprensibile, perché si citava direttamente lui.
Ma, lo stesso, è interessante come è stato costruito il post.
Intanto, si presenta, oltre al cartello, una sagoma di Salvini come il Grande Dittatore chapliniano. Non ha importanza sapere se Salvini e i suoi davvero non sappiano una divisa nazista da quella di Chaplin: l’importante è l’effetto che fa nel flusso. Non solo: intanto nel testo c’è scritto “nazista”, quindi già si indirizza l’osservatore distratto verso quella lettura. Secondariamente, l’immagine che aveva girato più a lungo era quella del cartello dove si paragonava implicitamente Salvini a Mussolini. Ma la propaganda salviniana con il fascismo ci flirta più o meno ambiguamente da sempre, quindi non potrebbe mai chiedere delle scuse perché gli stanno dando del fascista. Del resto, abbiamo fatto quel passo per cui ormai da tempo “fascista” non è automaticamente per tutti un termine negativo – cosa che traccia un grosso solco tra l’Italia e buona parte del resto del mondo, fateci caso se siete all’estero.
“Nazista”, invece, continua a funzionare bene come onta. Si sa, i nazisti erano cattivi, Hitler ha traviato Mussolini che altrimenti sarebbe stato un ottimo politico e tutto questo genere di stronzate di cui sono piene le teste di tanti.
Ma il vero punto cruciale di questo post è a chi viene indirizzata la richiesta di una presa di distanza.
Che non è rivolta a chi ha organizzato la manifestazione e nemmeno aveva per primo lanciato l’idea di una manifestazione di protesta contro l’incontro tra Salvini e Orban, cioè Civati.
Il post chiama in causa Matteo Renzi (che ormai non lo vota manco suo padre), la Boschi (che è ormai impresentabile come Renzi) e la Boldrini (autentica ossessione dei fascisti italiani, ma che dal punto di vista politico non ha più alcun peso). Renzi e Boschi non solo credo non fossero nemmeno a Milano, ma non trovo neppure loro dichiarazioni sulla manifestazione. La Boldrini, se non altro, c’era (ed è stata a quanto pare l’unica a rispondere, positivamente, all’appello, dimostrando una disarmante ingenuità politica).
Salvini punta a dei bersagli facili, innocui e in disarmo – e lo fa sempre – perché sa benissimo che dare peso, per esempio, a un Civati, significherebbe legittimarlo come avversario. Il che sarebbe esattamente quello che il PD ha fatto con lui per anni, costruendo un’opposizione tra i “due Matteo” che aveva portato qualunque programma di informazione ad avere ospite Salvini nella parte dell’opposizione.
Quindi, fateci caso: Salvini se la prende con personaggi dello spettacolo (l’ultimo mi pare sia chef Rubio), politici stranieri, politici senza alcuna chance di creare un progetto politico. Difficilmente creerà l’errore di crearsi da solo un avversario appetibile per il sistema dei mass media.

Più in generale, è riuscito, con la complicità passiva del sistema mediatico, a monopolizzare quell’aspetto della vita pubblica che si chiama agenda setting: in altre parole, quello di cui si discute è quello che lancia lui. A oggi, da che esiste il governo quella che dovrebbe essere l’opposizione non è riuscita a imporre un solo tema all’attenzione dell’opinione pubblica. Tutto è sempre e solo reazione alle sparate di propaganda di Lega e Movimento 5 Stelle.
Non è un buon segnale.

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