Archivi tag: razzismo

I libri dell’estate – parte prima

Sono un po’ indietro con le recensioni dei libri letti. Tipo che è da giugno che non le faccio. Fingendo che a qualcuno interessi qualcosa, riprendo a puntate. Evidenziati, i Gran Fighi.

La futura classe dirigente – Peppe Fiore (Minimum Fax)
Quello delle storie di precariato è ormai un genere. Fiore è in gamba a metterci dentro un po’ di ironia e delle storie divertenti (quella della ragazza che deve sviluppare filastrocche per bambini è notevole). Il problema grosso è che è veramente troppo lungo per quello che racconta e il rischio noia tende a farsi parecchio elevato.

Il corpo del capo – Marco Belpoliti (Guanda)
Un’interessante analisi sull’uso del corpo nella comunicazione pubblica di Berlusconi, condotta attraverso il ricorso a un certo numero di fotografie, alcune delle quali non avevo mai visto. Forse è una caduta di stile il riferimento, in più punti, all’ineluttabilità della morte, forse – visto che di corpo si sta parlando – no. Lettura interessante per imparare a guardare con sguardo meno ingenuo le immagini che ci vengono proposte.

Il mondo degli Showboat – Jack Vance (Mondadori)
A cavallo, come altri lavori di Vance, tra Sci-Fi e Fantasy, con le vicende di una compagnia di attori che porta i suoi spettacoli in giro lungo il fiume di un pianeta popolato da culture differenti. Abbastanza divertente ma un po’ vacuo.

Vedi di non morire – Josh Bazell (Einaudi)
Non è lo sfolgorante esordio di un nuovo genio come ossessivamente ribadito in quarta di copertina e alette. Bazell mette insieme un libro molto pulito, molto preciso, che combina con perizia intuizioni mediche in stile House MD e mafiosi italo-americani (e informazioni sulla medicina in puro stile Palahniuk). L’alternanza dei capitoli nel presente e nel passato dà movimento al libro ma alla fine (e nonostante una trovata finale che cerca di essere quanto più possibile sopra le righe e pulp) si resta con l’impressione di aver letto solo un buon compitino.

La fortezza di Farnham – Robert A. Heinlein (Mondadori)
È un romanzo nettamente diviso in due parti: la prima racconta le peripezie di un gruppo di sopravvissuti, grazie a un bunker, all’attacco nucleare scatenato dall’URSS sugli Stati Uniti, ed è quasi un manuale di sopravvivenza. La seconda è praticamente “Il pianeta delle scimmie” con i “negri” al posto delle scimmie ed è un po’ meno interessante. È un Heinlein profondamente innamorato del lato bello e scintillante del sogno americano, ma anche capace di osservarne i lati meno presentabili (il razzismo, che costituisce, con il ribaltamento della seconda parte, un tema ricorrente del libro). Non uno dei suoi romanzi migliori, perché la seconda parte è nettamente inferiore alla prima, più realistica e tesa nella descrizione dei rapporti tra i sopravvissuti, ma comunque interessante.

L’ubicazione del bene – Giorgio Falco (Einaudi)
È una raccolta di racconti tutti ambientati in un quartiere satellite di una grande città. Storie di piccole/grandi sconfitte, di naufragi esistenziali, di perdite di umanità. C’è un continuo riferimento agli animali, che sbucano fuori dai muri (le termiti, in un quasi remake di un famoso racconto di Calvino), che vengono acquistati per essere tenuti in casa o per combattere tra di loro.

Tango e gli altri – Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli (Mondadori)
Quarta collaborazione Guccini/Macchiavelli, forse la migliore. L’indagine su un delitto commesso (forse) da un partigiano durante la guerra viene portata a compimento sedici anni dopo i fatti ed è un modo per mettere in luce gli aspetti meno “comodi” della guerra di liberazione. “Non tutti i partigiani erano paladini di Francia” ha detto Guccini riferendosi a questo libro, che in un certo senso è quasi una risposta ai libri di Pansa sull’argomento.

Bad Prisma – AA. VV. (Mondadori)
Si può fare un’antologia di autori italiani basandosi, sostanzialmente, su una leggenda urbana? Pare di sì. Arona ha messo insieme una bella squadra di autori e li ha sguinzagliati sulle tracce di Melissa, una ragazza fantasma che appare nel corso dei millenni in diverse situazioni. Costruito come un romanzo fatto di tanti racconti messi in ordine cronologico ha, inevitabilmente, i suoi alti e bassi. Però i primi tendono a superare i secondi.

Harry Potter and the Philospher’s Stone – J. K. Rowling (Bloomsbury)
Il primo libro di Harry Potter colpisce per la sua assoluta pulizia. La Rowling è stata brava a scrivere una storia che fila liscia e scorrevole dal suo inizio alla sua temporanea conclusione, riuscendo introdurre il lettore a poco a poco in un mondo che (è facile dirlo adesso) ha l’aria di essere decisamente vasto.

Dexter il devoto – Jeffrey Lindsay (Mondadori)
Visto che sono troppo pigro per seguire serie tv che non siano Lost, recupero con i libri. Anche se il secondo episodio del Dexter cartaceo non ha nulla a che vedere con la serie. Comunque. Non siamo certo davanti a un inarrivabile capolavoro. Ma la scrittura è piacevole, gli eventi si susseguono in modo logico e la psicologia di Dexter è sempre tratteggiata alla perfezione. Intrattenimento di alto livello.

Il Vangelo secondo Biff – Christopher Moore (Elliot)
È bellissimo. Un grande romanzo di avventure, sarcastico e illuminato, che racconta la vita di Gesù dal punto di vista del suo amico d’infanzia Biff, che lo ha accompagnato in giro per l’Oriente negli anni in cui il Messia si è formato. Fa ridere, è un fantasy notevole, c’è Gesù che impara il kung fu e Gesù che, Phileas Fogg ante litteram, sottrae innocenti dalle grinfie dei seguaci di Khalì. Come si può non amarlo?

Filologia dell’anfibio – Michele Mari (Laterza)
Michele Mari racconta il suo C.A.R. Un incubo kafkiano che ormai tocca solo a volontari, per fortuna. Leggendolo, mi sono tornati in mente i miei tre giorni a La Spezia, che nonostante i vent’anni trascorsi tra l’esperienza di Mari e la mia erano fatti della stessa sostanza, delle stesse caserme squallide, degli stessi riti, probabilmente anche delle stesse macchie sul vassoio della mensa. Mari usa una lingua complessa e cangiante, che varia dai toni più sintetici a voli pindarici e arcaicizzanti che cercano di nobilitare in qualche modo il grigiore della materia trattata.

Annunci

13 commenti

Archiviato in Libri, Libri del mese, Uncategorized