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Finlandiamo, Ep. 6: chitarre infernali a Helsinki

Riassunto delle puntate precedenti: siamo andati in Finlandia, per la precisione a Rovaniemi. La sera prima di arrivare in Norvegia (la nostra destinazione è Capo Nord), scopriamo che la macchina a noleggio non può uscire dalla Finlandia. Per fortuna, un intraprendente finlandese ci mette una pezza.Arriviamo così in Norvegia, dove andiamo a fare due passi nel nulla, prima di venire invitati a tornare indietro. Poi incontriamo degli italiani e ci fingiamo morti come gli opossum. Arriviamo a Capo Nord e ci imbamboliamo per ore a guardare l’orizzonte. Poi torniamo indietro e per tornare a Helsinki dobbiamo aspettare che ci aprano l’aeroporto.

Obbligatoria foto di gabbiani

Obbligatoria foto di gabbiani

Un mio amico ha questo interesse per i lavori che sul medio termine non saranno più eseguiti da esseri umani ma da macchine. Non è l’unico, perché c’è anche un sito che vi calcola la percentuale di possibilità che un giorno veniate sostituiti da un robot o da un software.
Sicuramente avrebbe apprezzato l’Omena Hotel di Helsinki, che ha una reception totalmente automatizzata: del resto, gestire la disponibilità delle stanze di un hotel è un’operazione che un software sa fare senza alcun problema. Così tu prenoti e un paio di giorni prima del tuo arrivo ti arrivano una mail e un SMS che ti dicono il numero della stanza e un PIN che apre il portone, l’ascensore, la tua stanza. Una cosa che mi sarei aspettato di trovare in Giappone (dove invece tutti i nostri albergatori erano umani, in un caso pure troppo) e che invece ci è toccata a Helsinki. La cosa è sulle prime un pelo spiazzante, poi non ci fai più caso. Certo, poi crea dei momenti di imbarazzo quando sali in ascensore insieme a qualcuno e guardi dall’altra parte mentre uno digita il codice, come i cassieri quando ti passano il POS. Ma forse la cosa più surreale, se ci pensi, è che le persone che rifanno le camere quando i clienti le lasciano – uniche presenze umane – probabilmente ricevono i loro turni di lavoro pure loro da un computer.

Helsinkiani felici.

Helsinkiani felici.

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Finlandiamo, Ep. 3: Norwegian Wood

Riassunto delle puntate precedenti: siamo andati in Finlandia, per la precisione a Rovaniemi. La sera prima di arrivare in Norvegia (la nostra destinazione è Capo Nord), scopriamo che la macchina a noleggio non può uscire dalla Finlandia. Per fortuna, un intraprendente finlandese ci mette una pezza.

Varcare la frontiera con la Norvegia non è particolarmente eccitante, in condizioni normali. Schengen è una figata, ma ci ha tolto il brividino delle frontiere. Quando da piccolo andavo in montagna a Bardonecchia con i miei genitori, ricordo l’impressione che mi facevano le guardie francesi alla dogana per entrare in Vallé Étroite. Bisognava fermarsi, tirare fuori i documenti, a volte il tizio in divisa (e armato) guardava dentro la macchina e tu ti ritraevi come fossi stato colpevole di qualcosa. Adesso invece, niente. Persino per prendere l’aereo in Europa tiri fuori la carta di identità meno spesso che per andare allo stadio.
Però le nostre non sono condizioni normali, perché è molto probabile che nel momento in cui usciamo dalla Finlandia stiamo guidando una macchina non assicurata. Quindi ecco che, anche se la frontiera è una linea immaginaria per terra, bandiere che cambiano, cartelli scritti in un’altra lingua e alci disegnate diverse sui cartelli stradali, il brividino lo sentiamo tutto.

L'alce finlandese (questi cartelli vanno letteralmente a ruba e i paesi nordici spendono un sacco di soldi ogni anno per rimpiazzarli)

L’alce finlandese (questi cartelli vanno letteralmente a ruba e i paesi nordici spendono un sacco di soldi ogni anno per rimpiazzarli)

L'alce norvegese

L’alce norvegese.

