Sardine e capitoni (breve post pol-ittico)

E dopo un calembour del genere, chi mi ferma più?
Comunque, la comparsa all’improvviso sulla scena politica delle “sardine” ha messo in luce un paio di aspetti che forse varrebbe la pena affrontare (anche perché non mi pare di averne letto altrove).

La prima è una curiosa contraddizione. La piazza di Bologna si autoconvoca in riposta al comizio di Salvini a sostegno della candidatura alle elezioni regionali di Silvia Bergonzoni e, per ora, l’unica replica c’è stata in occasione del successivo incontro elettorale modenese. Quindi, il beneficiario implicito di questa mobilitazione è il governatore uscente della regione E-R, Bonaccini (PD).
Il quale però, nella stessa giornata in cui piazza Grande si riempiva di gente contro Salvini, commentava così l’apertura sullo ius soli del suo segretario di partito, Zingaretti:

“Ius Soli? In questo momento servono un grande piano di prevenzione contro il dissesto idrogeologico e cambiare la plastic tax”.

Una posizione compatibile con quella del Movimento 5 Stelle e che è anche dovuta alla percezione che l’uscita di Zingaretti sarebbe dannosa per la campagna elettorale perché “non si è calibrato bene il tono”.
Insomma, senza volere le “sardine” tirano la volata a uno che condivide la percezione delle tematiche dell'”immigrazione” come problematiche e come “favore a Salvini” (senza dimenticare che i possibili beneficiari dello Ius Soli comunque non votano, quindi…). A tal proposito, però, è bene ricordare questo tweet, che mi sembra colga bene la questione:

Il secondo punto curioso è quello che si sta celebrando il successo di adunate popolari contro una forza politica che si trova (in Emilia, a Bologna, a Modena, in Italia) all’opposizione e che, proiettando i dati elettorali sull’intera popolazione con diritto di voto, probabilmente minoritaria. Tanto più appunto in aree cittadine come Bologna e Modena (in provincia e in campagna non ne sarei invece così sicuro).
Questo però è comprensibilissimo quando si pensa che sono ormai anni che Salvini è stato messo in grado di dettare l’agenda politica del Paese. Ai suoi avversari, Renzi in primis, faceva gioco avere uno spauracchio brutto, sporco e cattivo che rimpiazzasse l’ormai inoffensivo Berlusconi. Lui ci ha giocato bene, ha saputo sfruttare gli spazi che gli sono stati concessi e proporsi come una specie di interprete di una presunta volontà popolare. Senza che nessuno provi ad andare a vedergli il bluff. I decreti sicurezza emanati durante il primo governo Conte sono ancora lì e abbiamo appena detto come sullo Ius Soli (che poi tale non è, ma ormai il nome è passato) ci sia il terrore di “fare un favore a Salvini”.
Allo stesso modo, la manifestazione di Bologna sancisce la percezione di questa ineluttabilità del trionfo, prima o poi, di Salvini.

Però, anche sulla percezione e il racconto delle “sardine”, c’è da fare un piccolo chiarimento. Sulla scena nazionale, la manifestazione di Bologna è esplosa un po’ di botto. Prima, sull’edizione nazionale di Repubblica era raccontata così, come una stranezza che sapeva un po’ di cazzata:

“Criptico”

Il giorno dopo, è stata raccontata così:

OFFENSIVA DI SALVINI / BOLOGNA CHE RESISTE

La cosa, però, era nata quasi come un gioco e con un diverso intento polemico.
Flashback: nel 2015 Salvini fa una manifestazione in piazza Maggiore e millanta la presenza di 100.000 persone, che è ovviamente una cifra folle che vorrebbe dire 23 persone al metro quadro.
Tornati al 2019, su Facebook vedo alcuni amici interessarsi a un evento dal titolo “6.000 sardine contro salvini”, nel cui programma si legge:

L’ultima volta che Salvini è venuto a Bologna ha dichiarato che in Piazza Maggiore c’erano 100.000 persone a sostenerlo. Una bufala colossale (saranno stati si e no 10.000) che però è in linea con lo stile della Lega di costruire consensi a partire dalla pancia e dalle bugie.
Giovedì 14 novembre Salvini torna a Bologna e questa volta fa sul serio: vuole l’Emilia Romagna, vuole noi. Ma questa volta non può barare sui numeri. Già. Perché il Paladozza ha una capienza massima di 5.570 persone. Non puoi andare oltre, per problemi di sicurezza e soprattutto di spazio. Ecco allora che vogliamo lanciare un flash-mob: abbiamo misurato che sul crescentone di Piazza Maggiore ci stanno fino a 6.000 persone. Belle strette, si intende, ma di questi tempi è meglio stringersi che perdersi. Non credi?

