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Sì o no?

Non si esce vivi dagli ottanta, ma pure dai novanta non è che siamo usciti tutti interi.

Non si esce vivi dagli ottanta, ma pure dai novanta non è che siamo usciti tutti interi.

Non so se ci sia ancora qualcuno che legga questo blog dai tempi eroici di Splinder.
Allora (ho aperto nel 2004) capitava spesso che i miei post (ne scrivevo anche uno al giorno!) parlassero di politica.
O meglio: di Berlusconi.
Del resto, era impossibile non parlare di Berlusconi, quando c’era Berlusconi.
L’antiberlusconismo, al quale ho dedicato diversi anni della mia vita, era una cosa a cui era impossibile resistere. Non era tanto colpa di noialtri, che probabilmente a un certo punto siamo diventati (o lo siamo sempre stati) davvero molestissimi e un po’ ridicoli, come ci ha crudelmente sbattuto in faccia un paio di scene della terza stagione di Boris.

E non era neanche, come scrisse una volta Michele Serra, colpa di Berlusconi. Cioè, non del tutto: Berlusconi era sì molestissimo e non poteva non suscitare una forte reazione uguale e contraria in chi non si riconosceva nel mondo che incarnava e nelle politiche che portava avanti.

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E quella non era una supercazzola?

Vedete qual è il problema con Grillo?
Che ieri è risaltato fuori questo video dell’aprile del 2012

e alla fine sembra che l’ipotesi più diffusa (forse per amor di patria) è Grillo stesse facendo uno scherzone. Non si sa bene perché, non si sa bene a chi, ma lasciamo perdere. Vasco Rossi può fare i clippini deliranti e lui no?

E il problema dove sta?
Il problema è che non c’è molta differenza da questo video qua, in cui invece era notoriamente serio.

E niente, un pezzo del nostro futuro è in mano a questo signore qua.

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Smart people outsmart each other, then themselves

Hellzabloggin Fecit

Hellzabloggin' Fecit

Pare che Grillo si candidi a segretario del PD.
Scrive Aramcheck:

In generale l’idea di D’Alema che col suo atteggiamento snob è costretto a confrontarsi in un dibattito congressuale con un tizio sudato che  lo manda a fanculo, risulta francamente divertente.

È francamente divertente (diciamo), soprattutto se si pensa all’aura di suprema spocchia che da sempre circonda D’Alema, che è uno che ha imparato molto bene una semplice regoletta: se tu mantieni con sufficiente convinzione un’aria di profonda noia tutte le volte che sei interpellato, andrà a finire che la gente inizierà a pensare che tu sia scocciato perché ti hanno strappato ad altissime riflessioni che pochi, a parte te, possono comprendere.
E D’Alema sul suo essere un intelligentissimo  e sopraffino stratega è da una quindicina buona di anni che ci campa su.
Nonostante, alla fine non ne abbia imbroccata una da quando nel 1997 ha dato una dignità politica a Berlusconi con la famigerata commissione Bicamerale.

Ma in realtà, la cosa per cui è bene procurarsi un secchio grande di pop corn e una cassa di birra gelata è che D’Alema è fortemente contrario al meccanismo delle primarie.
E dall’alto della sua alta spocchia sarebbe capacissimo di dare una bella spinta a Grillo affinché gli permetta di dimostrare la sua tesi.
Ci sarà da ridere.

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