Non cambia neanche granché il paesaggio: sempre foreste, sempre strada a due sole corsie, che se ti si piazza davanti un camion o un camper è una sofferenza superare perché tra dossi e curve è raro avere una buona visuale della strada. Continua a leggere

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Finlandiamo, Ep. 2: Lapponia (just don’t go to Russia)

Schermata 2015-08-30 alle 18.00.59

Schermata 2015-08-30 alle 18.01.12

Quando facciamo una vacanza che preveda il noleggio di un’auto all’estero, non ci preoccupiamo di noleggiare anche un navigatore satellitare. Né abbiamo un piano dati sul telefonino per connettersi dall’estero. Troppo semplice.
Invece, Lucilla cerca su google maps i percorsi che dobbiamo fare e li stampa.
Una volta in loco a me (che non guido) tocca il ruolo del navigatore.
La cosa è ovviamente foriera di drammi perché non sempre le indicazioni di Google coincidono perfettamente con quelle che trovi scritte realmente sui cartelli. Per questa ragione, all’avvicinarsi di ogni bivio mi sorge una vaghissima forma di ansia. C’è gente a cui piace rovesciarsi addosso la cera bollente, noi passiamo il tempo così.
Tanto per cominciare bene, lasciato il villaggio di Babbo Natale invece di dare l’indicazione di tornare indietro per prendere la strada verso la nostra nuova tappa, semplicemente faccio andare Lucilla dritta. Per fortuna, sulla stampata del percorso era ancora visibile il percorso alternativo, che era esattamente quello che avevo fatto imboccare per errore. Solo di quei quaranta minuti più lungo. Continua a leggere

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Finlandiamo, Ep. 1: Rovaniemi

La decisione di andare in vacanza in Finlandia l’abbiamo presa prima che arrivasse il caldo feroce di luglio e agosto. Per allora, era diventata una delle decisioni migliori della nostra vita: abbiamo trascorso le due settimane prima della partenza a guardare ossessivamente il meteo dei posti dove saremmo andati. La prima idea era quella di andare in Islanda: ma se già i paesi scandinavi sono cari, l’Islanda era totalmente fuori budget. Quindi benvenuta Finlandia (l’ipotesi di recuperare il viaggio saltato l’anno scorso, con Georgia e Armenia, invece l’abbiamo scartata per motivi scaramantici).

La partenza è la solita sequenza di trasporti noiosi: una sveglia a orari inumani, un taxi da casa alla stazione di Genova Principe, poi in pullman fino a Malpensa (la geniale idea di costruire un aeroporto in un posto scomodo a più o meno chiunque non abiti a Ferno), dove arriviamo comunque con quel solito anticipo da volo intercontinentale. Grazie a un tattico check-in online, però, abbiamo gli ambitissimi posti di fianco all’uscita di sicurezza, quelli dove puoi stendere le gambe. A patto che tu sappia l’inglese o almeno sia bravo a fare finta di capire la hostess quando viene a verificare se riesce a comunicare con te in inglese (un tizio seduto dall’altro lato dell’aereo non è stato abbastanza scaltro ed è stato abbastanza penoso vedere la hostess che non riusciva nemmeno a fargli capire che doveva spostarsi) (la morale è: bambini, state attenti a scuola nelle ore di inglese, se volete stare comodi in aereo).
L’amara sorpresa, invece, è che sui voli continentali Finn Air, anche se in orari di pranzo, non ti danno da mangiare. Ma nemmeno la scelta tra stuzzichino dolce o salato che ti concede(va?) Alitalia. Niente. Succo di mirtillo, acqua, caffè o te. Tutto il resto si paga con moneta suonante.
Passiamo il volo a leggere o sonnecchiare, fino all’arrivo a Helsinki. Qui ci aspetta la coincidenza con il volo per la nostra prima tappa: Rovaniemi (volo durante il quale capitoliamo e compriamo un pacchetto di Wasa farciti al formaggio – due – per due sanguinosissimi euro). Continua a leggere

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