Chi è il ministro Fontana?

La mia cresima, se non ricordo male in seconda media, fu un evento curioso per un paio di fattori. Il primo è che ero di almeno una testa più alto del mio padrino, che con la mano sulla mia spalla sembrava un po’ appeso, e di due più alto del minuscolo sostituto del vescovo, che per ungermi la fronte fu costretto a salire almeno un paio di gradini del presbiterio.
Il secondo è che ho rischiato di essere, credo, l’unica persona nella storia di Santa Romana Chiesa, a essere bocciato alla Cresima. Un paio di settimane prima dell’evento, la suora che ci faceva catechismo ci aveva portati nella cappella della parrocchia e ci aveva fatto recitare uno per uno l’Ave Maria. Io ero verso il fondo della fila e, mentre i miei compagni cantilenavano la preghiera senza problemi, mi sono reso conto che non la ricordavo. Ho provato a memorizzare quello che ripetevano, ma i concetti e le parole mi scivolano via dalla testa, si mescolavano… era come aspettare l’esecuzione capitale.
Arrivato il mio momento, ci ho provato. Credo di essere crollato poco dalle parti del seno tuo, facendo cadere sulla cappella uno dei più imbarazzati silenzi della sua storia (e stiamo parlando della parrocchia del Gesù Adolescente, età di grandi silenzi). La suora, una donna di grande affabilità, che secondo mia madre doveva avere fatto il militare nei Carabinieri (“Ma le suore non possono fare il militare” aveva risposto la madre di uno dei miei compagni a questa battuta), mi gelò con lo sguardo, mi disse una roba tipo “forse è meglio se preghi un po’ di più” e passò oltre.
Un paio di giorni dopo fui convocato dal parroco perché la suora non voleva farmi fare la Cresima.
Aveva ragione lei: la mia fede era evaporata da un paio d’anni – se mai c’era davvero stata (non sapeva nemmeno del periodo attorno ai sette anni in cui ero convintissimo dell’esistenza delle divinità classiche e dicevo robe tipo “senti Giove come è arrabbiato!” quando tuonava, con sommo sbigottimento della cattolicissima vicina in pensione – ma che conviveva con una ex collega in una casa con una sola camera da letto – che mi portava a scuola e mi faceva da baby-sitter).
Il parrocco però ci teneva e così mi ha fatto l’esame di riparazione. Credo di essere riuscito a recitare un’Ave Maria corretta e dobbiamo avere chiacchierato un po’ di dottrina (come diceva mia nonna).

Non ricordo di precisione su quali punti mi abbia interrogato, ma sono certo che se avessi detto che “ama il prossimo tuo” significa

quello in tua prossimità. […] Quindi, prima di tutto cerchiamo di far star bene le nostre comunità

sono abbastanza certo che sarebbe dovuta intervenire la suora, con la sua esperienza nei NOCS, per trattenere il parroco.
Questa illuminante lettura del catechismo secondo Matteo Salvini l’ha proposta il ministro della famiglia, Lorenzo Fontana.
Repubblica lo presentava così, all’epoca della sua nomina:

Fa il tifo per Orban e per l’Hellas Verona, la “squadra a forma di svastica” – come cantano gli ultrà pro-Hitler della curva Sud dove il neoministro è presenza fissa da quando era giovane. Oltre a quella per Vladimir Putin ha un’ammirazione politica per il Front National di Marine Le Pen e va fiero di essere stato – da europarlamentare – tra gli artefici dell’ “alleanza storica” tra il partito dell’estrema destra francese e la Lega. Una bella medaglia per uno che, sul tema immigrazione, agita da sempre lo spauracchio della “sostituzione etnica”, che parla di “annacquamento devastante dell’identità del Paese che accoglie”, che come gli imprenditori della paura associa il calo della natalità in Italia al fenomeno migratorio qui inteso come “invasione”, termine mantra dei leghisti e dei neofascisti.

Un articolo su Famiglia Cristiana (oh, l’ironia) invece ne tracciava questo ritratto:

Il Carroccio lo folgorò  sulle  vie del Lungadige. «Ma non era il tipo da usare slogan vuoti  o non meditati”, aggiunge Luigi Macchioni, suo catechista e amico. «Le posizioni di Lorenzo sui migranti erano certo quelle  leghiste del “aiutiamoli a casa loro”, ma cercava di suffragarle con dati e ricerche personali».  Insomma lontano dalle derive razziste di un certo leghismo.

Forse è il caso che faccia un attimo rivedere la rotta e, già che c’è, ripassi un attimo non tanto il catechismo, ma il Nuovo Testamento. Tipo l’episodio del buon samaritano, che lascio spiegare al mio referente – titolato – per le questioni riguardanti la dottrina:

La questione è che Fontana avrebbe pure ragione, se non avesse torto. Ovvero, la regola che gli ebrei seguivano era quella, il prossimo era uno del popolo di Israele, quindi un “prima gli ebrei” ante-litteram, ma Gesù sfonda con un calcio rotante questa idea e propone la parabola del buon SAMARITANO, cioè dello straniero odiato come un nemico, e costringe lo scriba che fa la domanda a Gesù su chi sia “il prossimo”, ad ammetter che il prossimo NON era un “prima gli ebrei”.

Fontana, insomma, è uno di quelli a cui piace un casino il Vangelo ma non si rende manco conto che lui, nel Vangelo, c’è ed è il cattivo.
Che è Satana.

Ps: sinceramente, ma questo lo sa “cattolico” che etimologia ha? Lo sa cosa dice quando pronuncia l’atto di fede? SI POSSONO AVERE DEGLI ADULTI AL GOVERNO, PER FAVORE?

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1 Commento

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Una risposta a “Chi è il ministro Fontana?

  1. Ciao, piacere, mi chiamo Consuelo e sono una book e lifestyle blogger. Ho letto alcuni dei tuoi post e volevo farti i complimenti, Il tuo blog è davvero interessante. Ti andrebbe di dare un’occhiata al mio e dirmi cosa ne pensi? mi fa sempre piacere conoscere e supportare nuovi blog, ragione per cui ti seguo con piacere. Ti andrebbe di ricambiare? Buona giornata! ☺️

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