La cosa nasceva quindi con un intento preciso e puntuale, tutto sommato legato a un fatto locale e per certi versi irripetibile.
Poi il suo successo ha fatto saltare la cifra simbolica iniziale e anche il progetto, rendendola appetibile, come sta facendo da giorni Repubblica soprattutto con gli articoli di Francesco Merlo, per creare la narrazione manifestanti buoni vs. manifestanti cattivi. Addirittura, per l’editorialista, sono state le contestazioni violente a rendere Salvini invincibile.

“Sei stato tu, con il tuo sasso!” Repubblica, 20 novembre 2019 e ancora ci tocca leggere “black block“, tra le altre cose


Le “sardine” sono state subito presentate come una forma di protesta virtuosa, mentre il corteo “dei centri sociali” (dove, al solito, c’era chiunque ed è stato decisamente partecipato) è diventato un fatto accessorio, caratterizzato dai “soliti scontri”.
Ovviamente, non è detto che tra le due forme di protesta non ci siano state sovrapposizioni, vista la tempistica.

Sicuramente, però, le piazze delle “sardine” erano qualcosa che la (comunque sopravvalutata) macchina comunicativa di Salvini non era pronta ad affrontare. La sera di Bologna, Salvini dal palco non ne ha fatto alcuna menzione, attaccando invece i “centri sociali” per colpa dei quali il palazzetto non era pieno, avendo i “fascisti rossi” bloccato DIECI pullman di leghisti (dove, non si sa). Un’uscita che già la mattina dopo sembrava vecchia di seimila anni.
In assenza di cartelli aggressivi, gli uomini al servizio di Morisi hanno faticato a trovare qualche bersaglio da dare in pasto ai follower: un’assessora di un comune di provincia c’è finita in mezzo, ma senza troppa convinzione e la notizia non è uscita dall’ambito locale. Abbandonata la strada del vittimismo, c’è stato il tentativo di spacciare le foto della piazza per foto del capodanno, ma anche lì senza grande successo.
Allora siamo passati al sarcasmo (“li ringrazio perché mi danno importanza, la prossima volta vado in piazza con loro, così magari mi spiegano che cosa vogliono che non si capisce bene”) e, infine, all’ultima risorsa dell’internet: i gattini (che mangiano acciughe). Una roba che in un Paese normale verrebbe accolta con un “questo è scemo” o anche “affidereste la guida di un Paese a un uomo che attacca così i suoi avversari?”, ma che qui forse si rivelerà una chiave vincente perché fa uscire Salvini dal vittimismo e lo porta all’attacco – una cosa che può piacere ai suoi elettori che è da luglio che lo sentono frignare.

A questo punto ci dovrebbero essere le analisi, le previsioni, i confronti con movimenti di piazza degli ultimi anni. Ma, francamente, i dati per dire qualcosa di sensato su quello che potrebbe succedere sono troppo pochi. Magari se ne riparla quando le “sardine” saranno uscite dall’Emilia.

4 commenti

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4 risposte a “Sardine e capitoni (breve post pol-ittico)

  1. Darth_A

    Ricordo il V-day anni fa a Bologna, davvero tantissima gente, oltre Piazza Maggiore.

  2. “Le piazze delle “sardine” erano qualcosa che la (comunque sopravvalutata) macchina comunicativa di Salvini non era pronta ad affrontare.” Sono totalmente d’accordo. Salvini si era calato così profondamente nel suo ruolo di finto uomo del popolo da essersi convinto che tutto il popolo ci fosse cascato: di conseguenza, per lui dev’essere stato un vero shock scoprire che così tante sardine sono in realtà contro di lui. E ancora non ha trovato il modo di controbattere ad esse (figuriamoci di silenziarle). Per te lo troverà?

    • Sinceramente, dopo il manifesto uscito l’altro giorno, vaghissimo, credo che Salvini debba semplicemente attendere l’inizio dello shopping natalizio.
      Alla fine mi sa che la stampa abbia caricato di eccessive aspettative due flashmob con una partecipazione tutto sommato nella norma per due città come Bologna e Modena.

      • Ah, che la stampa schierata enfatizzi oltre misura qualsiasi focolaio di opposizione è verissimo. Ma le sardine fanno un gran rumore anche senza che la stampa faccia loro da megafono, basta fare un giro su Twitter per vedere il gran daffare che si danno. Grazie per la risposta! :)

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